Ferrari Purosangue, non chiamatelo SUV!

Ferrari Purosangue è molto più di un SUV, è una rottura con il passato per un futuro tutto da scrivere. Come sottolineato da Benedetto Vigna “non è un suv ma un nuovo concetto di auto che prima non c’era”

Ferrari Purosangue

Purosangue, il nuovo suv della Ferrari, si è presentata al mondo, segnando un passo importante nella storia della sua gamma. Già da cinque anni gli ingegneri di Maranello lavoravano su questa vettura, ed al progetto iniziale ha anche partecipato Sergio Marchionne. Ma la Purosangue non è un Suv, lanciato sul mercato per fare concorrenza in un mercato che richiede sempre più vetture a ruote alte, lei punta a riscrivere la storia, a mettere un punto deciso e farsi strada. Le linee sono muscolose ma che restano sempre eleganti, non risultando mai eccessive. Nel frontale riprende in chiave minimalista le forme della Roma. In 75 anni di storia Ferrari non aveva mai presentato una vettura con quattro porte e quattro sedili. Anche Benedetto Vigna CEO della casa di Maranello ha sottolineato come la “Purosangue non è un suv ma un nuovo concetto di auto che prima non c’era.”

E’ unica nel suo genere. Quest’unicità è ripresa anche dalle dimensioni( lunga 4,97 metri, larga 2,03 m e alta 1,59 m,) e dalle sue proporzioni. Flavio Manzoni ha sottolineato che l’effetto voluto è quello di una berlina rialzata, costituita da due gusci uno sopra l’altro. Se osserviamo attentamente l’altezza della vettura si nota subito come è relativamente bassa per essere un suv, 185 mm aumentabili di 30 mm fino a 80 km/h attraverso un comando nell’abitacolo. Gli ingegneri hanno lavorato per ridurre il peso della vettura, progettando il cofano in alluminio e il tetto in fibra di carbonio , permettendo alla vettura di avere un centro di gravità più basso. Il peso complessivo si attesta sui 2.033 kg a secco, (circa 200 kg in meno della Lamborghini Urus). Il bilanciamento dei pesi arriva a 49:51, proporzione da vera sportiva.

Per il telaio sono stati utilizzati materiali leggeri alto-resistenziali per controbilanciare un peso contenuto e una rigidezza torsionale aumentata del 30% (quella flessionale migliorata del 25%) se paragonati alle altre vetture della casa di Maranello.

Aerodinamica.. ma non da pista

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Sono assenti elementi come spoiler o splitter, che allontana questa vettura dall’idea  della pista. Piccoli elementi accompagnano la linearità, dall’assenza del tergicristallo nel lunotto posteriore. I passaruota hanno un profilo particolare da ridurre al minimo le turbolenze.

Sorprende l’apertura delle  portiere posteriori che si aprono (anche elettricamente) controvento a 79°. Lo spazio internamente non manca anche grazie al passo generoso di 3,02 m. Il bagagliaio, è di 473 litri (il più grande di sempre su una Ferrari) e i sedili posteriori si possono abbattere. La Ferrari Purosangue è stata pensata per ospitare quattro passeggeri. Le poltrone, tutte separate e regolabili elettricamente, sono dotate di un sistema di  riscaldamento e ventilazione. I passeggeri dei sedili anteriori potranno anche scegliere tra vari programmi di massaggio. Inevitabile la scelta di finiture e rivestimenti sono di eccellente qualità. Ma osservando l’abitacolo la plancia cattura subito l’attenzione, nella quale è assente un display centrale “tipico” delle vetture moderne. Le informazioni sono riportate sui due schermi da 10,2″ uno davanti il guidatore e l’altro sul lato del passeggero. E’ dotata anche di un sensore di nuova generazione per analizzare la qualità dell’aria e di un tetto panoramico elettrocromatico che diventa scuro al tocco di un pulsante.

Prestazioni da Purosangue

Oggi la Purosangue è spinta da un 6.5 V12 aspirato, il propulsoreF140IA eroga 725 CV a 7.750 giri e 716 Nm a 6.250 giri, con l’80% della coppia già disponibile a 2.100 giri.

Il cambio è automatico a doppia frizione a 8 rapporti ereditato dalla GTC4Lusso ma abbassato di 15 mm. Da quest’ultima vettura ha anche ereditato il sistema di trazione integrale. L’assetto varia a seconda della modalità di guida selezionata sul Manettino. La velocità massima arriva a oltre 310 km/h,e scatti da 0-100 km/h in 3,3 secondi e da 0-200 km/h in 10,6 secondi.

Enrico Galliera, direttore marketing e commerciale del Cavallino, ha spiegato l’origine del nome ‘Purosangue’. Tutti concordavano che questa vettura dovesse lasciare intatti i pregi caratteristici delle auto del Cavallino. “Ci siamo detti che doveva essere senza compromessi, scalpitante, come un cavallo dal manto lucido.”

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Raffaella Pappa

Studentessa di Giurisprudenza presso LUISS Guido Carli, amante dei motori e responsabile della redazione Automotive di F1ingenerale