FIA Motorsport Games | Bilancio e recensione dell’evento: un esperimento riuscito a metà

Il primo weekend di novembre è stato teatro dell’edizione inaugurale dei FIA Motorsport Games, ospitati al circuito di Vallelunga. Noi c’eravamo, e abbiamo raccolto alcune delle impressioni del paddock e del pubblico per raccontarvi cosa vi siete persi e cosa, invece, poteva andare meglio.

Motorsport Games

La selezione in griglia Motorsport Games

Partendo dalla prima e più importante caratteristica dell’evento, è necessario soffermarsi sulla selezione delle discipline e dei piloti partecipanti. Le sei categorie scelte, estremamente variegate, richiedevano un’altrettanto variegata selezione di concorrenti.

La mission dei Motorsport Games, è stato subito evidente, era la promozione dei “giovani talenti”. Da qui la scelta, di tipo regolamentare, di ammettere solo piloti con una licenza internazionale Bronze/Silver nelle categorie Touring, GT e Drifting, nonché di fissare requisiti (anche anagrafici) per la partecipazione a Digital, F4 e Karting Slalom Cup. Già di per sé risulta palese che le due macroaree, diversissime in termini di coinvolgimento pubblico e anche necessità tecniche, non sarebbero potute coesistere a condizioni parificate, cosa che è, purtroppo, andata a verificarsi.

La “maledizione” delle Olimpiadi

GT, Touring e Drifting Cup hanno di fatto subito la stessa “maledizione” che colpisce gli sport maggiormente seguiti (quali il calcio e il tennis) quando vengono inseriti nei regolari programmi olimpici. I professionisti, conosciuti dal pubblico e sicura garanzia di spettacolo (con gli introiti che ne derivano), passano la palla a colleghi con un percorso sportivo meno smagliante alle spalle. Eppure, mentre nelle Olimpiadi questo “effetto domino” è sostanzialmente causato dal disinteresse degli stessi protagonisti, così non sarebbe stato ai Motorsport Games. Fare una lista dei volti noti di queste tre categorie che avrebbero ben volentieri partecipato ai Giochi,. e che anzi ne hanno pubblicamente invocato l’apertura alle licenze Gold/Platinum, sarebbe un lavoro molto dispendioso: sono tantissimi.

La scelta della FIA ha finito per dimostrarsi impopolare, anche in termini di qualità della competizione. Pur nelle avverse condizioni climatiche, lo spettacolo offerto in pista non è sempre stato all’altezza del livello che una competizione internazionale merita. D’altro canto, appare condivisibile la scelta di riservare Karting Slalom e F4 ai giovanissimi ragazzi che poi sono scesi in pista, per offrire loro una piattaforma difficilmente alla portata di chi sta iniziando a farsi strada nel motorsport. Il nostro Andrea Rosso, autore di uno splendido oro nella Coppa F4, è supportato direttamente dall’Accademia Federale ACI e ha dimostrato il suo valore in quella che, di fatto, è stata la sua prima esperienza in monoposto.

Dov’è la pubblicità?

I fattori sopra indicati non sono stati gli unici a causare una partecipazione pur sentita, ma numericamente poco consistente. Nell’era dei social, pianificare l’edizione inaugurale di un nuovo evento richiede necessariamente una capillare diffusione delle informazioni più importanti in rete. FIA e SRO, che d’altronde avevano annunciato la nascita della kermesse appena cinque mesi fa, hanno forse peccato nella presunzione che una denominazione sicuramente accattivante avrebbe spontaneamente attirato un gran riscontro di pubblico. L’occasione di vedere vetture e piloti rappresentare i colori nazionali in un format innovativo (per quanto discutibile) .come quello del sistema medaglie, d’altronde, aveva il potenziale per essere esplosivo.

Il ritorno di pubblico: la logistica

A una certa trascuratezza nel marketing dell’evento si è sommata la scelta, pur comprensibile, di Vallelunga come pista ospitante. Il circuito, immerso nella profonda campagna romana, ha il sicuro vantaggio di offrire una configurazione adatta a tutte le vetture in pista nei tre giorni, nonché una rete di servizi, inserita direttamente all’interno del circuito, più che idonea ad ospitare 194 piloti e 49 nazioni, nonché una ridotta spesa rispetto ad altri, ben più famosi, circuiti italiani. Al tracciato, per com’è adesso, si può fare il solo appunto di un drenaggio dell’asfalto totalmente insufficiente a tollerare le condizioni climatiche (prevedibilmente ostili). di novembre, soprattutto quando al volante ci siano prevalentemente, se non esclusivamente, gentlemen drivers.

I problemi di Vallelunga, tuttavia rimangono moltissimi per addetti ai lavori e pubblico: il circuito, che dista decine di chilometri dalla Capitale, è alla stessa collegato in maniera assolutamente insufficiente, con i soli servizi di autobus di linea che non sono stati rafforzati in occasione della manifestazione. Nella giornata di domenica, a fronte di oltre un’ora di tragitto minimo necessario per il ritorno in centro città, erano disponibili appena quattro corse, con intervalli di oltre tre ore l’una dall’altra.

Paganini non ripete. Cosa farà la FIA?

La tre giorni di Vallelunga ha offerto al pubblico italiano e internazionale un format assolutamente innovativo, con un enorme potenziale di crescita. Reduci dalla positiva esperienza della GT Nations Cup 2018, FIA e SRO hanno saputo catalizzare ed espandere il senso di appartenenza nazionale, .di cui il motorsport è quasi completamente privo e di cui il pubblico, evidentemente, sente la mancanza. Come tutti gli eventi alle loro prime edizioni,. sappiamo che chi di competenza saprà sfruttare al meglio il feedback raccolto durante l’evento, fatto di numeri, statistiche e voce viva dei partecipanti. Resta da capire se, effettivamente, l’esperienza è destinata a rimanere un unicum o vedrà uno sbocco futuro, nella stessa forma o in una diversa. Ad ora, non ci resta che dar tempo al tempo per scoprirlo.

FIA Motorsport Games | Le ultime foto dalle Olimpiadi delle Corse


 

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, appassionata di motori sin da bambina. Studio Giurisprudenza e nel tempo libero commento e analizzo Formula 1, Formula E e WEC sul blog Instagram @theracingchick.