Formula E | Diriyah E-Prix, analisi grafica: la giostra dell’undercut e i lampi Mercedes

L’analisi dei primi due round stagionali della Formula E a Riyadh offre spunti di riflessione interessanti per quel che concerne le gerarchie e le dinamiche del campionato.

Foto: FIA ABB Formula E

Partendo dall’analisi di gara 1 della Formula E a Riyadh, è interessante osservare le strategie di attivazione dell’attack-mode e i tempi sul giro.
Dalla season 6 infatti non è più possibile azionare i 35 kw di potenza in più durante i periodi di safety-car. Questo comporta che tutte le attivazioni debbano essere fatte in gara, dando più rilevanza alla tempistica di azionamento e alle strategie. Un attack-mode utilizzato troppo presto infatti potrebbe relegare un pilota dietro a un trenino di vetture più lente. D’altro canto, un’attivazione ritardata potrebbe comportare la perdita della posizione rispetto ad un inseguitore qualora questi l’avesse azionato uno o due giri prima.

In particolare, nella gara di venerdì il più abile nell’utilizzo del secondo e decisivo attack-mode è stato Sam Bird, con una strategia che lo ha portato alla vittoria.
Al 17° giro la classifica vedeva Nick De Vries in terza posizione, seguito da Bird e più indietro con qualche secondo di ritardo Andrè Lotterer. Alla diciottesima tornata il tedesco utilizza il suo attack-mode, perdendo circa 1,7 durante l’attivazione, ma guadagnando su Bird nel giro seguente. L’inglese per difendersi è costretto ad azionare l’attack-mode a sua volta nel 19° giro, con De Vries che a catena attiva il proprio nella tornata seguente. L’olandese tuttavia pagherà l’attivazione ritardata con 6,7 secondi persi su Bird e 8,2 su Lotterer, retrocedendo di ben due posizioni.
Sam Bird invece è stato abilissimo nello sfruttare la variabile dei 35 kW aggiuntivi per difendersi in extremis da Lotterer e guadagnare la posizione su De Vries.

Analisi Formula E

L’undercut sbarca in Formula E

L’episodio appena descritto in gara 1 è emblematico di una tipologia di strategie diffusa in Formula E che richiama fortemente quella dell’undercut in Formula 1. L’inseguitore attiva l’attack-mode un giro prima di chi lo precede per guadagnare terreno e poi sopravanzarlo quando questi lo azionerà a sua volta, con la stessa logica con cui in Formula 1 si anticipa la sosta rispetto all’avversario.
Si crea così una reazione a catena, con l’ultimo pilota di un gruppo di vetture che, passando per primo nell’attack-mode, spinge nei giri seguenti tutti i piloti davanti a attivarlo a loro volta per difendersi.
Con l’attack-mode che nella season 6 è passato da 25 kW a 35 kW, la strategia ha assunto un ruolo decisivo. Le sue conseguenze saranno persino maggiori nelle piste in cui il sorpasso è ancora più difficile che a Diriyah

Questo è osservabile anche nel grafico dei tempi in gara nel terzo settore dei primi quattro al traguardo di gara due, ossia Sims, Guenther, Di Grassi e Vandoorne. Nelle prime fasi della corsa, Sims e Di Grassi azionano l’attack-mode in due giri consecutivi. In maniera simile 5 giri più tardi fanno Vandoorne e Guenther, che però lottano per le posizioni più arretrate.

Mercedes regina del terzo settore

Sono stati presi in analisi i tempi del terzo settore in quanto è quello con due rettilinei e il minor numero di curve del tracciato saudita. Pertanto, è l’indice migliore della performance del powertrain, dell’efficienza e della gestione dell’energia.
Nonostante i tempi siano molto altalenanti a causa dei tanti duelli, Vandoorne è mediamente il più veloce del gruppetto sui rettilinei di Diriyah. L’unica frazione di gara in cui è visivamente più lento è tra le due safety car, in cui però non dispone dell’attack-mode come i suoi avversari.
Inoltre, nei due giri seguenti la prima attivazione, il belga è stato per distacco il più veloce nel terzo settore, con tempi più bassi di oltre mezzo secondo.

La velocità mostrata da Vandoorne nel terzo settore e il miglioramento significativo durante l’attack-mode potrebbero essere riconducibili all’assetto della sua Mercedes. Allo stesso modo però potrebbero essere un indizio della grande efficienza del powertrain, che consumando meno energia potrebbe richiedere ai piloti delle frecce d’argento un lavoro di risparmio minore rispetto alla concorrenza.
I prossimi appuntamenti potranno confermare o smentire tale supposizione.

Forte evoluzione della pista al venerdì analisi formula e

Infine, complice la presenza di sabbia in pista, a Diriyah si è visto un forte abbassamento dei tempi sul giro nel corso della singola giornata, più che in altre città.
Al venerdì i tempi medi dei gruppi di qualifica sono andati progressivamente abbassandosi e il miglioramento è proseguito con la super-pole e persino in gara. Il giro più veloce di Abt è stato 1,3 secondi più veloce della pole position di Sims. Questo nonostante la potenza in gara sia ridotta rispetto alla qualifica.

Analisi Formula E

Al sabato invece i tempi si sono distribuiti in maniera disordinata nel corso della giornata, evidenziando un’evoluzione della pista minore rispetto alla giornata precedente. Inoltre, come evidenziabile anche dai tempi del Q4 al venerdì, il vantaggio legato alle condizioni dell’asfalto non riesce a compensare completamente le carenze attribuibili ai piloti e alle vetture che spesso prendono parte all’ultimo gruppo di qualifica.

Analisi Formula E

Da segnalare infine come nel Q4 del venerdì, il più veloce sia stato De Vries con la Mercedes. Il suo tempo è stato due secondi più basso rispetto al secondo classificato del gruppo.
Mercedes si è dimostrata molto competitiva sin dalla prima gara. Tuttavia, la giostra della Formula E ha insegnato che oltre alla velocità servono anche altre qualità. La casa di Stoccarda sarà all’altezza della sfida? analisi formula e

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Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Ho lavorato nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.