Formula E | I timori dei manager: ecco i grandi rischi per la categoria

Prima dell’emergenza COVID, i manager della Formula E avevano fatto le loro precise previsioni su. quali sarebbero potute essere le sventure maggiori a colpire la serie elettrica. Queste informazioni, contenute nello strategic report allegato ai bilanci della società di gestione,. risalgono all’esercizio 2019, ma sono state diffuse solo nelle ultime settimane. Analizziamole insieme, per scoprire qual è il tallone d’Achille della Formula E, e come ne risulta adesso colpito.

Formula E manager

Una debolezza inattesa Formula E manager

Probabilmente saremmo rimasti perplessi, appena qualche mese fa, nel leggere che il principale fattore di rischio per la categoria era già da tempo. considerato la sua natura di campionato internazionale su circuiti cittadini. Eppure, in tempi in cui la pandemia che ora chiude i confini nazionali era semplicemente inconcepibile, il board of directors della serie già intuiva le problematiche derivanti dal format.

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“Ulteriori fattori di rischio si rintracciano nelle variazioni della line-up delle città ospitanti. Per quanto questa scelta organizzativa porti con sé sfide significative, è parte della antura del campionato e ci consente di raggiungere un pubblico maggiore. Pertanto, la società continuera a perseguire accordi con i governi locali. Si riscontra inoltre un’ulteriore problematica nell’organizzazione internazionale del campionato, soggetta quindi alle disposizioni in materia di circolazione di persone e capitali. In questo senso, la società intende nel futuro stabilire specifici accordi di scambio, in particolare sui tassi di conversione della valuta.”

Il report strategico precisa anche che un fattore di rischio intrinseco quale l’abbandono dei concorrenti (in questo caso, i costruttori) si considera sostenibile per la categoria, citando (in negativo) gli esempi di WEC e DTM. Il management giunge alla conclusione che l’attuale numero di competitor è tale da eliminare il rischio di crisi, anche in caso di abbandono, testualmente, “di alcuni di loro”.

Il pericolo Brexit

Prima che la tragica evoluzione degli eventi nei primi mesi del 2020 prendesse il sopravvento, l’intero mondo del motorsport si trovava a fare i conti con una realtà altrettanto preoccupante: quella della Brexit. La stessa Formula E ha sede operativa nel Regno Unito, così come la stragrande maggioranza dei team che la popolano. Così il management descriveva i fattori di attenzione in questo ambito.

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“La Brexit, in particolare nello scenario ‘no deal’, costituisce un fattore di rischio per la categoria. La società sta quindi monitorando gli aspetti relativi a novità legislative che influenzino la vendita dei diritti televisi, le attività di importazione, ulteriori limitazioni per le società britanniche in territorio europe, tassazione diretta e indiretta, restrizioni nella libertà di circolazione del nostro staff.”

Queste problematiche, già di per sé non indifferenti, possono essere solo accentuate dalla crisi sanitaria in atto. Resta da capire se la Formula E, campionato giovane ma con un invidiabile business model, manterrà la stabilità necessaria per affrontarle e superarle.

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, studentessa di Giurisprudenza, blogger su @theracingchick. Ho un occhio di riguardo per Endurance, competizioni GT, Formula 1 e Formula E.