Formula E | E’ allarme costi

La crescente competitività del campionato ha portato i team coinvolti ad investire sempre di più in sviluppo, ricerca, sedi e staff.

Foto: ABB Formula E

I costi ridotti sono stati uno dei fattori che hanno contribuito alla grande crescita della Formula E negli ultimi anni, attirando numerosi costruttori. Porsche ed Audi ad esempio hanno preferito puntare sul campionato elettrico a fronte delle enormi spese sostenute nel WEC. Proprio la crescente competitività del campionato grazie ai costi ridotti però, rischia di far alzare i costi stessi. Tra simulatori, sviluppo di un numero sempre maggiore di componenti e piattaforme remote di gestione gara, le spese si stanno alzando vertiginosamente.

La liberalizzazione dei componenti

Nella sua stagione d’esordio la Formula E si poneva quasi come un monomarca. La scocca uguale per tutti i team era fornita dalla Dallara, le batterie dalla Williams Advanced Engineering e i motori dalla Mclaren Applied Technologies. Dalla seconda stagione il regolamento ha permesso ai vari costruttori di sviluppare ognuno il proprio motore. Attualmente i fornitori di motori sono Audi, Nissan, BMW, DS, Venturi, Jaguar, Magneti Marelli e NIO. Dal 2021 verrà liberalizzato anche lo sviluppo delle batterie, attualmente progettate e fornite dalla Mclaren Applied Technologies.

I costi di sviluppo non si limitano solo ai componenti fisici. C’è anche un grande lavoro di studio e ricerca dietro ai software per la gestione della batteria, le mappature motore e da questa stagione anche per il brake by wire, ossia una gestione elettronica della centralina dell’impianto frenante sulle ruote posteriori.

Le sedi si allargano

Un altro indice del preoccupante aumento delle spese è l’allargamento delle sedi dei team.
Recentemente il team in testa al campionato, la Virgin, ha intrapreso l’allargamento del proprio quartier generale a Silverstone Park. La spesa è stata affrontata a meno di due anni dalla realizzazione della sede stessa. Il nuovo quartier generale della Virgin sarà dotato di un piano di mezzanina e di un simulatore sviluppato da VI Grade. Attualmente la sede ospita già 25 membri del team in pianta stabile, le vetture, officine, parti di ricambio, uffici, sale riunioni multimediali e tre doppie stazioni in grado di caricare sei veicoli elettrici contemporaneamente.

Foto: ABB Formula E

I motivi dietro agli investimenti

Sul portale ufficiale Virgin si è espresso Sylvain Filippi, Managing Director del team. “Come uno dei team fondatori e più vincenti, è fantastico guardare la crescita della squadra anno dopo anno. […] Adesso, dopo essere qui (a Silverstone Park, ndr) da meno di due anni siamo nella posizione di iniziare la seconda fase del nostro percorso di sviluppo, grazie agli investimenti e alla lungimiranza dei nuovi proprietari del team, la Envision Group. Una volta completate, le nuove aree di lavoro e il simulatore aiuteranno ulteriormente a migliorare la qualità della nostra preparazione alle gare per la stagione sei, così come mostrerà il nostro continuo impegno in Formula E”.

Le parole di Franz Jung, capo del consiglio di amministrazione Envision Group, illustrano bene i motivi alla base dell’escalation dei costi.  “Supportiamo in pieno il team e vogliamo continuare a migliorare il già impressionante legame con la squadra. La Formula E sta diventando sempre più competitiva, perciò sappiamo quanto sia importante questo tipo di investimenti per stare davanti a tutti”.

Infine John Williams, direttore esecutivo di VI Grade, ha illustrato le potenzialità del nuovissimo simulatore. “Il simulatore, che comprende un set di tracciati di Formula E digitalizzati, fornirà al cliente una soluzione completa che gli permetterà di testare e ottimizzare le performance delle loro auto, permettendo quindi di decidere e deliberare la performance di gara ottimale”.


Le piattaforme di controllo remote

I simulatori non sono l’unico elemento che avvicina la Formula E sempre di più alla Formula 1 odierna. Un altro elemento in comune sono le piattaforme di controllo remote, ossia team di ingegneri che nella sede centrale di ogni team elaborano in diretta i dati provenienti dalla vettura in gara per varare la migliore strategia possibile. Stando a quanto riportato dalla testata e-racing 365, un costruttore si sarebbe opposto alla proposta di proibire il trasferimento remoto di dati. Il dibattito tuttavia continua in vista della prossima stagione.

Foto: ABB Formula E

Sempre a e-racing 365, Jens Marquardt, capo di BMW Motorsport, ha dichiarato: “Nessuno si preoccupa veramente dell’esercito di ingegneri seduti nella fredda Monaco o dovunque nel mondo che lavorano da lì, perché non puoi trasferire niente di tutto questo allo spettatore o al cliente. […] Ho la mia opinione in merito, ma ovviamente bisogna definirla in una regola valida per tutti allo stesso modo e che sia anche esecutiva. Penso che probabilmente sia da qui che derivi gran parte del problema e tutti devono rivedere come tirarne fuori il meglio. La competizione dovrebbe essere in pista e tutto ciò che è fuori andrebbe affrontato assieme”.

 La crescente competizione in Formula E potrebbe aumentare ulteriormente la popolarità del campionato nel prossimo futuro oppure far salire i costi a tal punto da spingere molti costruttori a perdere interesse.

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Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Lavoro nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.