Formula E | Lucas Di Grassi spinge per la drag race: “Sarebbe qualcosa di completamente fuori dagli schemi. Su questo la Formula E può battere la Formula 1”

Per Lucas Di Grassi la Formula E dovrebbe adottare un nuovo, rivoluzionario, format per la qualifica. Il brasiliano propone una drag race.

Formula E - Lucas Di Grassi - Qualifica
Foto: Audi

Lucas Di Grassi, primo pilota a credere nel progetto Formula E, ha confessato a Motorsport.com che la serie dovrebbe apportare delle modifiche al tanto discusso format di qualifica. Anche i team la pensano allo stesso modo. Il format dei gruppi di qualifica, per sua natura, tende a svantaggiare i piloti più in alto in classifica. Questo porta l’E-Prix ad essere sempre pieno di colpi di scena, piloti che devono recuperare e altri che cercano di portare punti pesanti a casa. Nonostante le critiche non si può dire che il format non riesca nel suo intento. In questa stagione ci sono 18 piloti su 25 che possono ancora vincere, matematicamente parlando, il titolo mondiale. Di Grassi, campione della Season 3, ha però in mente una rivoluzione per la serie. Una drag race che decida l’ordine di partenza della gara o l’ordine di uscita per la qualifica vera e propria.

Queste le parole del brasiliano:

“Il format attuale è probabilmente il peggiore di tutte le possibilità, quindi deve cambiare. È necessario pensare completamente fuori dagli schemi. La definizione dei gruppi o la definizione della griglia sarà una drag race tenuta una settimana prima dell’evento nella città in cui corriamo. Di cosa abbiamo bisogno per mettere in mostra le vetture? Una rapida accelerazione. Cosa capisce il pubblico? Vede chi arriva per primo, quello è il vincitore. Immaginate di fare un evento una settimana prima: London Bridge, Times Square, San Francisco. Porti la macchina lì e con una batteria al 100%, puoi fare 100 partenze. Immaginate di dover fare una gara di accelerazione, a quattro ruote motrici, 450kWh. L’auto accelererà più velocemente della F1, quindi nessuno può dire che le auto sono lente. Poi usare questo per definire i gruppi per le qualifiche o anche definire la griglia. Sarebbe qualcosa di completamente fuori dagli schemi, che è ciò che la Formula E dovrebbe guardare. Si può fare di notte, con le luci, si può fare in posti dove non si potrebbe mai fare una gara, come davanti a Buckingham Palace. Hai solo bisogno di muri per un certo rettilineo. Sarà una questione di tempo di reazione del pilota e la differenza sarà molto piccola. Dipende dal software, dall’hardware, da quanto si sono riscaldate le gomme, ci sono così tante variabili.


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Il brasiliano ha poi ampiamente criticato il format attuale dichiarando che la Formula E dovrebbe trovare un modo per rendere la qualifica interessante. L’idea della drag race avrebbe inoltre senso anche a livello di marketing visto che i produttori di auto elettriche spingono molto sull’accelerazione, oltre che sull’autonomia.

Nessuno guarda le qualifiche, dobbiamo creare un po’ più di attenzione. Questo è ciò che il futuro della Formula E deve fare. Ha bisogno di creare intrattenimento, qualcosa di semplice da comprendere – non l’Attack Mode, l’uso eccessivo di energia, nessuno capisce davvero l’intero quadro. Ma la possibilità che questo accada è molto bassa, perché la gente ha paura dei grandi cambiamenti. Il marketing per le auto elettriche è lo 0-100km/h. Su questo, la Formula E può battere la Formula 1. Al momento la gente ha l’impressione che le auto di Formula E siano lente, facili da guidare. Cambieremo completamente la percezione, per me sarebbe qualcosa di già positivo”.

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Giada Di Somma

Appassionata di motori da sempre. Studio comunicazione a Roma e spero di poter rendere la mia passione un lavoro.