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F1 | Wolff, il botta e risposta con Horner prosegue anche a Imola

Toto Wolff ha risposto alle recenti insinuazioni di Christian Horner sui 220 tecnici persi da Mercedes direzione Milton Keynes

Tra Toto Wolff e Christian Horner è ormai una guerra a distanza infinita. Il tutto era nato qualche settimana fa, con il team principal Red Bull che aveva mostrato un certo fastidio nelle ripetute uscite pubbliche del rivale nei confronti di Max Verstappen, ancora oggetto del desiderio di Mercedes per il 2025.

Wolff Horner
Wolff, ancora un botta e risposta con Horner © Getty Images

Il britannico aveva intimato quindi Wolff a pensare ai problemi in casa e ai tanti ingegneri persi nell’ultimo periodo, anzichè ficcare il naso nelle mura di Milton Keynes: “Non so quante persone noi o la RB abbiamo assunto quest’anno dalla McLaren. Su Mercedes, abbiamo portato 220 persone dalla HPP alla Red Bull Powertrains.”.

”Quindi, quando si parla di perdere persone, sarei un po’ più preoccupato per i 220 dipendenti che per uno o due curriculum. Non ho intenzione di essere risucchiato in un botta e risposta. Mi concentrerei di più sui problemi che Toto ha”.

La risposta dell’austriaco non si è fatta ovviamente attendere nel weekend appena trascorso a Imola: “Bisogna lavorare sulla matematica, sono 19 ingegneri. Qualunque siano questi numeri, sono fluttuazioni naturali che vanno e vengono, il che è del tutto normale”.

Nonostante un importante esodo di motoristi da ormai qualche anno a questa parte, Wolff continua ad avere piena fiducia nello staff tecnico di Brixworth: “Abbiamo un reparto motori che è il migliore possibile con una leadership di prim’ordine”.


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“Non c’è un millimetro che vorrei fosse diverso in termini di organizzazione, di persone che lavorano lì e con cui ho la fortuna di interagire. È un’organizzazione perfetta e si vede che stanno dando risultati, e li hanno dati per molto tempo”.

“Dal 2014 siamo stati praticamente il punto di riferimento, o forse con un altro motore, il punto di riferimento. Questo non è cambiato. Non vedo l’ora che arrivi il 2026 per vedere i diversi livelli di prestazioni delle power unit”.

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