Formula 1 | I cambiamenti manageriali degli anni dieci

Gli anni dieci della Formula 1 hanno cambiato la categoria anche per quel che che riguarda l’aspetto, manageriale  in relazione agli eventi politici, ambientali, sociali e tecnologici dell’ultimo decennio.

Formula 1 anni dieci

Oltre agli aspetti prettamente agonistico e tecnico, gli anni dieci della Formula 1 hanno lasciato un segno anche per quel che concerne il lato manageriale della categoria. La FIA infatti si è trovata a dover reagire prontamente all’evoluzione tecnologica sia delle vetture che delle telecomunicazioni, per non rimanere indietro rispetto ai tempi.
La passata decade inoltre ha visto uno storico cambio di proprietà per la Formula 1, con Liberty Media che è subentrata a Bernie Ecclestone.

La continua evoluzione aerodinamica delle monoposto ha progressivamente reso più difficile seguire da vicino un’altra vettura, complicando di conseguenza anche le manovre di sorpasso.
La prima azione correttiva apportata dalla Federazione è stata l’introduzione del DRS, il dispositivo dell’ala mobile in rettilineo per aumentare la velocità di punta.
Dopo il passaggio dalla precedente proprietà a Liberty Media, il gruppo di lavoro tecnico capitanato da Ross Brawn ha continuato a lavorare sul problema. Tuttavia, invece di risolverlo creando un momentaneo vantaggio per l’inseguitore grazie al DRS, si è cercato di risalire all’origine del problema. Ecco quindi che per la prima volta nella storia della Formula 1 si è studiato come migliorare l’aerodinamica per favorire l’azione in pista. Il lavoro ha portato alla definizione di nuove ali anteriori per il 2019 e una drastica rivisitazione delle vetture per il 2021.

Maggiore attenzione all’ambiente e alla sicurezza

La scrittura dei regolamenti tecnici è stata fortemente condizionata anche dagli eventi politico-ambientali dell’ultimo decennio. L’innalzamento delle temperature dei mari e dell’atmosfera ha innescato un repentino processo di ibridizzazione ed elettrificazione dei veicoli di serie. Ecco quindi che la Formula 1 ha introdotto le motorizzazioni ibride dal 2014, mantenendo il ruolo di massima espressione tecnologica del motorsport e fornendo ai costruttori un motivo di interesse per investire nella categoria.
Continuando con la politica ambientale, il 2019 ha sancito anche l’annuncio storico. del raggiungimento dell’impatto zero a livello di emissioni di carbonio della categoria entro il 2030, dando inizio a un lungo processo di ricerca e sviluppo.

Gli eventi quali le morti di Jules Bianchi e Maria de Villota e la crescente velocità delle monoposto hanno spinto la FIA ad aggiornare gli standard di sicurezza. La FIA ha agito sia attivamente sulle vetture che indirettamente tramite le procedure di gestione degli episodi in pista.
Il risultato più evidente di quest’opera è stato l’introduzione nel 2018 dell’Halo, il dispositivo di titanio a protezione del pilota.
Un grande contribuente alla causa della sicurezza in pista è stato lo storico direttore di gara Charlie Whiting, scomparso a inizio 2019. La sua importante eredità è stata raccolta da Michael Masi.


L’espansione social della Formula 1

La decade degli anni ’10 è stato anche il periodo dell’avvento o dell’esplosione dei canali social quali Facebook, Twitter, Instagram, Telegram, YouTube e altri ancora. La Formula 1 ha quindi potuto sfruttare un ulteriore strumento per raggiungere i fan, aiutata in questo dalla nascita di innumerevoli pagine social e redazioni online.
Nel tentativo di allargare l’audience della categoria si è posta grande attenzione anche agli orari di gara, spostati in gran parte in avanti di un’ora e dieci nel 2018, e al calendario, che si è espanso fino al valore record di 21 gare, nel tentativo di esplorare nuovi paesi pur mantenendo gli eventi nelle nazioni con una lunga tradizione.
Liberty Media inoltre ha intrapreso un’opera di avvicinamento degli spettatori, portando. la Formula 1 direttamente in città tramite eventi e show di contorno ai Gran Premi.

Gli anni dieci della Formula 1 sono stati ricchi di cambiamenti, che hanno trasformato la categoria in ogni suo aspetto, lasciando un’eredità importante alla storia del motorsport.

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Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Ho lavorato nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.