Formula E | Come le batterie hanno rovinato la gara di Santiago

La gara di Santiago, oltre ad averci regalato di nuovo spettacolo, ha fatto registrare un record. La temperatura massima della giornata, raggiunta nel pomeriggio, ha toccato i 39 gradi centigradi. Il sabato più caldo di sempre nella storia della Formula E ha influenzato negativamente l’esito della gara: vediamo cosa è successo. Formula E Santiago

DS Techeetah FE

I limiti della Gen2 Formula E Santiago

La Stagione 5 ha introdotto, come ormai tutti sappiamo, la ben più efficiente Gen2. Le nuove vetture sono tuttavia ancora equipaggiate dalle batterie della McLaren Applied Technologies. Qualunque batteria, perfino quella utilizzata in Formula E, ha una temperatura di utilizzo ideale e una massima. Le batterie montate sulle Gen1 raggiungevano il punto di surriscaldamento ad appena 55 gradi centigradi: McLaren si è data da fare e, per le nuove macchine, ha alzato questa soglia a ben 72 gradi centigradi. Tuttavia, la combinazione di alte temperature dell’aria, alte temperature dell’asfalto (intorno ai 50 gradi) e passo serrato (caratteristico della Formula E e in generale dei circuiti cittadini) ha fatto sì che questa temperatura venisse effettivamente raggiunta. In particolare, le operazioni che di più surriscaldano la batteria sono l’attack mode (per ovvi motivi) e la fase di frenata rigenerativa.

Esempio lampante a dimostrazione che ciò è effettivamente accaduto sono gli ultimi giri di Pascal Wehrlein e André Lotterer. Wehrlein, infatti, che aveva inseguito Bird per tutta la durata della gara, agli ultimi giri ha messo più distanza fra sé e la vettura Virgin per consentire una maggiore presa d’aria alla batteria, che dava segni di cedimento. La sorte peggiore l’ha poi avuta Lotterer. Tentando di utilizzare l’attack mode ha definitivamente surriscaldato, e quindi degradato, la sua batteria, perdendo 20 secondi a giro.


Il problema pneumatici

Tutti sappiamo che gli pneumatici Michelin in uso in Formula E sono molto simili agli stradali. Battistrada scanalato e durevolezza li caratterizzano, al punto che non sono previsti né cambi gomme né pneumatici per la pioggia. Tuttavia, anche gomme resistenti come quelle Michelin subiscono un inevitabile degrado se sottoposte a queste temperature, a queste velocità, per così tanto tempo. La gestione pneumatici non era mai stata un problema nella categoria elettrica: prima grazie ai car swap, poi grazie alla durata tutto sommato ridotta della gara. Tuttavia, le condizioni in cui si è corso l’E-Prix di Santiago hanno fatto affiorare, seppur con portata limitata, questo problema.

Paradossalmente, pneumatici e gomme non sono stati gli unici elementi a subire un pesante degrado ieri! La superficie su cui si è corsa la gara all’interno del Parque O’Higgins, infatti, era mista e decisamente non ideale per le competizioni motoristiche. Più volte abbiamo visto le vetture sobbalzare in gara e slittare in qualifica, prima che il tracciato fosse ben gommato. Solo una parte del percorso complessivo, infatti, era in asfalto: per il resto, visibilmente, si trattava di cemento. Questo cemento, evidentemente non adatto a sostenere determinate condizioni di guida e passaggio, ha iniziato a cedere e degradarsi negli ultimi giri della gara, come testimoniato anche dai piloti.

C’è da preoccuparsi? Formula E Santiago

La risposta, ad ora, sembra negativa. Santiago sarà infatti molto probabilmente un unicum in questa stagione, considerando sia le date che le località delle prossime gare in programma. Tuttavia, probabilmente la tappa cilena spingerà i team a elaborare delle strategie di risposta ai possibili problemi di surriscaldamento da cui nessuno, considerando le restrizioni sul bodywork cooling e il fornitore unico di batteria, può dirsi esente.

Pagelle Santiago ePrix | Ritorni di fiamma

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Classe 1997, appassionata di motori sin da bambina. Studio Giurisprudenza e nel tempo libero commento e analizzo Formula 1, Formula E e WEC sul blog Instagram @theracingchick.

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