Formula 1 | Alonso non esclude un suo ritorno in F1: “Schumacher ha corso fino a 43 anni, l’età non conta”

Fernando Alonso ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui racconta la sua ultima stagione e l’addio, forse non definitivo, alla Formula Uno. Formula 1 Alonso

Formula 1 Alonso
Fernando Alonso, 24 Ore di Daytona

La scorsa settimana saliva sul podio a Daytona, trionfando nella gara endurance della durata di 24 ore, con la stessa passione e lo stesso sorriso che metteva nella Formula 1. Un pilota che ha avuto tanto, forse anche un po’ di sfortuna nelle ultime stagioni con McLaren, e a cui manca un ultimo pezzettino del puzzle – la vittoria alla 500 miglia di Indianapolis – per completare la Tripla Corona e entrare nella storia.

Molte le emozioni durante la 24 Ore di Le Mans quest’anno: “Mentre stavo correndo e mancava poco al traguardo, ho pensato che sarei stato disposto a dare indietro tutto pur di vincere. Mi ero preparato facendo lunghe sessioni sui kart, mi divertivo e provavo le stesse emozioni provate in un GP. Sono un agonista nato: tensione, piacere e impegno non sono cambiati. Nulla è cambiato in me.”

Come noto l’obiettivo di Alonso è ormai la conquista della Tripla Corona del motorsport.
“Ho provato a vincere a Indianapolis nel 2017, quest’anno ci riprovo. È una roulette: subentrano diversi imprevisti, contrattempi e incidenti, ma serve anche fortuna. Molti hanno vinto quando pensavano di stare perdendo e viceversa. Bisogna essere pazienti.”

Il 17 marzo comincerà la nuova stagione di Formula 1 e, dopo 18 anni, Fernando Alonso non sarà in griglia.

“Durante la prima gara sarò su un aereo tornando dalla 1000 Miglia di Sebring. Le altre tappe le seguirò, perché resta il mio vero amore. Infatti nelle gare endurance sembro un pilota in prestito.”

Il pilota spagnolo ha analizzato la sua esperienza e scelte fatte in F1.

“Non guardo indietro. Mi sento molto fortunato, contando che ho conosciuto piloti talentuosi che non hanno mai avuto la possibilità di provare una F1, per mancanza di denaro o che non ne hanno avuto l’opportunità. Forse poteva andare meglio, talvolta sono stato sfortunato. Ho corso con team non competitivi e ho commesso sbagli. Come lasciare McLaren nel 2007 e pensare che Honda potesse fare meglio. Ho corso con la Ferrari, che è la massima ispirazione di qualsiasi pilota. Ma io non ho vinto con loro e loro senza di me nemmeno.”

Per quando riguarda i piloti, Alonso seguirà con particolare attenzione il ritorno in F1 dell’amico Robert Kubica, candidato ad essere il suo compagno di team nel 2012.

“Robert è un pilota straordinario. Fino a pochi mesi fa sembrava essere senza alcuna possibilità; non ha nulla da perdere e io non perderò d’occhio lui. Seguirò con attenzione anche la stagione di Leclerc, è giovane e ha talento. Con Charles ci sentiamo spesso, andiamo a sciare nelle stesse zone. Deve assecondare carattere e talento, imparare a fare punti ed aiutare la squadra. E non farsi sorprendere dalle emozioni e dall’eccitazione, i mondiali si decidono fra luglio e settembre.
Sono curioso di vedere se la supremazia Mercedes finirà, sento che sta per accadere. La promozione di Binotto a Team Principal penso sia stata un’ottima mossa. Ha in mano la gestione tecnica e ha dimostrato le doti da leader. Può rendere la Ferrari ancora più forte.”

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Molti credono che se ci fosse stato Alonso al posto di Vettel avrebbe vinto il mondiale..

“Sono discorsi difficili. Chi è davanti vuole vincere e a volte commette errori perdendo punti. Ma anche Hamilton a volte li ha persi e Vettel ha comunque fatto meglio di Raikkonen, lottando fino alla fine, come fa un campione. Dicevano che fosse un fenomeno quando vinse 4 mondiali, ora fanno la stessa cosa con Hamilton. Non è facile quando si hanno tante attenzioni e tanta tensione addosso.”

Sul possibile ritorno in Formula 1, Alonso si esprime così

“Ho detto arrivederci. Davanti a me ho una sfida e tutte le possibilità di vincerla, mentre in F1 non potevo fare altrettanto. Non ho ancora fatto programmi per il 2020, ma un terzo titolo non potrebbe che portare gioia. L’età non è un problema, Schumi ha corso fino a 43 anni e conquistato una pole position in un circuito molto impegnativo per i piloti. Se sei forte non devi vedere una data di scadenza. L’età non c’entra, corri finché non vedi qualcuno andare più forte di te.”

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Simona D.

Studentessa di lingue appassionata di motori che spera, un giorno, di poter trasformare la sua passione nella sua professione.