F2 | Papabili e improbabili: chi può sperare nel salto in F1 (parte terza)

Torna il terzo appuntamento con la rubrica in cui, analizzando risultati e affiliazioni di carriera, pronostichiamo le chance di un approdo in F1 per i ragazzi al momento impegnati nella propedeutica F2. Abbiamo già visto, negli scorsi appuntamenti, l’importanza delle driver academies e i nuovi equilibri che queste hanno generato nel paddock: oggi ci occupiamo, in particolare, dei vivai Renault e Alfa Romeo.

F2 F1

I ragazzi della Renault F2 F1

La scuderia francese ha sempre avuto un occhio di riguardo per la gioventù nel mondo delle corse. La Formula Renault, infatti, è stata da sempre il primo approccio per ogni “nuova leva” che si rispetti nella transizione dai kart alle monoposto. La Renault Sport Academy, infatti, è sostanzialmente il vivaio più longevo della F1, attivo dal 2002. Dai suoi ranghi sono passati piloti del calibro di Lucas Di Grassi, Robert Kubica, Romain Grosjean e José Maria Lopez. La sua storia più recente non è affatto da meno.

La punta di diamante dell’Accademia francese, al momento, è Anthoine Hubert, campione uscente dell’ormai defunta GP3. Il giovane francese, che si è unito al vivaio nel 2019, sta vivendo una stagione rookie nella classe propedeutica da vero protagonista, distinguendosi anche su una vettura poco competitiva. Con il suo ottavo posto in campionato, insegue altri due colleghi Renault: Jack Aitken, ormai fuori dall’Accademia ma rimasto in orbita francese, e Guanyu Zhou, reietto della Ferrari Driver Academy che sta sorprendendo con un sesto posto in campionato. Breve escursione nell’Accademia d’oltralpe ha fatto anche Louis Deletraz, impantanato nella categoria dal 2016 e ormai affiliato ad Haas.

Di questi, probabilmente, è solo Hubert a poter nutrire una realistica speranza di approdo nella massima serie. Non è un segreto che la scuderia prediliga e ricerchi attivamente piloti francesi a cui affidare un sedile, e Nico Hulkenberg e Daniel Ricciardo, non più nel fiore degli anni, potrebbero dare il loro addio fra il 2020 e il 2021.

L’esperienza Alfa Romeo

In seguito all’acquisizione di Sauber, Alfa Romeo Racing ha avviato un ambizioso progetto di. reclutamento di giovani talenti, portato avanti in collaborazione con la Ferrari Driver Academy e con Charouz Racing. Al suo secondo anno nel campionato propedeutico, infatti,. la scuderia ceca è stata oggetto di un rebranding che ora la propone come junior team Alfa Romeo. I suoi piloti, Callum Ilott (prestito FDA) e Juan Manuel Correa, vestono i colori del biscione. Entrambi, e questa è la vera ricchezza dei junior team, hanno possibilità di sedere nelle monoposto di Formula 1: Ilott è già stato protagonista nei test in-season di quest’anno, e stessa sorte toccherà, a breve, a Correa.

F2 | Papabili e improbabili: chi può sperare nel salto in F1 (parte seconda)


 

mm

Aurora Dell'Agli

Classe 1997, appassionata di motori sin da bambina. Studio Giurisprudenza e nel tempo libero commento e analizzo Formula 1, Formula E e WEC sul blog Instagram @theracingchick.