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F1 | L’incognita Cina con la Sprint Race: le preoccupazioni di Ferrari e Red Bull

Archiviato il Giappone, si pensa già alla Cina con la sua Sprint Race: cosa preoccupa maggiormente i piloti?

La Cina è tornata nel calendario di Formula 1 e quest’anno ospiterà la prima Sprint Race del 2024. Un circuito inedito per alcuni piloti, ma in un certo senso nuovo per tutti, visto il format.

Al termine del GP del Giappone, i primi tre classificati hanno espresso le loro preoccupazioni in vista del prossimo weekend di gara a Shangai.

Credits: motorsport images

La Cina rappresenta un’incognita per i team: c’è il format Sprint, il che vuol dire ci sarà una sola sessione di prove per cercare il giusto assetto.

Il vincitore della gara di Suzuka, Max Verstappen, si è sempre dichiarato contrario ai weekend Sprint. L’olandese ha inoltre affermato che per lui sarebbe stato meglio “un normale fine settimana di gara”. D’altra parte, però, questa è la nuova Formula 1 e “probabilmente per rendere le cose un po’ più vivaci, forse è quello che vorrebbero vedere.”

Il tre volte campione del mondo ha ammesso di aver sempre desiderato guidare in Cina, ma spera solo “di non dover mettere a punto troppe cose sulla macchina.”

Sergio Pérez è preoccupato per gli eventuali problemi che potrebbe riservare la pista, come ad esempio la presenza di tombini – che ultimamente hanno creato non poche inconvenienze.

“Per lo spettacolo penso sia una cosa buona”, ha spiegato il messicano. “Ma dal punto di vista preparatorio, sarà davvero duro. Non ho mai corso lì con la Red Bull. Ci sarà molto da fare un’unica sessione di libere.”

Più analitico Carlos Sainz, che ha sottolineato due fattori sulla Cina e la Sprint Race. Da un lato, il pilota Ferrari ha sostenuto la bellezza del circuito di Shangai: “Offre buone possibilità di sorpasso, quindi ha senso avere una gara sprint.”

Dall’altro, il madrileno ha ritenuto che introdurre questo nuovo format su un tracciato assente dal calendario di Formula 1 dal 2019, sia stato un po’ azzardato.

“Con i regolamenti che ci hanno imposto, un urto può danneggiare la vettura. Penso non sia stata una buona cosa scegliere la Sprint in Cina, dopo quattro anni di assenza. (…) Per voi ragazzi, guardarla da casa è emozionante. Per noi piloti e ingegneri è qualcosa di rischioso, e dovremmo prima correre un weekend di gara normale.”

Crediti immagine di copertina: Getty Images

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