Formula E | Attack mode: i primi pareri dal paddock

L’e-prix di Ad Diriyah, disputatosi lo scorso 15 Dicembre, ha dato ufficialmente il la alla quinta stagione del campionato di Formula E. A seguito del debutto in pista delle nuove vetture e dei nuovi regolamenti, diverse voci di consenso si sono levate dal paddock della serie elettrica nei confronti del nuovo Attack mode.

Foto: fiaformulae.com

Ad esprimersi sulla nuova possibilità concessa ai piloti di ottenere, a determinate condizioni, 25 kW di potenza in più durante la gara (qui la spiegazione dettagliata del funzionamento dell’ Attack Mode) sono stati sia rappresentanti dei team che gli stessi piloti. formula e attack mode formula e attack mode

Audi Sport ABT Schaeffler

Il team principal di Audi Sport ABT Schaeffler Allan McNish ha dichiarato a E-racing365 :

“I regolamenti sono stati lasciati aperti in merito a ciò che è possibile fare con l’ Attack Mode perché si tratta di un prodotto in evoluzione. Da un punto di vista tecnico ha funzionato e non abbiamo avuto molti problemi. Ma avete visto come opera: sei costretto a perdere tempo (andando fuori traiettoria ndr) per guadagnarne.”

Dunque, penso non sarà mai perfetto. Ma ritengo anche che sia stato un inizio ragionevole, in quanto, come ho detto, un certo grado di flessibilità del regolamento permette di adattarlo alle esigenze.

Ad esprimersi in merito è stato anche il pilota del team Audi Lucas di Grassi, che, sempre in dichiarazioni rilasciate a e-racing365, ha affermato che gradirebbe un incremento di creatività e varietà nelle modalità di utilizzo dell’Attack Mode.

Foto: audi-mediacenter.com

Panasonic Jaguar Racing 

Foto: Twitter

Il pilota Jaguar Mitch Evans ha invece palesato il suo entusiasmo per il comportamento dell’Attack Mode durante lo scorso e-prix:

Penso abbia funzionato bene. Ovviamente ho potuto vedere la gara solo dalla mia prospettiva, ma penso ci sia stato un ottimo bilanciamento tra il tempo perso per ottenere l’Attack Mode (circa due secondi) e il tempo che è possibile guadagnare (quattro o cinque secondi).”

“Inoltre, è possibile concertarne l’utilizzo in maniera intelligente, ad esempio in fase di ripartenza dopo una Safety Car, come ha fatto qualcuno di noi.

BMW i Andretti Motorsport

Più cauto nelle dichiarazioni a e-racing365 è invece risultato il team principal BMW i Andretti Motorsport Roger Griffiths:

“Abbiamo sempre pensato che sarebbe stato difficile utilizzarlo, ma penso sia positivo il fatto che aggiunga un po’ di adrenalina alla sfida.”

“Non ho mai pensato che l’Attack Mode sarebbe stato perfetto al suo debutto. Ma ha il potenziale giusto per evolversi e migliorare durante le prossime gare. Personalmente sono dell’idea che bisogna che faccia il suo corso e il suo lavoro prima di operare troppi cambiamenti. Abbiamo bisogno di acquisire più dati. Ancora due o tre gare e potremo darci un’altra occhiata.”

Foto: bmw-motorsport.com

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