Formula E | Porsche interessata allo sviluppo della batteria: “Sarebbe ottimo se alcune parti venissero lasciate sviluppabili. Allo stesso tempo va tenuto presente il controllo dei costi”

Porsche punta ad un’apertura dello sviluppo di alcune aree della batteria in Formula E ma il controllo dei costi rimane di vitale importanza.

Formula E - Porsche Batterie - Thomas Laudenbach - Florian Modlinger
Foto: F1inGenerale

Thomas Laudenbach, vice presidente di Porsche Motorsport, in occasione dell’E-Prix di Roma di Formula E, ha avuto la possibilità di precisare, in un evento dove era presente anche F1inGenerale, il punto di vista del marchio tedesco su un’eventuale apertura dello sviluppo delle batterie. In una vettura di Formula E, o comunque in qualsiasi vettura elettrica, la batteria ha una posizione centrale. Al momento nel campionato questa è una parte standard che non può essere sviluppata dai costruttori e viene prodotta, almeno fino alla fine di questa era Gen2, da McLaren Technology. A partire dall’era Gen3 sarà invece compito della Williams Advanced Engineering. Porsche aveva già ventilato precedentemente un’apertura verso una sorta di sviluppo libero della batteria. Alla casa tedesca aveva risposto il team NIO333, tramite il responsabile tecnico Duncan Laycock e il team principal Russell O’Hagan. Entrambi avevano fatto presente come permettere lo sviluppo di questo componente porterebbe ad un elevato aumento dei costi. Questo da un costruttore come Porsche sarebbe gestibile ma per un team come NIO333 sarebbe insostenibile e richiederebbe un aiuto maggiore da parte della casa cinese. Allo stesso tempo però anche Thomas Laudenbach ha sottolineato come controllare i costi sia di vitale importanza. Un’apertura totale sarebbe di sicuro insostenibile. Porsche comunque, così come altri team legati ad un costruttore, avrebbe un vantaggio per quanto riguarda il settore delle auto stradali. L’esperienza fatta in Formula E per molti è vitale perché può essere riportata sui modelli stradali, se quindi si potesse iniziare a sviluppare la batteria ne gioverebbe anche quell’area.


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L’importanza della Formula E per le auto stradali

“Sappiamo che stiamo già facendo molto. L’unica cosa è cercare di spiegarlo, non è come sviluppare un pezzo e poi riportarlo nelle auto stradali. Questo non succede. Capisci come portare le cose al limite, non importa che sia il sistema di raffreddamento, l’inverter o il software dell’inverter. Impari molte cose. Porsche ha una cosa unica, il dipartimento che si occupa del motorsport è insieme a quello di ricerca e sviluppo. Questo ci rende appunto unici e sappiamo che ci sarà uno scambio di conoscenze così facendo. Questo è esattamente come le cose che impariamo, che scopriamo, vengono trasferite nelle auto stradali. Non importa se sia il sistema di raffreddamento, e non posso dire di più su questo. Posso dire, senza andare nei dettagli, che il modo in cui raffreddiamo il nostro powertrain un giorno sarà anche sulle stradali. Questa è una delle cose ma è molto di più. È la metodologia, il software.”

Aprire lo sviluppo delle batterie ma tenendo presente il controllo dei costi

“Abbiamo discusso della batteria molte volte. Ci piacerebbe vedere alcune aree della batteria aperte allo sviluppo. Non vogliamo la batteria totalmente sviluppabile perché questo farebbe esplodere i costi ma è chiaro che se parliamo della batteria dei veicoli elettrici dobbiamo riconoscere che è una delle parti più importanti. Sarebbe ottimo se alcune parti venissero lasciate sviluppabili, questo è qualcosa che supportiamo decisamente. Ma allo stesso tempo va tenuto presente il controllo dei costi perché da ingegnere direi di darmi abbastanza budget e di farmi lavorare. Ma invece dobbiamo tenerlo presente. Allo stesso tempo vorremmo avere una sorta di libertà tecnologica, se c’è qualche possibilità di scambio bisogna dargli uno sguardo. Ma la batteria è sicuramente un’area dove vorremmo guardare”. Laudenbach ha poi continuato. “Siamo aperti a molte cose ma devono essere rilevanti, questo è chiaro. Non siamo a favore di aprire lo sviluppo di aree che sono comuni in tutte le serie, come l’aereodinamica. Perché la Formula E pensa sempre a aree specifiche degli EV. Quindi siamo aperti a tutto purché si rimanga con questo focus.”

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Giada Di Somma

Appassionata di motori da sempre. Studio comunicazione a Roma e spero di poter rendere la mia passione un lavoro.