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Tsunoda, Sainz, Lawson (e perché non Ricciardo): gli sconfitti dal rinnovo di Perez in Red Bull

Ad uscire sconfitti dal rinnovo di Sergio Perez in Red Bull sono Yuki Tsunoda, Carlos Sainz Jr., quasi Liam Lawson ma non Daniel Ricciardo: andiamo ad analizzare i perché.

L’annuncio dell’estensione del contratto del messicano con il team di Milton Keynes dà un ulteriore forma al mercato piloti della prossima stagione. Il rinnovo di Perez manifesta le intenzioni della Red Bull di mantenersi quanto più stabile possibile, complice un Daniel Ricciardo sottotono finora, a discapito di Yuki Tsunoda, Liam Lawson e Carlos Sainz Jr.

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Considerato quanto siano minimi i margini tra le squadre e le prestazioni del messicano ad ampio raggio in quest’ultimo anno e mezzo, il rinnovo di Perez è una soluzione rischiosa (e in controtendenza) per la Red Bull. –  Foto: Red Bull Content Pool

Tre piloti in tre fasi diverse della loro carriera, sono loro i veri sconfitti della decisione del team capitanato da Christian Horner che ha preferito puntare sulla continuità. Analizziamo il caso di ognuno di loro.

Tsunoda meritava una chance

Il pilota giapponese è alla sua quarta stagione in Formula 1; in questo 2024 il suo rendimento prosegue sulla falsariga del 2023: una crescita netta e costante che sta consentendo a Tsunoda di essere più veloce al volante e anche più maturo. 

Da quando la Racing Bulls ha trovato la quadra con la vettura, ad eccezione del weekend in Cina, Tsunoda è sempre andato a punti massimizzando in tutte le occasioni il potenziale della VCARB01, entrando in Q3 in sei occasioni. 

Secondo delle recenti indiscrezioni dall’Inghilterra, Tsunoda si starebbe guardando intorno per svincolarsi dalla Red Bull. L’Aston Martin non sembra essere un’opzione dato che Alonso ha rinnovato per due anni e Stroll è il titolare dell’altro sedile; Haas, Williams e Alpine sono delle possibili destinazioni, il che significherebbe cambiare aria ma non fare un passo avanti come sarebbe stata una promozione, meritata e quasi naturale vista la crescita dimostrata quest’anno e l’esperienza accumulata, alla Red Bull, dove però non è stato considerato. 

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Foto: F1.com

Sainz: nessun top team nel breve termine

La decisione della Red Bull non ha risvolti positivi nemmeno per Carlos Sainz. Lo spagnolo è in uscita dalla Ferrari; quello in Red Bull era l’unico sedile a disposizione dello spagnolo in un top team quantomeno nel medio termine. 

A Sainz resta dei team di testa la Mercedes, i cui fasti di un tempo sono però lontani. Peraltro, la validità di un eventuale accordo con la Mercedes sarebbe per una stagione sola; a Brackley l’annuale risulta essere l’unico compromesso accettabile dato il contratto a lungo termine in possesso di George Russell e la presenza di Andrea Kimi Antonelli, attualmente primo nella lista e che gode di grandi considerazioni ma che con lo scenario di Sainz in Mercedes vedrebbe il suo esordio rimandato.   

Le opzioni del #55 a questo punto sono Audi e Williams, due progetti intriganti ma che d’altro canto hanno le loro incognite e rappresenterebbero un passo indietro rispetto alle avventure in McLaren e Ferrari. 

Lawson sconfitto… per ora: la F1 è ancora possibile, ma più lontana

Chi di questi quattro piloti presi in analisi in questo articolo rischia di essere lasciato con il cerino in mano è Liam Lawson. Prendendo atto della voglia del gruppo Red Bull di puntare sulla stabilità, la sua esclusione dalla griglia 2024 nonostante l’ottimo rendimento da sostituto di Ricciardo per cinque gare del 2023 era in qualche modo prevedibile. 

Un passaggio in Red Bull di uno tra Ricciardo e Tsunoda avrebbe facilmente liberato il sedile al pilota neozelandese. A questo punto, a Lawson non resta che sperare che sia Tsunoda a dire addio per poter formare coppia con Ricciardo, che a meno di prestazioni scadenti sembra essere pronto per un rinnovo in Racing Bulls. Non è detta l’ultima parola, ma le cose si complicano. 


Leggi anche: F1 | Lawson scalpita: ultimatum alla Red Bull per il futuro


Perché Ricciardo non rientra in questo gruppo di ‘sconfitti’

Apparentemente il rinnovo di Perez dovrebbe essere sufficiente per far rientrare anche Daniel Ricciardo nel gruppo di piloti che escono ‘sconfitti’ da questa decisione. Eppure, potrebbe non essere così. La premessa che è doveroso fare è questa: Ricciardo ha perso una fetta del manico che aveva nel suo quinquennio alla Red Bull

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Foto: XPB Images

Qualora Ricciardo avesse dimostrato quei livelli di performance, il suo ritorno da favola alla Red Bull sarebbe arrivato. La stima che Christian Horner ha in lui sarebbe bastata… se Ricciardo avesse reso quanto basta per garantirsi il sedile in una squadra campione in carica. Il confronto con Tsunoda finora è nettamente in favore del compagno di squadra e il lampo della sprint di Miami è l’unico vero alto di una stagione in cui, superato il primo terzo, il #3 fatica a trovarsi a suo agio con la VCARB01. 

La promozione in Red Bull dipendeva per una buona percentuale dalle sue prestazioni; è comunque probabile, inoltre, che l’australiano mantenga il suo sedile in Racing Bulls. Ed è per questi due fattori che forse Ricciardo non va considerato come un vero sconfitto

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