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F1 | GP Canada – Analisi Telemetrie FP2: La SF-24 EVO esalta Leclerc e sfrutta al meglio la gomma gialla

Archiviata la prima giornata di prove a Montreal, con la pioggia che ha condizionato i programmi di lavoro delle squadre. Tuttavia, possiamo estrarre alcuni dati interessanti dall’analisi delle telemetrie delle FP2 del GP del Canada.

La pioggia ha condizionato in modo evidente la giornata di venerdì del GP del Canada. Tra la grandine improvvisa e la pista con evidenti chiazze d’acqua, i programmi di lavoro sono stati rimodulati. Nelle FP1 i piloti hanno potuto guidare poco più di mezz’ora e nelle FP2, la pista in continuo cambiamento non ha permesso di accumulare i dati desiderati. Tuttavia, alcuni piloti sono riusciti a mettere insieme dei giri veloci piuttosto interessanti per le condizioni della pista. Vediamo, nell’analisi delle telemetrie, quali potrebbero essere i valori in campo dopo le FP2 del GP del Canada.

Leclerc Canada FP2
Credits: Scuderia Ferrari su X

La prima parte della sessione pomeridiana ha visto una pista semi bagnata e con una leggera pioggia a rendere più complessi i run dei piloti. Nonostante una pista decisamente complessa da interpretare e rischiosa da percorrere, i team hanno proseguito sono scesi in pista con le intermedie. La prima mescola da bagnato ha permesso anche un processo di asciugatura migliore della traiettoria.

Una volta creatasi una linea di gara non più bagnata, sono iniziati i giri con le mescole d’asciutto, con gran parte dei piloti su gomma rossa. Viste le basse temperature e la pista green, la gomma soft era la più indicata per la facilità di warm up. Gli unici che hanno montato le gomme medie, una scelta in controtendenza, sono i piloti della McLaren e della Ferrari. Tuttavia, solo i due della Ferrari sono riusciti a sfruttarla al meglio con una strategia migliore di warm up. Anche i tempi sul giro, specialmente quello di Leclerc, confermano la migliore gestione termica delle coperture, con un raggiungimento più rapido della finestra operativa.


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Dalle telemetrie del giro veloce in FP2 possiamo confrontare i primi due con la gomma rossa e Leclerc su gomma media. Il divario prestazionale tra Ferrari, Mercedes e Aston Martin emerge principalmente negli allunghi. I tratti più evidenti sono quelli tra curva 7-8, 12-13 e il rettilineo del traguardo. Qui notiamo anche una gestione differente della power unit, con quella Ferrari molto conservativa, sia lato termico che elettrico. Nonostante una grande differenza negli allunghi, emerge un interessante dato dal confronto telemetrico.

In tutte le curve lente del tracciato e le chicane, Leclerc a bordo della SF-24 riesce ad essere molto più efficace rispetto ad Alonso e Russell. Il monegasco riesce a mantenere la farfalla dell’acceleratore sempre leggermente aperta, con rare occasioni in cui tocca lo 0%. Inoltre, nel confronto diretto con Aston Martin e Mercedes, la Ferrari riesce a trazionare subito meglio e avere un’accelerazione migliore. Un dato che rende ulteriormente di valore la prestazione Ferrari, soprattutto se consideriamo la mescola di svantaggio. Molto interessante anche l’approccio al tornantino di curva 10, dove Leclerc riesce ad essere estremamente efficace. Già dall’uscita di curva 9, la SF-24 EVO riesce ad avere una migliore trazione e allungo rispetto ad Alonso e Russell. Stessa cosa si ripete in uscita dalla 10, con Leclerc che è in vantaggio fino ai 280 km/h, dove poi la mappatura conservativa limita la sua prestazione.

Vedremo nella serata italiana come si evolveranno le prestazioni degli avversari, sapendo che McLaren e Red Bull saliranno in classifica in modo prepotente. Tuttavia, la Ferrari è sembrata subito competitiva, con un set-up meccanico aerodinamico molto efficace sin dai primi giri. Una prestazione sintomo dell’ottima correlazione tra simulatore a Maranello e prestazione in pista, condizione che permette ai piloti di adattarsi subito e cercare di affinare ulteriormente l’assetto.

 

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