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F1 | Caso Horner, la dipendente Red Bull esce allo scoperto e attacca l’azienda

La dipendente Red Bull vittima dello scandalo a sfondo sessuale sarebbe delusa dal comportamento dell’azienda austriaca, che l’ha sospesa in seguito all’archiviazione del caso

Sin da quando la vicenda Horner è venuta a galla pubblicamente, tutti i principali protagonisti del caso si sono espressi sull’enorme bufera mediatica che si è abbattuta su Red Bull nell’ultimo mese e mezzo, che ha inizialmente coinvolto soltanto la sfera privata del manager di Leamington Spa, per poi allargarsi sempre più a macchia d’olio fino a coinvolgere l’intera azienda.

Horner dipendente Red Bull
Caso Horner, le prime parole della dipendente Red Bull © Autosport

L’unica a mancare all’appello era proprio la presunta vittima di questa storia, la quale ha rilasciato le seguenti dichiarazioni al Daily Mail tramite una sua amica che si è prestata come portavoce: “È molto delusa per come è andata, soprattutto perché ha fatto tutto secondo le regole”.

“Ha espresso le sue preoccupazioni in privato. Ha fatto tutto nel modo giusto, ma si sente molto delusa dall’azienda. L’hanno sospesa quando aveva seguito la procedura correttamente e diligentemente. Ma per tutto questo è stata sospesa dal lavoro che ama e da uno sport in cui è molto stimata”.

“La mancanza di supporto è nota e lei è molto delusa dal trattamento riservato dal suo datore di lavoro. Guardate cosa è successo. Ha sporto denuncia, c’è stata un’indagine presumibilmente trasparente e indipendente, Horner è stato scagionato e lei è stata sospesa”.

Secondo la ricostruzione dei fatti, la donna avrebbe sporto denuncia al quartier generale Red Bull di Fuschl già nello scorso mese di Dicembre, con il caso che è venuto a galla lo scorso 5 Febbraio con le prime rivelazioni del De Telegraaf.


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Secondo quanto riportato dall’emittente tedesca RTL negli scorsi giorni, inoltre, “Horner avrebbe versato una buonuscita alla dipendente pari a 700 mila euro, aumentati a 1 milioni da parte di Red Bull. Il licenziamento e la mega buonuscita non sono stati confermati ufficialmente, ma si dice che la questione sarebbe definitivamente chiusa”.

L’articolo della testata britannica prosegue infine con una serie di domande rivolte all’azienda austriaca: “È necessario porre delle domande sull’indagine della Red Bull. La trasparenza porterebbe fiducia in ciò che le sta accadendo. Chi è stato incaricato da Red Bull di stabilire i fatti e chi di Red Bull ha avuto accesso a tutto il materiale riservato che è stato utilizzato?

“Chi in Red Bull sta prendendo tutte queste decisioni e chi in Red Bull si sta impegnando per stabilire la fonte di queste fughe di notizie? Non riesce a superare il fatto di aver presentato un reclamo e di essere stata sospesa. Tutto ciò che vuole è la trasparenza del processo”.

“Ha ricevuto molti messaggi di sostegno da parte di amici, parenti e persone che lavorano in F1. Lei sta rimanendo ferma e rispettando il processo. Nonostante ciò, ci sono delle domande che devono essere poste alla Red Bull”.

Ulteriori indiscrezioni riportano di come sia stata la proprietà thailandese, ovvero l’unica ad aver appoggiato Horner, a scegliere l’avvocato specializzato incaricato di far luce sui fatti. Ciò renderebbe ovviamente l’indagine molto meno imparziale, anche se non vi sono conferme in merito.

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