Fatti gravissimi in NASCAR: il pilota afroamericano Wallace è stato minacciato di morte

Da diverse ore si respirano sconcerto e preoccupazione nel paddock NASCAR. La serie americana, per la verità non nuova come teatro di episodi di discriminazione razziale, accusa il colpo delle minacce di morte dirette a uno dei suoi piloti più in vista, Bubba Wallace. NASCAR Wallace

NASCAR Wallace

Un clima di tensione NASCAR Wallace

Il movimento Black Lives Matter ha investito con tutta la sua potenza anche il mondo del motorsport, del resto non famoso promotore di diversità e inclusività. Se in Europa è Lewis Hamilton a farsi rappresentante delle istanze della minoranza nello sport, in America il compito spetta a Bubba Wallace, l’unico pilota afroamericano attivo in NASCAR. L’ambiente, di per sé ostile, fa da tempo i conti con episodi di discriminazione e con nient’affatto velati cenni alla “superiorità della razza bianca”. Appena un paio di settimane fa, la NASCAR si è trovata costretta ad emettere un vero e proprio divieto di portare bandiere confederate sugli spalti, suscitando lo sdegno dei molti appassionati di stampo decisamente conservatore.

Hamilton critica i piloti che “restano in silenzio” a fronte dell’odio razziale negli Stati Uniti

Bubba Wallace, proprio come Hamilton, ha sempre usato la sua piattaforma e la sua posizione per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della discriminazione razziale. All’avvio del campionato nel periodo post-pandemia, il pilota ha scelto di adottare una livrea completamente nera, decorata dalla slogan Black Lives Matter. Questo pacifico e ragionevole messaggio di protesta, tuttavia, si è scontrato con violenza e intimidazione.

Cosa è successo

La gara di Talladega, in programma nella giornata di ieri, è stata posticipata a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Al rientro ai box, Wallace ha trovato una sgradita sorpresa. Nel suo garage, infatti, uno o più ignoti hanno collocato un cappio, palese segnale intimidatorio di natura, peraltro, particolarmente macabra.

L’indignazione del pilota e della stessa serie, che ora si dedica alle indagini del caso, non è tardata ad arrivare.

Il fatto, di per sé gravissimo, turba ancora di più date le circostanze. I protocolli anti-COVID hanno limitato l’accesso agli spalti ad appena 5000 tifosi, mentre l’accesso al paddock è severamente vietato a chiunque non faccia parte del personale delle squadre e del circuito, con controlli severissimi. Le probabilità che a compiere il vergognoso gesto sia stato dunque un membro del personale NASCAR o di una squadra, quindi, è decisamente più elevata rispetto a quella che si tratti di un atto di uno squilibrato.

Mentre si attende l’esito dell’investigazione interna alla serie, la solidarietà a Bubba Wallace arriva da tutti i suoi colleghi, a cui noi ci uniamo.


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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, studentessa di Giurisprudenza, blogger su @theracingchick. Ho un occhio di riguardo per Endurance, competizioni GT, Formula 1 e Formula E.