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F1 | Mercedes-FTX, sentenza durissima per il fondatore della piattaforma di criptovalute

Sam Bankman-Fried, fondatore di FTX nonché ex sponsor Mercedes, è stato condannato a scontare 25 anni di reclusione per ben sette capi d’accusa

Una delle vicende più controverse negli ultimi anni, legata alle sponsorizzazioni in Formula 1, si è conclusa nel peggiore dei modi per Sam Bankman-Fried, fondatore della nota piattaforma di scambio di criptovalute FTX, che aveva sponsorizzato Mercedes dal Settembre 2021 fino al GP del Brasile 2022, vinto poi da George Russell.

Bankman-Fried FTX Mercedes
Mercedes – FTX, sentenza durissima per il fondatore della piattaforma di criptovalute © Motorsport

Poco prima della tappa di Interlagos, però, la scuderia di Brackley aveva interrotto la collaborazione con l’azienda bahamense, in seguito all’ istanza di fallimento presentata dalla società e alle dimissioni rassegnate dall’ex CEO.

Circa un mese più tardi, Bankman-Fried venne arrestato alle Bahamas ed estradato negli Stati Uniti, dove è stato poi incolpato per sette capi d’accusa.

Tra questi vi erano frode telematica, frode sulle materie prime, frode sui titoli, riciclaggio di denaro e violazione delle leggi sul finanziamento della campagna elettorale, che hanno poi portato alla condanna definitiva da parte del tribunale federale di Manhattan.

La sentenza definitiva ha visto il 32enne di Stanford condannato a scontare 25 anni di reclusione. L’accusa aveva richiesto addirittura il doppio della pena, mentre la difesa proponeva una condanna pari a 6 anni e mezzo. Un esito tutto sommato benevolo per lui, che rischiava fino a 110 anni di carcere. Oltre a ciò, Bankman-Fried si è visto confiscati anche 11 miliardi di dollari di beni.


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”Abbiamo preso in considerazione FTX perché era uno dei partner più credibili, solidi e finanziariamente solidi là fuori”, aveva affermato Toto Wolff ai tempi. ”Dal nulla si può vedere che una società di criptovalute può essere in ginocchio e sparire in una settimana”.

“Questo dimostra quanto il settore sia ancora vulnerabile. Non è regolamentato e credo che debba esserlo. Ci sono così tanti clienti, investitori e partner come noi che sono stati lasciati nella più totale incredulità per quello che è successo”.

Un epilogo decisamente spiacevole per quello che veniva già etichettato come il nuovo Warren Buffett. Secondo quanto riportato dal New York Times, infine, l’ex CEO verrà trasferito ora in un carcere di bassa o media sicurezza, molto probabilmente vicino alla casa dei suoi genitori nell’area della baia di San Francisco.

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