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F1 | Red Bull, Wachè identifica il tallone d’achille della RB20

Pierre Wachè ha identificato il tallone d’achille della RB20 sul quale Red Bull deve ancora lavorare in questo inizio 2024

Nonostante Red Bull abbia conquistato sempre la pole position in questo inizio 2024, tutte e tre le volte con Max Verstappen, Pierre Wachè ritiene che la qualifica sia il vero tallone d’achille della RB20. Se in gara (tolto il ritiro di Melbourne per il problema ai freni) è riuscito ad avere più o meno vita facile, l’olandese ha fatto molta più fatica ad imporsi sui rivali diretti sul giro secco, mettendoci tanto del suo in Australia per strappare la pole ad uno scatenato Carlos Sainz, vincitore poi del GP il giorno seguente.

Wachè RB20
Red Bull, Wachè identifica il tallone d’achille della RB20 © Autosport

Red Bull, ancora del margine da estrarre in qualifica

Parlando in un’intervista concessa a RacingNews365, il tecnico francese ha infatti sottolineato l’area in cui la vettura ha ancora importanti margini di crescita: “Quando facciamo delle modifiche per far funzionare meglio gli pneumatici, sai che devi anche rinunciare a qualcosa nella macchina. Quando si cerca di risparmiare le gomme, si va sempre a scapito di qualcosa”.

“Lo si può vedere in qualifica, ad esempio, dove non siamo la squadra migliore. A volte paghiamo lo scotto di non aver capito qualcosa, ne sono certo, perché poi dobbiamo scegliere di impostare la macchina più per il passo gara, ma così facendo sacrifichiamo un po’ le qualifiche”.

Per poter eccellere in entrambe le condizioni, però, Red Bull ha ancora bisogno di tempo per avere un quadro completo dei punti deboli della RB20: “Se comprendessimo meglio questo aspetto della vettura, potremmo ottenere buoni risultati sia in qualifica che in gara. Tuttavia, ci mancano ancora alcune informazioni per poterlo fare”.

Proseguendo nel discorso, Wachè ha poi sottolineato come le gomme siano diventate un fattore quanto mai cruciale per questa nuova generazione di vetture: “Non è solo a causa delle vetture attuali che è più difficile trovare una buona impostazione e un buon equilibrio tra i setup per le qualifiche e la gara”.


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”Anche gli pneumatici giocano un ruolo importante. Ad esempio, le gomme posteriori sono diventati molto più larghi. A questo si aggiunge l’effetto suolo. È quindi più difficile guidare sia con poco che con molto carburante. Questa differenza è evidente per il pilota, ma anche in termini di usura degli pneumatici, che differiscono enormemente in entrambe le situazioni”.

“È quindi molto difficile trovare l’equilibrio perfetto in un assetto ottimale per le qualifiche e la gara. La combinazione di questi fattori, a mio avviso, rende molto difficile trovare un assetto ideale”.

Archiviata la debacle di Melbourne, Verstappen va ora a caccia della quarta pole position consecutiva in Giappone, con Red Bull che introdurrà una nuova specifica di fondo sulla RB20 per cercare di riaprire subito il gap con Ferrari.

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