Formula 1

F1 | Quali stimoli hanno i piloti dei team del midfield quando per i punti serve un miracolo?

Come fanno i piloti del midfield in F1 a mantenere alte le motivazioni consapevoli che, salvo circostanze particolari, la loro gara non frutterà punti?

Con i valori in campo del 2024, gareggiare per i piloti dei team del midfield in F1 può essere a tratti frustrante, sapendo che per entrare in zona punti serve un passo falso di una delle cinque squadre di testa.

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Foto: XPB Images.

Le prime gare della stagione hanno offerto una prima griglia delle forze in campo. La Red Bull viaggia spedita con un passo superiore a tutti, seguita dalla Ferrari. McLaren, Mercedes e Aston Martin inseguono più o meno vicine ai primi due e in lotta tra loro a seconda delle caratteristiche della pista. 

Queste cinque scuderie occupano potenzialmente l’intera fetta di posizioni che assegnano dei punti. In Bahrain, Lance Stroll ha dovuto rimontare dall’ultima posizione a causa di un incidente al primo giro. Il canadese è riuscito comodamente a ritornare in zona punti, confermando la spaccatura tra top team e squadre di centro-gruppo. 

Tuttavia, a Jeddah il canadese ha terminato la sua gara anzitempo tra le barriere, regalando così un’occasione d’oro ai team del midfield. Ad approfittarne è stato Nico Hulkenberg su Haas, guadagnando un punto preziosissimo nell’economia del campionato


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Anche a Melbourne si è presentata una grossa opportunità per le squadre di centro e bassa classifica; grazie ai ritiri di Max Verstappen e delle due Mercedes sono stati ben tre i piloti che hanno potuto beneficiare dell’occasione. Ad approfittarne è stato ancora Nico Hulkenberg, nono, ed il compagno di squadra Kevin Magnussen, decimo. Ma soprattutto, chi ha sfruttato meglio l’occasione è Yuki Tsunoda, il quale ha lasciato l’Australia con sei punti ed il settimo posto.

Parola ai piloti del midfield

Alla vigilia del weekend australiano, alcuni piloti di team del midfield hanno raccontato le sensazioni provate alla vigilia delle gare di F1 sapendo di avere poche chance di ottenere dei punti.

Proprio Magnussen, a punti in Australia, commenta le sue sensazioni con un pizzico di ottimismo, contando anche sulle variabili che possono movimentare le gare: Non è granché. Eseguire un weekend impeccabile ma che poi non ti porta dei punti non è bello, chiaramente. Allo stesso tempo rende più competitivo il campionato costruttori perché per avere anche solo una chance devi essere il migliore di questo gruppetto, altrimenti le possibilità sono davvero scarse. Ci sarà più di una macchina tra le migliori dieci che non finirà o avrà problemi, magari gare in cui è difficile sorpassare, gare in cui si è fortunati con la Safety Car… non è scontato, ma decisamente più difficile“.

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Kevin Magnussen ed Alexander Albon in lotta per la zona punti in Australia. Foto: HaasF1Team via X (Twitter).

Nel 2024 il pilota dell’Alpine, Esteban Ocon, si è trovato in una situazione per lui inusuale. Il francese è stato molto schietto nel sostenere la sua tesi: È la peggior sensazione che si possa avere. Odio quando si completa un buon weekend ma non si è in grado di concludere con dei punti. Però sta a noi provare ad avvicinarci nella performance alle macchine di testa. È difficile, tuttavia, approcciare un weekend e spingere più che puoi, anche mentalmente, per raggiungere il massimo e sapere che potrebbe non esserci una ricompensa alla fine. Fa parte del gioco: bisogna fare il meglio con ciò che si ha”.

Logan Sargeant si è concentrato sull’importanza di limare ogni dettaglio per poter davvero cogliere un’eventuale occasione: “È vero, vogliamo sempre di più, ma a conti fatti tra questi cinque team è sempre questione di centesimi. Quindi bisogna lavorare affinché ci si possa mettere nella posizione di approfittare l’eventuale zero di un top team e prendere quel punto. Perciò è necessario lavorare duramente, provare e riprovare e sperare che arrivi la chance di raccogliere quel punto”.

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Daniel Ricciardo insegue Pierre Gasly, in lotta per le posizioni di rincalzo in Australia. Foto: @AlpineF1Team via X (Twitter).

Infine, Daniel Ricciardo offre una prospettiva diversa: “Il mio approccio per ogni weekend è anche ‘uhm, questa pista è più adatta a noi rispetto alla precedente’. Più o meno si sa il livello dei top team… ma l’anno scorso eravamo ultimi nei costruttori e mi sono qualificato quarto a Città del Messico. Entrando in quel weekend nessuno l’avrebbe potuto immaginare. Insomma, il pilota può aver avuto un buon weekend, bene, ma in primis vuol dire che la macchina ha lavorato meglio su quel circuito. Quindi c’è sempre un po’ di speranza approcciando un weekend. Magari non vincerò, ma chissà forse nei primi dieci ci si può arrivare”.

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