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F1 | Prost difende Verstappen dalle critiche: “Non vi ricordate Senna e Schumacher?”

Nel suo editoriale su L’Equipe, Alain Prost torna a parlare dell’incidente tra Verstappen e Norris, difendendo l’olandese dalle critiche.

L’incidente tra Verstappen e Norris in Austria è ancora un tema caldo, specialmente per le critiche verso l’olandese. Nel suo editoriale su L’Equipe, Alain Prost ha commentato la vicenda, spiegando il suo punto di vista.

Il francese, che ne ha visti di campioni del mondo e ne anche sfidato uno, ritiene che le polemiche sul #1 di casa Red Bull siano eccessive. “Non credo che esista un aggressore e una vittima”, ha iniziato il ‘Professore’.

Credits: Getty Images

“L’accusa è sempre complessa. Quindi, ovviamente, concordo con il verdetto dei commissari che hanno ritenuto Max responsabile “in primis”. È stato punito, anche se penso che sia stato uno sfortunato incidente di gara”, ha precisato. Prost ha poi analizzato nei dettagli la manovra di Verstappen.

“Chiude a sinistra, non sono sicuro che ciò sia stato fatto intenzionalmente. Con queste vetture molto più lunghe e con visibilità minore, parliamo di pochi centimetri. Forse Lando avrebbe potuto guadagnare qualche centimetro di margine alla sua sinistra e andare sopra ai cordoli.”

Alain Prost è fermo nella sua posizione e difende Verstappen dalle critiche: “Sì, Max è un pilota duro e feroce. Fa parte del suo DNA. Non lo cambieremo ed è questo a renderlo così forte.”

Tuttavia, ha proseguito, le penalità non dovrebbero essere date in base alla reputazione dei piloti. “Altri prima di lui, come Ayrton Senna e Michael Schumacher, avevano la stessa reputazione del pilota aggressivo.”

Prost sostiene che i regolamenti della Formula 1 moderna siano “diabolicamente precisi”, ecco perché i commissari di gara non dovrebbero giudicare in base a chi si trova imputato in pista.

“E se torniamo al contenzioso di domenica scorsa, se Lando fosse stato più paziente, avrebbe passato in uno dei suoi primi tre tentativi. Oppure avrebbe potuto aspettare ancora un po’ perché evidentemente aveva la vettura in grado di sorpassare”, ha concluso Prost.

Crediti immagine di copertina: Getty Images

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