Formula 1

F1 | Sainz, retroscena sull’operazione all’appendicite: “Potevo morire”

Carlos Sainz ricorda l’operazione all’appendicite e racconta un interessante retroscena accaduto in ospedale.

Carlos Sainz voleva a tutti i costi correre a Jeddah per non perdere punti in campionato, ma l’appendicite lo ha costretto a un riposo forzato. Il madrileno ricorda l’operazione nel corso del podcast Nude Project.

Il pilota Ferrari ha ripercorso la sua carriera, da quando correva sui kart, al rapporto col padre, fino all’arrivo in Formula 1. Tra le parti più interessanti c’è quella in cui Sainz ha raccontato un interessante retroscena sull’operazione subita all’appendicite.

Come ricorderete, il #55 ha iniziato a sentirsi male già durante il mercoledì, ma le 48 ore successive sono state le peggiori. “Mi era venuta la febbre alta. Ad essere onesto, avevo una diarrea orribile”, ha raccontato.

Credits: Lando Norris / Carlos Sainz su Instagram

Pur di non mancare alle prove libere ha preso diversi medicinali per affievolire i dolori e abbassare la febbre da 39 a 37-38 e mezzo. “Mi sono detto, ‘beh se riesco a non andare in bagno, posso guidare.’ Ero ko. Non avevo mangiato, non avevo forze. Sudavo più del dovuto e non avevo bevuto.”

Il venerdì è andata peggio. “Sono state le due prove libere più difficili della mia vita. Jeddah è anche un circuito molto fisico con curve veloci, molta umidità e caldo. Dovevo star meglio, altrimenti non avrei corso la domenica di gara.”

Il dolore, però, è peggiorato, ed è stato in quel momento che ha capito che non poteva essere un virus intestinale. Così la sua famiglia e il suo personal trainer lo hanno accompagnato in ospedale. I dottori lo hanno visitato, diagnosticandogli un’appendicite. Sainz doveva essere operato d’urgenza. “Quando mi hanno chiesto da quanto tempo stavo così, e ho detto loro che erano due giorni che mi sentivo male, i medici hanno spalancato gli occhi: ‘Sei pazzo?’.”

Carlos non poteva fare altro che pensare alla Formula 1: doveva assolutamente correre domenica, quindi ha cercato di convincere i medici a rimandare l’operazione a dopo la gara.

Il personale medico, però, ha tentato di fargli cambiare idea: “Sei a rischio, potrebbe succederti qualcosa di davvero grave. Potresti anche morire se l’appendicite scoppia.” Se non curata subito, può trasformarsi in peritonite, un’infiammazione causata dalla perforazione dell’appendice, che nei casi più estremi può portare alla morte.

Un’operazione del genere richiede in genere dai 10 ai 14 giorni di riposo. Sainz temeva che avrebbe salto anche il GP d’Australia e non poteva perdere un’altra gara.

“Ho fatto l’operazione. Ha distrutto la mia classifica piloti perché ho perso qualcosa come 12-15 punti. Da lì, dopo Jeddah, è diventata ‘operazione Australia.’ Da lì un poi è iniziata un’altra storia, un’altra avventura.”

A Melbourne, Carlos Sainz ha realizzato un’impresa, riuscendo a vincere e regalando alla Ferrari la prima vittoria della stagione.

Crediti immagine di copertina: Carlos Sainz su Instagram

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