Formula E | Porsche, Laudenbach: “Vorremmo che, in modo controllato, si aprisse la libertà di sviluppo nella batteria”

Porsche ritiene che la Formula E dovrebbe iniziare a valutare la possibilità di aprire lo sviluppo della batteria.

Formula E Berlino E-Prix - Porsche
Foto: Porsche Formula E

Porsche, impegnata in Formula E dalla Season 6, ritiene che la serie dovrebbe iniziare a pensare di liberare, in modo non completo, lo sviluppo della batteria. Al momento il compito di svilupparle è assegnato ad un costruttore unico. Per la Gen1 il lavoro è andato alla Williams Advanced Engineering, che tornerà a svolgere questo ruolo con la Gen3, e per la Gen2 alla McLaren Applied Technologies. I costruttori non hanno quindi mai potuto sviluppare in alcun modo il gruppo batteria ma Porsche ritiene che sia arrivato il momento di lasciare un po’ più di libertà. La casa tedesca si rende comunque conto che un’apertura totale potrebbe essere rischiosa, porterebbe un ingente aumento dei costi, ma se avvenisse in modo controllato si potrebbe evitare questo rischio. Intanto per la questione costi la Formula E ha redatto due nuovi regolamenti finanziari che avranno validità dal 1° Ottobre 2022.


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Thomas Laudenbach, responsabile Porsche Motorsport, ha dichiarato a Motorsport:

Per ragioni di costo, non hanno voluto concedere lo sviluppo della batteria ai costruttori, cosa che dobbiamo accettare. Dall’altra parte, la batteria è quella a cui guardare in futuro. Abbiamo già avuto dei colloqui. Anche in modo controllato, vorremmo che la batteria in qualche modo sia aperta allo sviluppo dei produttori. Lasciarla libera non è la strada giusta. Quello che non vogliamo è che qualcuno spenda una fortuna perché ha dietro un produttore di auto stradali, questo ucciderebbe i piccoli team. La cella può essere standard ma il resto libero, entro certe condizioni limite. Vorremmo che, in modo controllato, si aprisse la libertà di sviluppo nella batteria. Non sto dando la colpa all’organizzazione della Formula E perché è una cosa difficile da fare. Stiamo parlando con loro e penso che arriverà”.

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Giada Di Somma

Appassionata di motori da sempre. Studio comunicazione a Roma e spero di poter rendere la mia passione un lavoro.