Formula E | Il nuovo regolamento non piace ai campioni?

Come più volte ripetuto alla vigilia di questa Stagione 5 del campionato di Formula E, tantissime sono le novità introdotte, a partire dalla splendida vettura Gen2. Formula E regolamento

In questi giorni che precedono l’appuntamento di Ad Diriyah, i piloti esprimono le loro opinioni sui grandi cambiamenti che li vedranno protagonisti nel prossimo anno. Le dichiarazioni di due campioni assoluti della categoria, Lucas Di Grassi e Jean-Eric Vergne, hanno suscitato più clamore di altre. Sentiamo cosa hanno da dire le due stelle di Audi e Techeetah su Attack Mode e durata della gara. Formula E regolamento

Di Grassi: “Serve più varietà con l’Attack Mode” Formula E regolamento

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ABT Schaeffler Audi Sport

Il pilota brasiliano, che nella terza stagione ha conquistato il titolo con Audi, renderebbe le gare ancora più spettacolari. L’Attack Mode, infatti, prevede una semplice deviazione dalla traiettoria ideale per accumulare ben 25 kW di potenza aggiuntivi. Di Grassi, in un’intervista per e-racing365.com, ha dichiarato che si potrebbe fare di meglio.

In molti circuiti, come Berlino, ci potrebbe essere spazio per immaginare una curva fuori pista dove andare a raccogliere questi 25 kW. Un po’ come il joker corner nel Rallycross. Dovresti andare proprio fuori dal circuito per guadagnare un po’ di vantaggio. Perdi sicuramente un sacco di posizioni, ma la potenza è abbastanza per recuperarle tutte e perfino avanzare. Sarebbe davvero splendido anche per gli spettatori.

 




Vergne teme “gare noiose” Formula E regolamento

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Sam Bagnall/Formula E

Non è Di Grassi il solo ad aver avanzato proposte finora inascoltate. Il pilota francese, campione uscente e notoriamente affilato nell’uso delle parole, crede che il limite di tempo e la mancanza di pit stop rischino di snaturare la competizione. Queste le sue parole a cuore aperto in un’intervista per racefans.net. Formula E regolamento

I 45 minuti porteranno un sacco di strategie variegate e interessanti. Io ho una sola preoccupazione, che però è piuttosto importante. Se c’è un lungo periodo di Safety Car e si risparmia batteria, dopo la corsa diventa praticamente “a tavoletta”. E non è questo il DNA del nostro campionato. Non lo dico perché porti un vantaggio o uno svantaggio a me, lo dico perché penso che lo spettacolo ne risenta. Spero vivamente di sbagliarmi, ma in Formula E ci sono incidenti ad ogni singola gara, quindi la Safety Car si può considerare una certezza più che un’eventualità. Ho fatto presente questi dubbi, ma sono rimasto completamente inascoltato. L’unica cosa su cui tutti i piloti sono d’accordo, però, è che speriamo che la tecnologia non assuma un peso troppo importante anche qui. Se la differenza si fa troppo accentuata, arriviamo al dominio di un solo team come in Formula 1. E rischiamo davvero di perdere pubblico.

Preoccupazioni sicuramente ragionevoli, quelle dei due piloti, Non ci resta che attendere le prime dimostrazioni del nuovo regolamento, questo weekend in Arabia Saudita, per scoprire che direzione prenderà la Formula E in futuro.

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, appassionata di motori sin da bambina. Studio Giurisprudenza e nel tempo libero commento e analizzo Formula 1, Formula E e WEC sul blog Instagram @theracingchick.