Formula E | Intervista esclusiva ad Alexander Sims: “L’incidente di Marrakesch ha avvicinato me e Antonio”

In occasione del Monaco e-prix, F1ingenerale ha avuto l’opportunità di scambiare due chiacchiere in esclusiva con Alexander Sims, pilota del team BMW i Andretti. Tra i temi principali, anche l’incidente con il compagno di squadra a Marrakesch quando era in testa alla corsa.

Alexander Sims in azione con la BMW- Foto: Marco Borgonovo per F1ingenerale
Come giudichi la tua stagione in Formula E fino ad adesso? E’ stato difficile adattarsi a una monoposto elettrica?

“Non penso che sia stato troppo difficile adattarsi. Avevamo già fatto dei test a Valencia dove siamo stati i più veloci. In alcune gare mi sono qualificato per la Superpole e ho fatto segnare dei tempi molto simlii a quelli di Antonio [Da Costa, ndr]. La velocità è buona, ma la consistenza non c’è ancora del tutto. Il problema più grande è che molte cose sono andate per il verso sbagliato, che fossero per nostri errori o per colpa di altri che ci hanno coinvolto in alcuni incidenti in gara e non siamo riusciti a ottenere i risultati che meritavamo. Quindi la velocità c’è stata, ma i risultati sono stati un po’ deludenti ad essere onesto.” Alexander Sims

Parliamo adesso dell’incidente di Marrakesch. Come ti sentivi dopo la gara? L’episodio ha influenzato il rapporto tra te e Antonio all’interno del box?

“Naturalmente ero deluso, come lo erano tutti dopo Marrakesch. Sicuramente è stata di gran lunga la più grande opportunità della stagione per fare una doppietta. Ma è accaduto e ad essere onesti abbiamo imparato molto da quello. La cosa positiva è che ci ha avvicinato, lavoriamo insieme e non vogliamo che una situazione simile si ripeta. Come team dobbiamo essere obiettivi e vedere dove possiamo fare meglio la prossima volta”

Pensi che se si verificasse di nuovo una situazione simile, ci sarebbe un ordine di scuderia da parte della BMW?

“Non posso prevedere con esattezza ogni specifica situazione, ma sono fiducioso che se ci ritrovassimo in un caso analogo lo gestiremmo correttamente. Questo non significa che dobbiamo decidere degli ordini di scuderia prima della partenza, ma intendo avere più comunicazione e vedere quale situazione si presenterà in gara. Abbiamo imparato a gestire gli episodi che abbiamo affrontato”.

Sims Da Costa crash
Il duello tra Sims e Da Costa. Fonte: Sport Mediaset
Adesso ti chiedo invece tre cose che apprezzi e tre cose che invece cambieresti della Formula E.

“Mi piace molto ciò che rappresenta la Formula E, la sostenibilità, la promozione di veicoli elettrici e le vetture che sono veloci e divertenti da guidare, ma sono anche molto impegnative. Sono queste le tre cose che apprezzo maggiormente. Nella mia opinione non credo che ci sia molto da cambiare in Formula E. Abbiamo tanti costruttori coinvolti e una crescita molto buona perché il campionato abbia successo sul lungo termine. L’attack mode potrebbe avere un po’ di più di potenza, così che ci sia una grande differenza tra chi corre normalmente e in quella modalità. Dando uno sguardo d’insieme credo che il format sia abbastanza intrigante e che non ci sia molto da cambiare”.

Durante la tua carriera hai disputato anche il Gran Premio di Macao. Ti piacerebbe di più vedere la Formula E correre a Macao o a Montecarlo sul circuito di Formula 1?

“Penso che per la Formula E Macao sarebbe un passo troppo grande. E’ un circuito molto grande e ha un rettilineo lunghissimo, che non penso si adatti a quelli che si trovano in Formula E. Sarebbe interessante, ma non credo che sarebbe adatto per correrci, perciò preferisco rimanere qui [a Monaco, ndr].”

Ringraziamo Sims e il team BMW per la disponibilità che ci hanno riservato.

Seguici anche su Telegram

Monaco e-prix | Da Costa in esclusiva nel post gara “Il problema è la qualifica”

mm

Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Lavoro nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.