Formula E | Quinta stagione momento della verità per l’elettrico nel motorsport

La quinta stagione di Formula E, che prenderà il via il prossimo 15 Dicembre presso il circuito cittadino di Ad Diriyah (Arabia Saudita), sembra arrivata alla resa dei conti con il resto del mondo del motorsport: i 13 circuiti cittadini palcoscenico degli eprix della stagione 2018/2019 saranno infatti il banco di prova per comprendere il potenziale delle monoposto della Gen2. Ciò che sembra prospettarsi all’orizzonte è una sfida sempre più ravvicinata a livello prestazionale con la Formula Uno. Oltre a un non più impossibile ingresso negli autodromi.

Foto: fiaformulae.com

Monoposto più competitive

Il notevole sviluppo tecnico che ha interessato l’ultima generazione (Gen2) delle monoposto di Formula E è ormai noto: la batteria delle nuove vetture avrà il doppio dell’autonomia, evitando così i pit stop con cambio di monoposto che hanno interessato le scorse stagioni.

E’ diminuito anche il tempo di accelerazione da 0 a 100 kmh, velocità che le nuove Gen2 raggiungono in 2,8s. Sebbene siano lontane dai tempi della Formula Uno ( intorno agli 1,7s), la seconda generazione lascia ben sperare in ambito prestazionale.

Verso la F1 …

L’aumentata competività delle monoposto elettriche guarda ovviamente da lontano al mostro sacro delle corse automobilistiche, la Formula 1.

Come ha affermato in un’intervista a Reuters Alejandro Agag, CEO della Formula E:

Le macchine elettriche stanno diventando sempre più veloci. Stiamo ora andando verso l’utilizzo di batterie più piccole con la stessa quantità di carica, e verso la possibilità di avere due o tre pit stop per la ricarica ultra veloce delle batterie nella terza generazione.

Questo vorrà dire meno peso, più potenza, e dunque molta più prestazione. E penso che la generazione quattro o cinque delle monoposto di Formula E potrebbe essere allo stesso livello delle vetture odierne di Formula Uno.”

… e verso gli autodromi.

Un’altra prospettiva emersa sempre dalle parole di Agag è la possibilità, a suo avviso sempre più concreta, di poter un giorno vedere le vetture di Formula E affrontare i cordoli dei veri templi della competizione automobilistica, gli autodromi.

Questo permetterebbe certamente alle monoposto di esprimere in pieno il loro valore prestazionale, in parte forse ancora compromesso dalla necessità di limitare la competizione ai circuiti cittadini.

Agag si è così espresso in merito: “Penso che, una volta ottenuto un buon livello di prestazione, avremo bisogno di un “laboratorio” che permetta alle macchine elettriche di andare al limite.

E quale laboratorio potrebbe essere migliore di un autodromo?

Tuttavia “allo stesso tempo“, ha continuato Agag, “correre nelle città è parte del nostro DNA. Potrebbe però darsi una situazione ibrida, nella quale mantenere corse in città e in cui aggiungere quattro o cinque gare nei circuiti, per permettere alle vetture di esprimere a pieno la loro competitività.

E il futuro?

Se, alla luce di quanto finora esposto,  Formula E e Formula 1 sono destinate, in un futuro più o meno prossimo, ad intrecciare le loro strade, cosa riserverà il tempo alle due categorie?

Agag, così come i più fervidi sostenitori della serie elettrica, è convinto che la Formula E sia destinata a diventare “il più importante sport automobilistico“, ma è anche dell’avviso che “la Formula Uno non deve essere assolutamente preoccupata dalla Formula E. I nostri rivali sono il tennis, il golf, il calcio. Gli altri sport. Più la Formula Uno fa meglio ora, più la Formula E farà meglio in futuro. E viceversa.

Foto: formulae.com
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