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Williams FW16, l’ultima monoposto di Ayrton Senna e disegnata da Newey

Nel giorno del trentesimo anniversario dalla sua morte, riviviamo insieme l’ultima monoposto guidata da Ayrton Senna, la Williams FW16 con Newey tra i progettisti.

Lo scorso 23 aprile, al MAUTO di Torino è stata inaugurata la mostra Ayrton Senna Forever ed è la più grande mai realizzata per il pilota brasiliano. In occasione della mostra, sono state esposte le vetture più importanti per il pilota tre volte campione del mondo, dalle McLaren alla Williams. In questo articolo vogliamo riscoprire la Williams FW16, l’ultima monoposto guidata da Ayrton Senna e progettata anche da Adrian Newey.

Williams FW16 Senna Newey
La Williams FW16, l’ultima monoposto di Ayrton Senna

Dopo aver vinto i suoi tre titoli con la McLaren, la voglia di sfida per il campione brasiliano era ancora accesa tanto da spingerlo a firmare per Williams. Una squadra capace di mettere in pista una monoposto più performante e con più possibilità per Senna di vincere il quarto mondiale. Nel 1994 Ayrton Senna diventò pilota della Williams-Renault, che in quell’anno fece debuttare la FW16, una vettura che non disponeva più delle sospensioni attive. Questo “trucco” tecnico fu bandito dalla FIA dopo una pesante modifica al regolamento tecnico in cui vietava ogni aiuto elettronico.

Williams FW16 Senna Newey

In questo 1° maggio, a 30 anni dalla sua scomparsa, è giunto anche l’annuncio della separazione tra Red Bull e Adrian Newey. Quest’ultimo era proprio in forze alla Williams nel 1994 e fu uno dei progettisti della FW16 affidata ad Ayrton Senna e Damon Hill. Nel recente episodio di “Beyond the Grid”, il tecnico inglese ha parlato dei problemi evidenziati dal pilota brasiliano sin dai test pre-stagionali.


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“La vettura del 1994 aveva un’aerodinamica instabile – ha confermato Newey – avevamo alle spalle due anni di sospensioni attive. Quando siamo dovuti tornare alle sospensioni classiche a causa di una modifica del regolamento, l’aerodinamica ne ha risentito pesantemente. La macchina era molto, molto difficile da guidare, e più una pista era dissestata, peggio era. Imola era molto irregolare, eppure Ayrton faceva ottimi tempi. La sua fiducia in pista era enorme”.

La Williams FW16 in mostra al MAUTO di Torino

Dopo l’incidente, il lutto di Newey fu enorme, un duro colpo che lo spinse quasi a pensare di rinunciare alla carriera. Dopo la morte di Senna ho pensato di smettere – confessa Newey – se non hai questi pensieri, se non ti metti in discussione dopo una simile tragedia, c’è qualcosa di sbagliato in te. Ma se io e il direttore tecnico Patrick Head ci fossimo fermati, tutto alla Williams sarebbe crollato”.


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Qual è stata l’ultima monoposto di Ayrton Senna?

Williams FW16 Senna Newey motore cambio sospensioni
Il propulsore della Williams del 1994

Nella recente mostra inaugurata al MAUTO, si possono ammirare le monoposto del tre volte campione del mondo di Formula 1 Ayrton Senna. Tra le varie McLaren e Lotus si erge la sua ultima monoposto, la Williams FW16, erede delle vetture invincibili delle stagioni precedenti. Tuttavia, come detto prima, le modifiche al regolamento l’hanno stravolta, costringendola a vivere con un pesante Handicap. Le vetture di quegli anni appartenevano agli anni d’oro della Formula 1 ed erano spinte da motori piacevolmente rumorosi con architettura V10. 

L’aerodinamica della monoposto, come ammesso da Newey stesso, fu il grande tallone d’Achille per la Williams FW16. Avevo calcolato male l’aerodinamica della vettura. La finestra in cui la vettura lavorava era troppo piccola. Mi sono fermato in pista e ho osservato la nostra macchina”, ha ammesso Newey nel podcast.

Le fiancate si estendevano troppo, di conseguenza, il flusso d’aria nel diffusore si strappava alle variazioni di altezza dell’anteriore. Questo perché l’estremità anteriore dei sidepods era troppo vicina alla pista. Oggi sembra ridicolo, ma all’epoca non disponevamo degli strumenti per prevenire il problema nella galleria del vento. La nostra vettura è stata in pole position in tutte e tre le gare, ma dobbiamo ringraziare solo Ayrton per questo. Nessun altro pilota avrebbe potuto farlo con questa vettura”.

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