Formula E | Analisi tecnica: le caratteristiche dei freni a disco Brembo in carbonio

Anche le Formula E montano freni a disco in carbonio, realizzati dalla Brembo. Eccone le principali caratteristiche e le differenze  rispetto alla Formula 1.

Foto: FIA ABB Formula E

Come in ogni altra categoria del motorsport, anche in Formula E l’impianto frenante costituisce una componente fondamentale per la competitività della monoposto.
Data l’importanza del recuperare energia, la frenata rigenerativa attuata dal motore elettrico copre una buona parte del lavoro necessario per frenare la vettura. Tuttavia, anche l’impianto idraulico con i freni a disco viene ampiamente messo sotto sforzo.

Le Formula E raggiungono velocità decisamente più contenute rispetto alle Formula 1, intorno ai 270 km/h contro i 350 km/h delle F1. Questo fattore, unito alla minore intensità delle frenate a causa dell’importanza di rigenerare energia, riduce drasticamente il calore che viene dissipato. Tuttavia, le velocità medie sul giro basse, complice la tortuosità dei circuiti cittadini, rende più difficile raffreddare i dischi freno.

La componentistica dell’impianto frenante idraulico per le Formula E è interamente realizzata dall’azienda italiana Brembo. Così come per le Formula 1, anche le Formula E adottano dischi freno in carbonio. Proporzionalmente al lavoro che devono svolgere, i dischi anteriori hanno un diametro di 278 mm, uno spessore di 24 mm e hanno 70 fori di ventilazione. L’asse posteriore è sempre quello meno utilizzato nell’arco di una frenata e questo è ulteriormente acuito in Formula E dalla presenza della frenata rigenerativa, che agisce sulle ruote posteriori. Per questo motivo i dischi posteriori risultano più piccoli, con un diametro di 263 mm, uno spessore di 20 mm e 90 fori di ventilazione.

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Foto: Brembo

Le differenze dalla Formula 1 e l’importanza del brake by wire

Volendo fare un paragone, le Formula 1 montano dischi in carbonio di 278 mm di diametro, come quelli montati sull’asse anteriore delle Formula E.  Lo spessore tuttavia è pari a 28 mm e il numero di fori di ventilazione è dieci volte superiore, andando oltre le 1000 unità.
Anche il range di temperatura è diverso, con le monoposto elettriche che raggiungono gli 800°C di temperatura dei dischi freno. In Formula 1  invece non è raro arrivare fino a 1000°C.
Grazie all’introduzione del brake by wire in Formula E a partire dalla season 5, la centralina gestisce l’attuazione sull’asse posteriore della frenata rigenerativa e dei freni a disco, mentre in precedenza i due sistemi potevano essere attuati solo singolarmente. In questo modo l’efficienza di frenata è migliorata sensibilmente e i dischi vengono sfruttati per più tempo nel corso di un singolo giro, andando ad innalzarne le temperature.

Le pinze freno infine sono realizzate in alluminio e sono dotate di 4 pistoni, con un peso di 1,2 kg per l’asse anteriore e 1 kg per quello posteriore. Le pinze da Formula 1 invece sono provviste di 6 pistoni l’una. Tuttavia, col passare del tempo e il progredire dello sviluppo delle vetture elettriche, le differenze tra gli impianti frenanti delle due categorie andranno sempre più assottigliandosi.

[Tutti i dati sono forniti da Brembo]

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Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Ho lavorato nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.

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