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F1 | Caso Horner, l’avvocato dell’indagine è lo stesso della famiglia Yoovidhya?

Il Business F1 Magazine ha riportato un’indiscrezione sul caso Horner e sull’indagine condotta dall’avvocato ingaggiato da Red Bull che, se confermata, avrebbe del clamoroso

Anche nel giorno di Pasqua, la Formula 1 non va in vacanza, anche se di Formula 1, in questo caso, c’è ben poco di cui parlare. Nonostante le polemiche attorno alla figura di Christian Horner si fossero raffreddate nelle ultime settimane, quanto riportato dal Business F1 Magazine (lo stesso che ha rivelato il nome della dipendente Red Bull ad inizio Marzo) nella giornata di oggi, se confermato, avrebbe del clamoroso.

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Caso Horner, l’avvocato dell’indagine è lo stesso della famiglia Yoovidhya? © REUTERS

Nel numero di Aprile, dedicato in larga parte proprio allo scandalo che vede protagonista il manager di Leamington Spa dallo scorso 5 Febbraio, Tom Rubython ha posto la lente d’ingrandimento sull’avvocato esterno ingaggiato da Red Bull per fare luce sulla vicenda, la cui indagine è stata oggetto di grande dibattito negli ultimi tempi. 

Secondo il magazine, infatti, ”l’avvocato che ha condotto la cosiddetta “indagine indipendente” sulle accuse di molestie sessuali contro Christian Horner era tutt’altro che indipendente”.

Rubython ha quindi cestinato la versione di Horner, il quale aveva affermato di essere stato interrogato per ben otto ore da un King Counsel, ovvero la più alta qualifica legale in Gran Bretagna, con quest’ultimo che sarebbe poi andato in vacanza proprio poco dopo la fine dell’indagine.

Il vero nome della figura in questione, come svelato dalla rivista, sarebbe invece Peter Blake-Turner, avvocato 74enne che esercita a Londra e che, clamorosamente, rappresenterebbe anche la famiglia Yoovidhya, proprietaria al 51% delle quote di Red Bull e o forte sostenitrice del britannico.

L’informatore di tale soffiata sarebbe lo stesso che ha diffuso le chat private via email tra Horner e la sua assistente personale durante il weekend in Bahrain.


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Inoltre, sempre secondo il magazine, la proprietà thailandese avrebbe fatto redigere all’avvocato un rapporto in modo tale da scagionare Horner dalle accusa. Cosa che poi è effettivamente avvenuta lo scorso 28 Febbraio, quando Red Bull ha confermato il team principal nel proprio ruolo.

Al contrario, l’azienda austriaca avrebbe invece sospeso la dipendente, con quest’ultima che si è detta molto delusa da quanto accaduto.

Il famoso dossier di circa 200 pagine avrebbe contenuto solamente parte delle accuse mosse dall’assistente di Horner al suo datore di lavoro, mentre gran parte del materiale sarebbe stata volutamente estromessa. 

È chiaro che, dovesse l’indiscrezione trovare riscontri, l’affidabilità e imparzialità dell’indagine verrebbe a crollare in un nanosecondo, e tornerebbe a gettare ombre su una vicenda già incredibilmente piena di contraddizioni.

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