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Simulatori F1, la rivoluzione arriva dalla VR

Nel settore delle gare automobilistiche, Formula 1 inclusa, la preparazione e l’allenamento sono all’ordine del giorno e possono rappresentare l’elemento in grado di fare la differenza in pista. Proprio per questo motivo, i simulatori di guida sono diventati sempre più importanti non soltanto per finalità ludiche, ma anche e soprattutto nel campo del training dei piloti, con soluzioni che negli anni sono state via via migliorata con l’uso delle nuove tecnologie. La realtà virtuale è, da questo punto di vista, una delle innovazioni più importanti della nostra epoca, intorno alla quale ruotano investimenti e sperimentazioni quotidiane che non riguardano solo la visione delle corse in qualità di spettatori, ma anche la partecipazione alle gare.

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Oculus Go e Ingranaggio Oculus di James Yarema

Un salto di qualità: dal realismo grafico al feedback tattile

La tecnologia della realtà virtuale ha fatto passi da gigante, offrendo nuove prospettive in tanti settori anche molto differenti tra loro. Abbiamo visto, in questi anni, esempi significativi in ambito turistico, con l’uso di visori per accedere a contenuti culturali a distanza o a luoghi storici ricostruiti in 3D, e nel campo dei giochi online, dove la VR è diventata una soluzione particolarmente apprezzata per entrare direttamente in sala e prendere parte a tavoli di poker in contemporanea con altre persone connesse allo stesso modo, con un livello di coinvolgimento decisamente maggiore, ma anche il mondo delle corse ha già sperimentato i vantaggi connessi proprio all’uso della realtà virtuale.

I moderni visori VR, come l’Oculus Rift e l’HTC Vive Pro, offrono per esempio risoluzioni 4K e tassi di aggiornamento superiori a 90 Hz, riducendo al minimo i ritardi e offrendo un’esperienza visiva senza precedenti, che si applica alla perfezione alle simulazioni automobilistiche. Ma non è solo la grafica a impressionare; l’integrazione dell’audio spaziale e dei sistemi di feedback tattile avanzati rende infatti l’esperienza ancora più realistica.

Per i piloti di F1, l’allenamento virtuale non è dunque semplicemente un gioco sofisticato. I simulatori VR permettono loro, infatti, di immergersi completamente nelle condizioni di gara, sperimentando ogni curva e ogni rettilineo con una fedeltà che riflette il mondo reale. A bordo della monoposto virtuale, i piloti possono affrontare circuiti complessi come Monaco o Spa-Francorchamps, adattandosi alle diverse condizioni meteorologiche e affinando le loro risposte in situazioni critiche.

Daniel Ricciardo, pilota australiano attualmente in forza al Racing Bulls F1 Team, utilizza per esempio regolarmente il simulatore per familiarizzare con i tracciati prima di ogni gara, riconoscendo la sua utilità per fare pratica pur senza essere realmente in pista, quindi perfezionando le strategie senza rischi fisici .

VR e sviluppo delle vetture: un nuovo strumento per gli ingegneri

La VR non è utile solo per i piloti, ma può essere uno strumento di grande efficacia anche in fase di sviluppo e progettazione. I team di ingegneri, per esempio, utilizzano i simulatori per testare nuove configurazioni e sviluppare strategie ottimali. In questo modo, gli esperti riescono ad analizzare come le modifiche aerodinamiche o meccaniche influenzino le prestazioni del veicolo senza dover costruire prototipi costosi e dispendiosi in termini di tempo, accelerando enormemente il processo di sviluppo e consentendo ai team di apportare rapide modifiche e miglioramenti continui.

Ma anche i team di supporto traggono vantaggio da questa tecnologia. Gli stessi membri del pit crew possono infatti allenarsi in ambienti virtuali, perfezionando la loro coordinazione e riducendo i tempi di fermata ai box.

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Un simulatore di F1 – Foto Sander Sammy

Il Futuro della VR in F1

L’uso della realtà virtuale nella simulazione di guida sembra dunque essere destinato a crescere ancora, anche in virtù di un’evoluzione tecnologica che promette output sempre più realistici e sofisticati, un feedback tattile migliorato e una migliore integrazione con l’intelligenza artificiale per analisi ancora più precise. L’obiettivo è proprio quello di rendere l’esperienza virtuale indistinguibile da quella reale, spingendo in avanti i limiti dell’allenamento e dello sviluppo delle vetture.

La tecnologia, insomma, non rappresenta più solo un complemento, ma una parte essenziale dell’arsenale di strumenti che i piloti e gli ingegneri usano per raggiungere il successo, ed è proprio partendo da questa consapevolezza che le stesse scuderie e case automobilistiche hanno scelto di puntare sempre di più sugli investimenti nell’innovazione digitale.

 

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