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F1 | Verstappen, in Austria non hai perso solo il rispetto di Norris

Una FIA ancora una volta troppo remissiva permette a Max Verstappen di estendere la leadership nel mondiale, mentre Lando Norris si ritrova cornuto e mazziato: forse è ora di rivedere qualcosa

Che Max Verstappen sia un fuoriclasse unico nel suo genere e punto di riferimento indiscusso in questa Formula 1 è ormai acclarato e indiscutibile, ma quanto successo ieri sul finale del GP d’Austria è un qualcosa che, per chi ha vissuto le prime stagioni dell’olandese in classe regina e soprattutto la stagione 2021, è difficilmente tollerabile, e che no, non rientra nei parametri del tanto invocato ”hard racing” che i tifosi sperano di vedere ogni fine settimana.

Verstappen GP Austria
Verstappen e Norris nel GP d’Austria © Total Motorsport

”Se dovesse dire che non ha fatto nulla di sbagliato, allora perderà molto del mio rispetto”, ha tuonato un furioso Lando Norris al termine della gara, incolpevole protagonista di una condotta difensiva estrema (l’ennesima) da parte dell’ormai ex amico Max, che non sembra aver affatto appreso la lezione dopo i tanti, troppi episodi al limite con Lewis Hamilton di tre stagioni fa.

”Non sono qui per concedere due macchine di spazio, perché so che verrei superato in uscita di curva. Si corre duramente per vincere la gara, e penso che debba essere così”, ha controbattuto il tre volte campione del mondo, giunto quinto al traguardo tra lamentele via radio e il supporto di Horner e Lambiase, che ovviamente hanno prontamente scaricato le colpe di quanto accaduto sul pilota McLaren.

Ma la colpa non è di Verstappen, ma di chi gli permette di continuare a perpetrare comportamenti estremamente inopportuni, archiviando episodi su episodi sui quali, già a primo impatto, ci sarebbe ben poco da discutere e analizzare.

Facile parlare seduti comodamente sul divano, direbbe qualcuno, ma la FIA è la vera responsabile di una lotta che ha sicuramente intrattenuto gli spettatori, ma che poco ha a che fare con ciò che dovrebbe essere un duello per la vittoria.


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Il contatto tra i due è solamente il culmine di una vera e propria battaglia senza esclusione di colpi iniziata pochi giri prima, con l’olandese che ha pensato bene di muoversi per ben tre volte in frenata, cogliendo ovviamente di sorpresa Norris alle sue spalle, che a sua volta ha prontamente ha fatto notare la cosa via radio.

La federazione ha avuto inoltre una quarta occasione per farsi rispettare e prendere provvedimenti nei confronti dell’olandese. Parliamo ovviamente dell’unsafe release in pitlane al giro 24, con Norris che si è ritrovato a inchiodare di colpo andando anche al bloccaggio per evitare di incrociare la traiettoria del rivale in uscita.

Qualcuno ha addirittura avanzato l’ipotesi che l’inglese abbia volontariamente simulato la frenata per indurre i commissari a investigare, ma i 21 km/h persi, come visibile dai dati della telemetria, rendono tale scenario difficilmente credibile.

E poi la beffa delle beffe, i dieci secondi di penalità rifilati al numero 1. Considerando il risultato finale,, non è difficile capire quanto insulsa e inutile sia stata la sanzione adottata, con Verstappen in grado di estendere la leadership nel mondiale proprio su Norris, e con il britannico costretto mestamente al ritiro nonostante sia stato proprio lui ad aver pagato maggiormente le conseguenze.


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”I regolamenti devono essere applicati in modo efficace, perché quando una vettura è fuori gara a causa di questo incidente, la punizione deve essere proporzionata al risultato”, sono state le sacrosante parole di un avvelenato Andrea Stella a fine gara, che, come tutti, ha rivissuto i fantasmi del 2021. 

Sempre riprendendo le parole del team principal McLaren, quanto successo ieri poteva essere ”una grande opportunità per Max per guadagnare ancora più rispetto. Si può chiedere scusa, ammettere di aver esagerato”.

Cosa che ovviamente Max non ha fatto, presentandosi alle interviste quasi incredulo e scaricando le responsabilità proprio sul suo grande amico, convincendosi ancora una volta di aver applicato un comportamento in pista al limite ma corretto.

Un’occasione mancata per redimersi e ammettere per una volta le proprie colpe, per un Verstappen che non ha assolutamente bisogno di ricevere la protezione della FIA né tanto meno di difendere sempre a spada tratta le proprie convinzioni. E quindi caro Max, tornando al titolo, in Austria non hai perso solo il rispetto di Norris.

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