F2 | Intervista esclusiva a Luca Ghiotto: “Sto valutando alternative alla Formula 1”

In occasione del Gran Premio d’Austria, F1ingenerale ha avuto modo di intervistare in esclusiva Luca Ghiotto. Il giovane pilota italiano ha parlato della sua stagione e del suo futuro.

Luca Ghiotto

Luca Ghiotto è alla sua quarta stagione in Formula 2. Dopo un grande inizio di campionato, il pilota italiano ha dovuto affrontare una serie di episodi che gli sono costati parecchi punti. Adesso Luca occupa la quarta posizione nella classifica piloti. Il ritardo dal leader Nyck de Vries è di 45 punti, grande ma non incolmabile quindi.

Iniziamo a parlare della tua stagione: credi ancora nel titolo?

“Non bisogna mai perdere la speranza. Probabilmente ora come ora è difficile, bisogna essere realisti. Sono stati persi molti punti, sia per errori miei, sia per la squalifica a Montecarlo o comunque tante cose. Bisogna un attimo rimettersi in sesto e trovare la strada giusta. Intanto io devo pensare a fare punti per me ed è l’unica cosa che posso fare. Mancano ancora 6 weekend ed è ancora lunga fino alla fine. Dovrebbero essere circa 60 punti di distacco, cioè quasi due gare, che sono tanti. Non è facile, però alla fine bisogna tornare alle velocità che abbiamo mostrato a inizio campionato e non fare più errori.”

Pensi che sia indispensabile per te riuscire a vincere quest’anno per arrivare in Formula 1?

“Se voglio avere una piccola possibilità sì, anche perché sono al quarto anno di Formula 2 e non posso restare qua per arrivare terzo o quarto, come ho già fatto. Devo cercare di vincere e c’erano tutti i presupposti per farlo. Dopo il Bahrain eravamo tutti carichi, io per primo. Lasciando stare Baku, anche Barcellona è stato un bel weekend. E’ da Montecarlo che c’è stato un black out, con la squalifica e poi il weekend un po’ nero in Francia.
Bisogna puntare a vincere o almeno a fare il meglio che posso. Io spero di vincere il campionato, ma già vincere delle gare e fare una buona seconda parte di stagione può essere positivo.”

Stai considerando delle alternative alla Formula 1?

“Tutti i piloti hanno sempre un piano B. Ci sono molti campionati in cui poter diventare professionisti. Chiaro che la Formula 1 è il primo obiettivo e il sogno, però guardo anche al Giappone, all’America, alle Gran Turismo.  Legarsi a un casa nelle Gran Turismo sarebbe una buona cosa per diventare professionisti a tutti gli effetti. Chiaramente la Formula 1 resta il sogno, ma devo pensare a diventare un pilota professionista a prescindere da quello. Il piano B c’è, non dico che sia già in atto, ma è definito in che paddock andare a controllare nel caso.”

Riguardo alla situazione dei piloti italiani che provano ad entrare in Formula 1, c’è stato un notevole calo negli ultimi anni e solo adesso lentamente stiamo tornando ad affacciarci. Secondo te ci sono dei problemi a monte, magari un basso supporto della federazione italiana?

“Alla fine è bello che Giovinazzi ce l’abbia fatta, con l’aiuto di Ferrari e anche di ACI in piccola parte. Quindi credo che un impegno ci sia da parte loro. Non è facile purtroppo, perché la federazione non può andare da una squadra e metterci chiunque, servono dei risultati e anche altre cose. Credo che Antonio comunque nell’anno in cui ha fatto la GP2 se lo sia anche meritato di andare in Formula 1. Se non ci andava lui, non c’era speranza per nessuno.”

“Sembra che qualcosa si stia rimettendo in moto. Spero che lui non sia l’unico , ma non parlo solo di me, ci sono anche altri italiani in Formula 3. Piloti italiani in F2 e F3 non sono mancati negli ultimi anni, quindi c’è sempre stato chi si è affacciato in Formula 1. Ci sono anche altre cose che purtroppo devono sempre incastrarsi. Il discorso sponsor e budget sta diventando sempre più importante per noi, quindi i piloti che non hanno molte disponibilità economiche faticano a trovare un posto anche per quel motivo lì. Sta diventando un mondo sempre più difficile per tanti motivi.”

Nel corso dei tuoi anni in Formula 2 hai corso contro piloti che poi sono arrivati in Formula 1, come Lando Norris, Charles Leclerc e George Russell. Cosa ti ha impressionato di ciascuno di loro 3 e chi ti ha colpito di più?

“Non essendo mai stato in squadra con loro e difficile dire cosa abbiano di particolare o in cosa siano meglio degli altri. La cosa che accomuna tutti i piloti che hanno vinto la Formula 2 e la Formula 3 è che sono sempre stati con le squadre migliori, quello aiuta. Ovviamente non sto dicendo che hanno vinto solo per quello, hanno anche talento. Alla fine penso che la cosa che si noti di più al di fuori della performance pura, dato che tanti piloti possono andar forte sul giro secco, sia che chi vince il campionato porta sempre a casa punti, quella è la loro capacità più grande. Se guardi, nel loro anno gli zeri sono sempre pochi, sono sempre lì o a podio o vincono e se non hanno la macchina per vincere portano a casa dieci punti, che alla fine è quello che conta.”

Ringraziamo Luca Ghiotto per la grande disponibilità che ci ha riservato.

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Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Lavoro nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.