Formula 1, la SF71H cresce e convince

Le prime due uscite della stagione 2018 hanno visto una Ferrari in continua evoluzione. In Australia una monoposto veloce nei rettilinei, ma con dei problemi in percorrenza; in Bahrain, invece, una monoposto molto più costante in qualifica e in gara.

Il primo elemento che possiamo constatare è vedere una Ferrari più audace

In Australia la vettura più veloce era certamente la W09 targata Mercedes, tanto che Hamilton aveva conquistato una pole da urlo. In gara, però, il team di Maranello si è mostrato furbo, grazie ad un pit stop perfetto e ad un pilota letale.

Anche in Bahrain, a seguito dell’incidente con il meccanico, la Ferrari ha dovuto azzardare e di fatti ha deciso di lasciare in pista il tedesco con una gomma che aveva già, a dieci giri dalla fine, più di trenta giri.

Foto Ferrari

Il secondo elemento è il fattore squadra

A differenza del 2017 in cui si è visto un team forte, ma giovane, in questo inizio di stagione si è vista una squadra più matura.

Jean Alesi, ex pilota Ferrari, ha affermato che il team di Maranello ha più possibilità di vincere il mondiale proprio perché ha visto un team molto più maturo.

“Io ero lì (in Bahrain) e ho visto molta professionalità” ha detto a RMC.

“Prima di vincere una gara c’era molta euforia, ma in Bahrain ho notato grande concentrazione.

Foto Ferrari

Terzo elemento sono gli aggiornamenti dalla fabbrica.

Già nelle prime due gare la Ferrari ha portato tanti aggiornamenti per migliorare la vettura. In Bahrain, ad esempio, avevano portato il nuovo diffusore e il nuovo fondo, anche se quest’ultimo non è stato necessario inserirlo. Originariamente queste novità dovevano giungere in Cina, ma per risolvere i problemi della monoposto hanno preferito anticipare il pacchetto degli aggiornamenti.

Grazie ad essi, inoltre in Bahrain è stato risolto il problema di sottosterzo che creava problemi alla SF71H in Australia, specialmente nella parte guidata del settore centrale. Il problema non si era scaturito da delle nuove componenti, ma da un cambiamento di setup.

Quarto elemento i piloti

In Bahrain e in Australia abbiamo visto in Kimi Raikkonen in grande spolvero. Come si era già visto nei test, il finlandese si era abituato prima alla nuova vettura. In qualifica Raikkonen è sempre stato costante, invece in gara la fortuna non è stata dalla sua parte: sul circuito di Albert Park, a seguito della VSC, ha ottenuto solo la terza posizione; invece in Bahrain era terzo, ma a seguito del brutto pit stop, è stato costretto al ritiro.

Sebastian Vettel è stato cinico nella prima gara e perfetto nella seconda. In Australia ha mostrato come i dettagli facciano la differenza. Il tedesco ha usato tutto ciò che aveva a disposizione per ottenere il massimo vantaggio possibile, ottenendo così la vittoria.

A Sakhir è stato perfetto in qualifica ed intelligente in gara. Gestione delle gomme soft impeccabile, guidando con una gomma che era finita da dieci giri è riuscito a tenere dietro Bottas.

Foto Ferrari

In Australia la Ferrari ha potuto osare di più con le strategie, poiché nelle prime tre posizioni c’erano due Ferrari e una Mercedes, cosa che invece non è accaduta in Bahrain, a seguito del ritiro di Raikkonen.

Sarà necessario, per diversificare le strategie, avere sempre le due “punte” (Kimi e Seb) nella top3, con un finlandese sempre costante nelle prestazioni in gara.

L’ultimo elemento, il quale però non sappiamo se ci sarà o meno, è la costanza

La Ferrari nel 2017 aveva fatto una prima parte di stagione impeccabile, mentre dalla pausa estiva in poi sono nati una serie di problemi (es: affidabilità del motore). La macchina è buona, ma dovrà essere la squadra ad essere costante sino all’ultima gara.


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Nicoletta Floris

***NON COLLABORA PIÙ CON F1inGenerale*** Studentessa di economia appassionata al mondo del motorsport (specialmente Formula 1 e MotoGP). Blogger della pagina Instagram (laragazzadelmotorsport).