F1 | “Massa ha le sue colpe” il primo responso sul Crashgate e la difesa di Ecclestone

Felipe Massa contro FIA ed Ecclestone: a Londra inizia il caso sul Mondiale 2008 e sulla questione ancora irrisolta del Crashgate

Si è aperta a Londra l’udienza preliminare del caso Felipe Massa vs FIA, Bernie Ecclestone e Formula One Management (FOM), con l’ex pilota brasiliano presente in aula. Al centro della disputa legale, la gestione del cosiddetto Crashgate del 2008, che secondo Massa avrebbe influito in modo decisivo sull’esito del Campionato del Mondo di F1 vinto da Lewis Hamilton per un solo punto.

Il procedimento, iniziato presso la Court 73 della Royal Courts of Justice, non è ancora un vero e proprio processo: si tratta infatti di una udienza di tre giorni in cui i rappresentanti legali delle parti illustrano al giudice Mr Justice Jay le ragioni per cui la causa dovrebbe, o meno, arrivare a giudizio.

Massa chiede un risarcimento di 60 milioni di sterline e una dichiarazione pubblica che lo riconosca come “legittimo campione del mondo 2008”. Tuttavia, entrambe le parti concordano sul fatto che il tribunale non abbia il potere di modificare i risultati sportivi ufficiali della stagione.

F1 | "Massa ha le sue colpe" il primo responso sul Crashgate e la difesa di Ecclestone
Credits: AP (Photo: Frank Augstein)

Ancora guerra tra Massa e Ecclestone sul Crashgate

Nel corso della prima giornata, gli avvocati di Ecclestone e della FIA hanno definito l’iniziativa di Massa come un tentativo “fuorviante” di riaprire questioni ormai chiuse da 17 anni. David Quest KC, legale di Bernie Ecclestone, ha scritto nel suo documento difensivo che le richieste del brasiliano “trasformano la Corte in un club di discussione sportiva”, chiedendole di ricostruire eventi di gara ormai lontani nel tempo. «Hamilton non ha commesso gli stessi errori di guida di Massa, come la ripartenza dai box con il rifornimento ancora attaccato alla Ferrari», ha aggiunto Quest.

La causa nasce dalle dichiarazioni rilasciate nel 2023 da Bernie Ecclestone, che in un’intervista aveva affermato di essere stato a conoscenza, insieme all’allora presidente FIA Max Mosley, della natura volontaria dell’incidente di Piquet Jr già durante la stagione 2008.

Secondo la tesi di Massa, Ecclestone e Mosley avrebbero scelto di non rendere pubblica la verità per evitare uno scandalo che potesse danneggiare la Formula 1. L’episodio emerse solo nel 2009, dopo il licenziamento di Piquet Jr da parte di Renault.

Nella sua memoria difensiva, l’avvocata Annelise Day KC, che rappresenta la Formula One Management, ha liquidato il caso come «una causa destinata al fallimento».
«Non è nell’interesse di nessuno, tantomeno del signor Massa, prolungare la delusione per la perdita del titolo 2008», ha scritto Day, sottolineando che “l’unico risultato di altri 18 mesi di udienze sarebbe arricchire i legali”.

Dal canto suo, John Mehrzad KC, per la FIA, ha descritto la causa come “tortuosa e troppo ambiziosa”, aggiungendo che Massa “ignora una lunga serie di errori propri e del team Ferrari durante il GP di Singapore e il resto della stagione”, che contribuirono al suo secondo posto finale.

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