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F1 | Cosa accomuna Verstappen e Vettel secondo Newey: emerge un aspetto in particolare

Seppur molto diversi come stili di guida, Adrian Newey ha analizzato alcuni punti in comune tra Max Verstappen e Sebastian Vettel

Nonostante provengano da due generazioni differenti, Max Verstappen e Sebastian Vettel hanno reso grande la Red Bull in Formula 1 nell’ultimo ventennio. L’ex campione tedesco è stato infatti il primo ad aprire il primo grande ciclo vincente per la scuderia di Milton Keynes, andando molto vicino al titolo nel 2009 (poi vinto da Jenson Button) e conquistando in seguito quattro mondiali consecutivi dal 2010 al 2013. 

Newey Verstappen Vettel
Cosa accomuna Verstappen e Vettel secondo Adrian Newey © Getty Images

La seconda grande era di dominio del team anglo-austriaco ha conciso proprio con l’ascesa del fuoriclasse olandese, il quale ha messo fine alla supremazia Mercedes sconfiggendo Lewis Hamilton in una stagione al cardiopalma nel 2021, per poi dominare senza rivali le successive due.

Seppur molto diversi come stili di guida, Adrian Newey, ovvero la mente che ha dato vita alle sette monoposto iridate Red Bull, ha provato a trovare dei punti in comune tra i due in un’intervista concessa a RacingNews365: “Con tutti i piloti con cui ho avuto la fortuna di lavorare nel corso dell’anno, il loro feedback è fondamentale”.

Secondo il designer britannico, c’è un’area specifica che accomuna Verstappen e Vettel: “Molto spesso, piloti diversi sono più sensibili a diverse aree. Per esempio, Sebastian Vettel e Max hanno una cosa in comune: sono entrambi molto sensibili agli pneumatici. Altri piloti, come ad esempio Mark Webber, erano molto sensibili ai cambiamenti aerodinamici, e anche Max lo è”.


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“Per quanto riguarda la facilità di guida, alcuni piloti sono più sensibili di altri, quindi si ottengono diversi feedback da piloti diversi e poi si mette tutto insieme. In teoria, si potrebbe sostenere che con tutti i sensori presenti sulla vettura e con tutti gli strumenti di simulazione che abbiamo a disposizione per ricavarli, non dovremmo avere bisogno del feedback umano”.

“Ma il feedback umano è fondamentale perché l’uomo è il controllore, la sensibilità, il sentimento e la capacità di esprimerlo sono fondamentali. Non è un veicolo guidato da una macchina”.

Verstappen potrebbe eguagliare il record dei quattro titoli mondiali di Vettel (e Hamilton) proprio in questa stagione, il che lo consacrerebbe come il pilota più vincente di sempre nella storia della scuderia austriaca.

A livello di statistiche, invece, l’olandese ha già abbondantemente Vettel come numero di vittorie, avendo ottenuto la 57esima proprio nello scorso weekend di Suzuka.

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