Formula E | André Lotterer esclusivo: “Tornare a Le Mans? Ho altre priorità”

Questo periodo di quarantena forzata ci costringe a stare lontani da pista e paddock, ma non ci impedisce di continuare al meglio la nostra copertura dei campionati. Abbiamo investito questo tempo prezioso per fare quattro chiacchiere con André Lotterer, tre volte vincitore a Le Mans e attualmente impegnato in Formula E con Porsche. Vediamo insieme quali sono i suoi progetti futuri, e come sono stati influenzati da questo stop alle competizioni.

Lotterer Formula E

Un debutto complesso lotterer formula e

André, la situazione del calendario non è in questo momento delle più rosee. Quali influenze sta avendo questo imprevisto sul vostro lavoro in Porsche? C’è molto da fare nella stagione di debutto.

Chiaramente è una situazione tutt’altro che ideale. Avremmo voluto imparare a conoscere tutti i circuiti del campionato, ma non c’è nulla che possiamo fare. Cerchiamo di approfittarne facendo tutto il lavoro che, correndo ogni due settimane, non avremmo potuto fare in condizioni normali. Ci concentriamo sullo sviluppo puro, che altrimenti avremmo rimandato. Si tratta in ogni caso di tempo prezioso.

Per quanto riguarda la dinamica all’interno del team, pur essendo al debutto, tu e Neel avete già corso insieme in LMP1, e buona parte della squadra Porsche è rimasta la stessa. Come è stato gestito questo passaggio di conoscenze? Ci sono delle analogie nel modus operandi?

Mi sento di dire che la transizione è stata praticamente immediata. Unirmi al team non è stato un problema, perché era la stessa squadra con cui avevo lavorato in passato e non avevo mai davvero lasciato la famiglia Porsche. Avevo collaborato allo sviluppo della 919 Evo, quindi eravamo rimasti in contatto. Quando sono arrivato nel progetto Formula E il grosso era stato fatto, restava da occuparsi degli ultimi dettagli. L’atmosfera e l’ambiente, comunque, erano ideali: non abbiamo perso il tempo normalmente necessario per conoscersi.

La 99X ha sicuramente il potenziale per la vittoria, e lo ha dimostrato con podio e pole position. La fortuna, poi, non vi è stata amica. Come ti trovi con questa vettura?

Abbiamo avuto un ottimo debutto, che ha dimostrato le nostre capacità, così come la pole in Messico. Col passare delle gare abbiamo capito su cosa dovessimo esattamente lavorare, cosa non così scontata. Io penso che il nostro debutto sia stato davvero impressionante, considerando le specificità di questo campionato. Non abbiamo avuto problemi di affidabilità, alla fine siamo solo rimasti “vittime” di incidenti.

Progetti per il futuro

Riguardo al tuo futuro in Porsche: la scuderia ha di recente confermato un serio interesse per la classe LMDh. Quest’anno hai rinunciato a correre in LMP1 con Rebellion, ma valuteresti un ritorno nell’Endurance se i piani di Porsche andassero in porto?

In questo momento sono interamente concentrato sulla Formula E. Voglio vincere. Certamente, adoro Le Mans, mi manca e vorrei vincerne una per Porsche. Al momento, però, ho altre priorità. Vedremo cosa mi riserva il futuro.

Rimanendo sul tema dei tuoi progetti paralleli per il futuro: qualche mese fa eri stato confermato nel programma piloti della Extreme E, ma gli eventi hanno sicuramente preso una piega imprevista. Rientra ancora nei tuoi piani?

Personalmente, sono dell’idea che abbiamo tutti una responsabilità verso il nostro pianeta. Sto cercando di dare l’esempio in Formula E, categoria che mi ha aperto gli occhi al riguardo. Quando mi è stato proposto di correre in Extreme E ho accettato per questo motivo, ma poi è arrivato l’impegno in Porsche che mi tiene decisamente occupato. Al momento quindi non so dire se parteciperò o meno, ma è un progetto che ha il mio supporto, che ci corra o no. Un po’ come per il discorso Le Mans, le priorità al momento sono diverse.

Chiudiamo con delle considerazioni sul sim racing, che adesso coinvolge tutti voi piloti. La Formula E ha appena inaugurato il campionato virtuale, in che modo diresti che vi è utile per mantenere l’allenamento?

A essere completamente sincero, in fabbrica facciamo più o meno la stessa cosa, ma ad un livello molto più avanzato, al nostro simulatore. Il modello lì è molto più vicino alla realtà, ma è una buona cosa averlo anche a casa per mantere noi e la comunità attiva. Proprio mentre ti sto parlando sono qui al simulatore, a prepararmi per Hong Kong, molto diversa da Monaco. Per me è stato molto bello collegarmi e vedere gli altri piloti, le stesse livree, i tempi cronometrati: è una cosa molto buffa, ma che ti tira su il morale.

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, studentessa di Giurisprudenza, blogger su @theracingchick. Ho un occhio di riguardo per Endurance, competizioni GT, Formula 1 e Formula E.