Formula 1 – La Mercedes sconfitta dal software

La prima gara della stagione la monoposto W09 delle frecce d’argento ha tradito Lewis Hamilton. Prima calcolando male il margine con Sebastian Vettel durante la Safety Car dichiarando di essere in posizione di sicurezza per restare in prima posizione, poi con il surriscaldamento del motore.

Il colpevole: il computer Mercedes

Il cervellone del team tedesco ha tradito in gara. Il suo compito era quello di margine che Hamilton aveva da Sebastian Vettel, nel momento in cui è entrata la Safety Car e dell’immediato pit stop del tedesco della Ferrari.

Il computer aveva dichiarato che il margine del pilota inglese su Vettel fosse superiore al margine minimo, ottenendo così la prima posizione agevolmente. Come invece si è visto, il margine non era sufficiente, anzi Hamilton si è visto davanti a sé Vettel che stava per vincere la gara.

Mea culpa in video

Il team Mercedes ha così spiegato, tramite video, il problema accusato in gara da Hamilton attraverso l’analisi di Andrew Shovlin (ingegnere di pista Mercedes)

«Il problema in effetti non era proprio al software che decide la strategia di gara, ma ad un programma che utilizziamo per calcolare le differenze sui tempi sul giro, e nel quale abbiamo trovato un baco che ha fatto sì che ci restituisse un numero sbagliato. Il calcolo ci dava quindici secondi di divario, mentre in realtà era poco meno di tredici, e qui è nato l’errore. Noi credevamo di essere sicuri, anzi di avere anche un po’ di margine, ma invece avete visto il risultato. Noi siamo finiti indietro, al secondo posto, ed essendo molto difficile superare non siamo riusciti a riprenderci la posizione».

L’intento del team è quello di risolvere questo “bug” e ritornare ad avere una macchina affidabile in ogni situazione

«Abbiamo compreso tutto quello che non ha funzionato, raccolto tutti i dati, e non c’è mai un solo colpevole. Ci sono invece degli elementi che si possono migliorare con il calcolo, e che terremo in considerazione in futuro. Vogliamo avere più margine, per poter coprire Vettel con un ottimo giro di rientro ai box, o con un pit stop incredibilmente veloce. Tutti questi aspetti li studieremo, cercheremo di risolverli e poi faremo sì che non si ripetano più».


Surriscaldamento del motore
Turbocompressore e MGU-H. Fonte: Mercedes AMG F1

I problemi non sono finiti per il team tedesco. Hamilton, a pochi giri dalla fine, ha iniziato di colpo a perdere terreno da Vettel e non riusciva più a tenere un passo costante con la monoposto. Questo perché le temperature del motore si erano alzate improvvisamente.

Anche in questo caso, la Mercedes spiega il tutto tramite un’analisi di Shovlin

«Ci avrete sentito avvisare Lewis via radio che il motore si stava surriscaldando. Il motivo è che quando le macchine si avvicinano troppo non entra abbastanza aria nei radiatori per il raffreddamento. Così si avvicina la temperatura limite e a noi tocca monitorarlo molto attentamente: ci si può arrivare vicini, ma non va mai superata. Nel caso di Lewis è andato tutto bene. Siamo arrivati quasi al limite, quando Lewis ci ha detto che non sarebbe riuscito nel sorpasso e che quindi avrebbe risparmiato il motore. A quel punto ha semplicemente rallentato per raffreddare la macchina. Si può ridurre la potenza del motore per farlo lavorare di meno, ma siamo abbastanza fiduciosi che il propulsore sarà in buona forma».

Il problema, dunque, è il rischio danneggiamento del motore. Questo sarebbe un grosso problema, perché in questa stagione si possono usare solo 3 power unit, senza subire penalità. Saranno importanti le prossime due gare (Bahrein e Cina)  per vedere se il danno sia stato risolto o meno.

 

Nicoletta Floris

***NON COLLABORA PIÙ CON F1inGenerale*** Studentessa di economia appassionata al mondo del motorsport (specialmente Formula 1 e MotoGP). Blogger della pagina Instagram (laragazzadelmotorsport).