Automotive Youssef E.M.
    Pubblicato il 27 Maggio, 2021 alle 12:24

Ferrari 250 GTO: l’auto più vincente e preziosa di tutti i tempi

Presentata nel 1962 con il soprannome di “il Mostro”, la Ferrari 250 GTO è da molti considerata l’auto più bella mai realizzata dal cavallino, con appena 39 esemplari realizzati dal 1962 al 1964.

LA STORIA

Voluta dallo stesso Enzo Ferrari per vincere tutto, la Ferrari 250 GTO nasce dal telaio della 250 GT Berlinetta, con passo più corto, e motore V12 da circa 300 cv, dalla 250 Testarossa, detentrice di tre 24h di Le Mans (1958, 1960 e 1961).

Il nome deriva dai 250 centimetri cubi per cilindro, mentre la sigla GTO è l’acronimo di “Gran Turismo Omologata”.

L’auto realizzata dall’ingegner Giotto Bizzarrini, poi passato a Lamborghini dopo la “Rivoluzione di palazzo”, montava il motore leggermente arretrato rispetto alla sorella 250 SWB, mentre il telaio venne rinforzato per resistere ai molti vortici generati dalla vettura.

LA VERSIONE “DEFINITIVA” DEL 1962

Al primo test del prototipo, guidato dal pilota belga Willy Mairesse, il drake esclamò: “Non si è mai vista fino ad oggi una gran turismo davanti alle monoposto”.

Era così nata l’auto voluta da Enzo Ferrari, che era partito col presupposto di battere la Jaguar E-Type nel campionato Gran Turismo.

L’auto definitiva infatti, realizzata nel 1962 da Gioachino Colombo, riuscì a vincere tutte le tappe del GT di quell’anno (compresa la 24h Le Mans), oltre alla vittoria dei successivi 2 campionati.

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L’AUTO PIU’ COSTOSA MAI VENDUTA

La cifra più alta per una Ferrari 250 GTO (importo più alto mai spesa per un automobile), è di 70 milioni euro nel 2018. Si tratta della macchina che ha partecipato al campionato del 1963, piazzatasi seconda nella 24h di Le Mans dello stesso anno.

La Ferrari 250 GTO, detiene anche il secondo posto tra le auto più costose all’asta, grazie ai 43 milioni spesi dall’ex dirigente Microsoft Greg Whitte.

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Scrivo per un blog riguardo il mondo delle automobili. Appassionato di F1 da quando vidi il mio primo GranPremio nel 2012.
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