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F1 | Una griglia sempre più anziana: è ora che i veterani facciano un passo indietro?

Ralf Schumacher ha lodato la grande prova di Oliver Bearman in Arabia Saudita, esortando la Formula 1 a puntare maggiormente sui giovani piloti

Nonostante la Formula 1 abbia intenzione di affacciarsi sempre di più ad un pubblico giovane, il trend negli ultimi anni vede una griglia diventare sempre più ”anziana”, con le squadre che preferiscono puntare sull’esperienza e sull’usato sicuro, anziché affidarsi ai giovani talenti dei vivai.

Ralf Schumacher giovani piloti
Fernando Alonso e Max Verstappen in conferenza stampa © Red Bull Content Pool

Uno degli esempi più recenti riguarda il valzer piloti dell’ormai ex AlphaTauri la scorsa stagione, con il team di Faenza che ha preferito puntare sul 34enne Daniel Ricciardo, parcheggiando nuovamente Liam Lawson ai box, nonostante il neozelandese si fosse messo decisamente in mostra, specialmente nel weekend di Singapore.

Un altro esempio recente riguarda Haas, con l’ex team principal Gunther Steiner che, stufo dei continui errori ed incidenti provocati da Mick Schumacher, ha preferito appiedare il tedesco per richiamare il connazionale Nico Hulkenberg, che aveva abbandonato la Formula 1 a fine 2020.

E poi troviamo i sempreverdi Lewis Hamilton e Fernando Alonso, con Ferrari che ha voluto fare carte false per il sette volte campione del mondo, che il prossimo anno spegnerà 40 candeline, mentre lo spagnolo è uno dei principali candidati a prendere proprio il sedile del britannico in Mercedes.


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Sulla questione si è espresso anche Ralf Schumacher, il quale, in un’intervista concessa a Speedweek, il quale si è detto contrario alla permanenza di piloti ultra quarantenni in griglia a discapito dei giovani: ”Niente contro Alonso, ma non può essere l’obiettivo della Formula 1 invecchiare sempre di più”.

L’incredibile risultato ottenuto da Oliver Bearman, a soli 18 anni e alla prima esperienza in classe regina, dimostra come i giovani piloti di oggi siano già ampiamente pronti alla sfida della Formula 1: “Era davvero importante che qualcuno arrivasse, venisse lanciato e ottenesse un buon risultato. Tutti i team avevano quasi paura di ingaggiare nuovi piloti. Speriamo che questo porti all’ingresso di nuovi piloti”.

Se è vero che da un lato piloti del calibro di Alonso e Hamilton non sembrano accennare la minima flessione, sia dal punto di vista fisico che della performance, è vero anche che per i giovani talenti sta diventando sempre più difficile farsi largo in Formula 1, in una griglia già abbondantemente satura.

Negli ultimi anni, soltanto Oscar Piastri e Logan Sargeant sono riusciti a fare il salto di categoria dalla Formula 2, mentre molti altri, tra cui Felipe Drugovich, Theo Pourchaire e lo stesso Lawson, non sono riusciti a trovare spazio. Vedendo la prova di Bearman a Jeddah, forse, sarebbe il caso di iniziare ad invertire questa tendenza. 

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