I rapporti tra FIA e Ferrari sarebbero tutt’altro che ottimali a causa di uno dei problemi principali che hanno frenato la SF-25 in questa stagione.
La sensazione è che la Ferrari si porti dietro alcuni problemi da quando ha firmato l’ormai famoso accordo segreto con la FIA nel 2019. Questo ha costretto la Rossa di Maranello a inseguire molto da lontano i rivali nel 2020, accumulando un gap che nemmeno il regolamento del 2022 è riuscito a colmare del tutto.

Negli anni, è vero, qualche passo avanti è stato fatto e per questo molti, tra addetti ai lavori e media, pensavano che il 2025 potesse essere l’anno giusto per vedere il Cavallino tornare a lottare per il titolo. Già dalle prime uscite stagionali, la SF-25, tanto idolatrata alla vigilia, ha invece dimostrato di essere particolarmente limitata dalla necessità di correre con altezze da terre diverse da quelle ottimali per non cadere in penalità come successo a Shanghai. Questo ha portato la Rossa a lavorare parecchio su questo tema, con una conseguente marcatura molto stretta da parte della FIA.
Rapporti tesi con la Federazione
In diverse occasioni, infatti, la Federazione ha analizzato a fondo le monoposto di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Questo, stando a quanto riportato da Daniele Sparisci sul Corriere della Sera, avrebbe incrinato i rapporti tra la Ferrari e la FIA. Al termine delle gare, infatti, vengono estratte a sorte alcune vetture da analizzare in maniera approfondita. Il caso ha però voluto che in queste estrazioni sia spesso venuto fuori il numero di una delle due monoposto del Cavallino. Alla Scuderia di Maranello non sarebbe piaciuta la frequenza con cui sono stati effettuati controlli sulle SF-25 nel corso dell’anno. Questo ha portato poi gli ingegneri della Rossa ad optare per set up molto conservativi pur di evitare ogni tipo di problema.
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Fonte dell’immagine usata come copertina dell’articolo: F1inGenerale