Formula E e Formula 1: uguali ma diverse, perché?

Dentro e fuori la vettura sono tante le differenze tra la classe regina e la giovane principessa elettrica. Ma la vera domanda è: ha davvero senso paragonarle? Formula E e Formula 1 uguali

Foto: Venturi Formula E Team

“Non c’è strategia”, “Non c’è rumore”, “Non c’è sviluppo”. Lo scetticismo riguardante la classe elettrica è fatto di idee assolute spesso figlie di concezioni sbagliate riguardanti la giovane categoria. E se avere delle preferenze è legittimo, esprimere dei giudizi negativi infondati non è la maniera migliore per farlo. Alla fine, non si tratta davvero di preferire la F1 alla FE o viceversa, anzi, è proprio questo l’errore di fondo: continuare a paragonarle, valutare la Formula E con gli occhi della F1. Pensiamoci: giudicheremmo mai l’Endurance o il Rally con la lente della F1? Nessuno si spingerebbe a un giudizio simile. E questo è quello dev’essere fatto con questo nuovo campionato. Non fatevi ingannare dal nome: la Formula E non è una Formula 1 elettrica, e non ha nessuna intenzione di esserlo. Formula E e Formula 1 uguali

Sotto il vestito tutto cambia

Sono tante le caratteristiche che la contraddistinguono dalla F1 e dal resto del motorsport: certo, la più importante è il suo propulsore 100% elettrico, formato da componenti completamente diverse da quelle delle F1, e che analizzeremo nella guida alla Season 6. Formula E e Formula 1 uguali

Un’altra particolarità, rispetto a tutte le altre categorie motoristiche è la trasmissione. Si tratta di una parte della vettura che è liberamente progettabile dai costruttori. E così si assiste a una diversità ormai rara: se la maggior parte delle squadre non hanno il cambio, altre hanno invece optato per una soluzione a 2 o 3 marce. Formula E e Formula 1 uguali

Ma anche il “vestito” è decisamente diverso. L’aerodinamica è fissa e uguale per tutti, così come la potenza erogabile dal propulsore. Ma questo non significa affatto che lo sviluppo sia assente. Come già analizzato lo scorso anno, in vista dell’esordio della Gen2, la maggior parte della ricerca dei team si concentra su qualcosa che non vediamo: i software che gestiscono la potenza e il recupero di energia. Con l’ingresso dell’elettrico nel motorsport, infatti, la programmazione e la gestione dell’energia viene supportata da veri e propri programmi informatici. Anche la F1, con gli ormai diffusi “computer di bordo” visibili sullo schermo dello sterzo, conosce bene questa novità.

Parenti sì, ma alla lontana Formula E e Formula 1 uguali1

Tornando invece ai telai, queste vetture sono molto più solide e compatte rispetto alla F1, dove un sottile e delicato equilibrio influenza non poco le prestazioni in pista, lo sappiamo bene. Le vetture di FE si caratterizzano per una aerodinamica a bassissimo carico. Questa caratteristica, che aiuta la power unit a faticare meno, rende anche queste monoposto molto più “dure”, con la necessità di una guida decisamente più “fisica”. È stato il Campione 2016 di F1 Nico Rosberg a dichiarare “Dopo il terzo giro ho dovuto rallentare perché iniziavo a stancarmi”. Formula E e Formula 1 uguali

Foto: Formula E

Per quanto riguarda invece le gomme, queste sono uniche per tutto il weekend e sono da gestire dal primo all’ultimo giro di pista, in qualsiasi condizione meteo. Il motivo è il più nobile: consentire di produrre un numero considerevolmente inferiore di pneumatici, che, in più, a fine vita verranno riciclati. Ecco uno dei tanti motivi per cui la ricerca qui può e deve essere esportata su strada. Formula E e Formula 1 uguali

E se pensate che questo sia la “morte civile” delle strategie vi sbagliate. La gestione qui infatti non ha a che fare con le gomme ma con l’energia: spremere il proprio motore dall’inizio non consentirà a nessuno di vincere la gara, anzi, permetterà solo di non vedere il traguardo. Bilanciare in maniera intelligente erogazione di potenza e recupero di energia è la soluzione migliore per spuntarla sugli altri e regalarci finali di gara col fiato sospeso.

Weekend opposti

Passando invece a come il campionato si svolge, c’è ancora tanto da dire: innanzitutto, gli ePrix si corrono in un solo giorno e tutto di sabato, dalle prove libere alla gara, ad eccezione dello shakedown del venerdì.

MA ciò che pesa di più è la modalità dell’ePrix: le gare sono a tempo: 45 minuti. Vale a dire circa la metà di un GP. Ma significa anche che alla partenza nessuno saprà quante tornate verranno effettuate. Sarà la velocità e la gestione dell’energia a determinare quanti giri saranno percorsi in 45 minuti. Formula E e Formula 1 uguali

Infine, ricordiamo che si corre quasi esclusivamente in circuiti cittadini. Per questioni di sensibilizzazione del pubblico sulle questioni ambientali, ma anche per permettere un funzionamento più efficiente dei sistemi di recupero dell’energia, legati ai freni.

Ecco quindi un quadro d’insieme sulla Formula E. Alcune di queste caratteristiche sono criticate, ma quasi tutti i commenti negativi nascono da un paragone davvero privo di senso: avere la velocità pura e l’aerodinamica di una F1 per essere la sua copia elettrica non è l’obiettivo di Agag & co. Semplicemente stiamo parlando di un’altra categoria, un nuovo concetto di competizione automobilistica “reinventata”, ben diversa da quelle che già esistono nel motorsport.

Foto di copertina: ABB FIA Formula E

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Walter B.

Studente al quinto anno di Giurisprudenza comparata europea e transnazionale, attualmente in Francia. Tra mille cose sono appassionato di Formula 1, tifoso Ferrari e blogger di Formula E. Mi trovate anche su Twitter: @euro_walter