Formula E | L’analisi del campionato: tanti punti di forza, ma c’è ancora da lavorare

La Formula E è andata in vacanza dopo il finale di stagione a New York in attesa della season 6 ed è tempo di bilanci per il campionato elettrico.

La serie ha vissuto nella season 5 appena conclusasi il più grande cambiamento della sua breve storia, con l’avvento delle monoposto di seconda generazione. I progressi tecnologici del pacco batterie sono stati tali da permettere ai piloti di completare l’intera distanza di gara senza effettuare il cambio vettura, il quale era uno dei fattori più limitanti per la crescita del campionato. Questo, unito al grande sforzo per contenere le spese, ha reso la Formula E sempre più appetibile per i grandi costruttori internazionali. La griglia si è estesa a 11 squadre, tra cui si annoverano Audi, BMW, Nissan, DS, Jaguar, Venturi e NIO. A queste si aggiungeranno dalla prossima stagione anche Porsche e Mercedes. analisi formula e

La serie inoltre può vantare un parco piloti di primo livello, con ex personaggi di Formula 1 e alcuni tra i top driver di WEC e DTM.
La crescita della Formula E è visibile anche nella lunghissima lista di città che aspirano ad ospitare una gara del campionato elettrico.

La quinta stagione ha confermato il grande equilibrio e lo spettacolo propri della categoria. Da quando è nata, la Formula E ha sempre visto i titoli venire assegnati solo all’ultimo appuntamento stagionale. La season 5 è stata caratterizzata da nove vincitori diversi su 13 appuntamenti, gare esaltanti spesso decise all’ultimo giro e sette piloti e quattro team in lotta per i titoli prima del finale di stagione a New York.

Una festa per il pubblico

Un altro punto di forza della Formula E attuale è l’offerta per il pubblico. La serie ha da sempre fatto delle gare in città una delle proprie peculiarità, portando lo spettacolo direttamente vicino alle persone. Gli appassionati e i curiosi possono assistere alla giornata di gara a prezzi relativamente modici rispetto a quelli della Formula 1.

Assistere ad una gara di Formula E inoltre è una vera e propria festa per le famiglie e gli appassionati. L’e-village è pieno di servizi interattivi di intrattenimento e si vedono tanti bambini camminare sommersi dai gadget.
Nell’e-village è molto facile incontrare personalmente i protagonisti del campionato, con i piloti che sono disponibili per i tifosi durante le sessioni di autografi. A ciò si aggiunge la sfida ai simulatori, dove i più veloci possono correre direttamente contro i piloti reali del campionato. L’offerta per il pubblico nella season 5 inoltre si è ulteriormente arricchita con la nascita del Jaguar I-Pace Trophy, il campionato di supporto con i suv elettrici della casa inglese.

Permangono le iniziative ambientaliste, urbane e politiche promosse dagli organizzatori del campionato. La promozione della mobilità pulita è da sempre al centro degli interessi di Alejandro Agag, a cui si unisce l’installazione di colonnine di ricarica nelle città ospitanti il campionato, come avvenuto per esempio a Roma. Da non trascurare infine le sessioni di test riservate ai rookie, incentivando in particolare l’impiego di donne al volante come avvenuto dopo l’e-prix di Arabia Saudita.

Foto: Dmove.it

Ancora dei punti da migliorare

D’altro canto, la Formula E presenta ancora numerose criticità.
Alcuni appassionati hanno spesso evidenziato l’eccessivo divario prestazionale con le Formula 1, ma si tratta di un distacco che andrà colmandosi nel tempo col progredire dello sviluppo. analisi formula e
Tuttavia, un grosso limite per le auto attuali è rappresentato dalle gomme Michelin uniche per tutte le condizioni climatiche. Oltre a fornire poco grip sull’asciutto, gli pneumatici Michelin sono apparsi inadeguati sotto la pioggia caduta durante l’e-prix di Parigi. Il passaggio alle gomme slick e wet garantirebbe un grande salto prestazionale per il futuro.

Guardando oltre, sebbene le corse in città siano da sempre state una caratteristica distintiva del campionato, si è notato come alcuni tracciati siano troppo angusti per le vetture attuali, regalando gare con pochi sorpassi. Una di queste è la pista di Montecarlo, dove le Formula E hanno gareggiato su una versione ridotta del già breve layout utilizzato dalle Formula 1. Con l’aumentare delle velocità delle monoposto, il campionato dovrebbe considerare l’ipotesi per il futuro di gareggiare su circuiti cittadini più lunghi e ampi o addirittura di iniziare a correre sugli autodromi tradizionali.

Tuttavia, la più grande criticità emersa durante la season 5 è legata all’organizzazione. Durante gli e-prix di Berna e Parigi vi sono state notevoli difficoltà logistiche per gli addetti ai lavori, tra cui anche giornalisti e fotografi.
Nel corso dell’e-prix di Monaco inoltre è emersa una gravissima lacuna sul fronte sicurezza, con dei commissari in pista e una vettura appesa a una gru a circa 2 metri dalla traiettoria ideale di gara, senza che la gara venisse neutralizzata in alcun modo.
Gli organizzatori dovranno sfruttare i mesi di pausa per riflettere su tali problematiche da migliorare in vista della prossima stagione.

Attack mode e qualifiche: due spunti di riflessione analisi formula e

Vi sono infine alcuni punti che, sebbene non possano essere definiti pienamente come critici, meriterebbero una riflessione.
Il primo riguarda il format delle qualifiche, che prevede che i primi 5 in classifica scendano in pista nel primo gruppo. I protagonisti del campionato quindi si sono spesso lamentati dell’essere stati svantaggiati dalle condizioni di pista peggiori rispetto a quelle trovate dai gruppi successivi. E’ quindi capitato molte volte che i top drivers fossero costretti a partire nelle retrovie.

Foto: Craig Evans

Sebbene il sistema in uso attualmente in F1 a eliminazione progressiva garantirebbe molta più equità, il format della Formula E ha permesso di rimescolare continuamente le carte in tavola, andando a ostacolare i leader in campionato senza dover ricorrere a un balance of performance o alle zavorre. Questo si è tradotto nell’alto numero di vincitori diversi durante la stagione e nell’incertezza della lotta al titolo fino all’ultima gara. analisi formula e

Vi è poi il tema del fanboost e dell’attack mode. La “modalità attacco” introdotta nella season 5 ha indubbiamente regalato tanti sorpassi e una piccola dose di strategia alle gare. D’altra parte, alcuni appassionati hanno spesso espresso la propria contrarietà rispetto a questi aumenti di potenza in gara, che allontanano la Formula E da una visione più tradizionale delle corse.
La season 5 infine ha visto anche l’introduzione della durata di gara pari a 45 minuti. Inizialmente questo ha creato grandi perdite di tempo durante le neutralizzazioni, a cui la federazione ha già annunciato di porre prontamente rimedio a partire dalla prossima stagione. Tuttavia, alcuni piloti continuano a chiedere il ritorno al numero di giri per determinare la distanza di gara. Spetterà di nuovo agli organizzatori decidere sul da farsi.

Lavorare per migliorare

In conclusione, la Formula E si conferma come la serie più in crescita del momento, vantando tanti punti a proprio favore. Agag però non potrà dormire sugli allori, perché rimangono ancora tanti problemi da risolvere, per permettere al campionato e alla mobilità elettrica di diffondersi sempre di più nel mondo. analisi formula e

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Formula E | Test con Mercedes per Nyck de Vries

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Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Ho lavorato nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.

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