Formula E | Sviluppo delle batterie da parte dei costruttori, NIO: “Ipotesi entusiasmante, ma creerebbe divario tra i team”

Le batterie rappresentano una parte fondamentale di una vettura di Formula E e sono un componente standard per tutti i team. Ma se fossero sviluppati da ciascun costruttore, quale sarebbe l’impatto sul mondiale?

Formula e batterie sviluppo
Retrotreno di una vettura di Formula E, Photo: Alessandro P per F1inGenerale

Come funziona una batteria di un’auto elettrica?

Una vettura di Formula E, come una vettura elettrica stradale, vede nelle batterie un componente vitale per il suo corretto funzionamento per lo sviluppo di corrente elettrica. Mediante delle reazioni chimiche all’interno della cella, si ha il passaggio degli ioni dal polo positivo (Anodo) al polo negativo (Catodo) generando corrente elettrica. Tale corrente viene utilizzata per alimentare il motore e trasferire trazione alle ruote.

Componente standard per abbattere i costi.

In Formula E le batterie sono fornite a tutti i team da McLaren mentre per le vetture di GEN3 sarà la Williams a prendere il posto,  come nella prima stagione. I team possono lavorare sul powertrain e sul software di gestione della batteria. In tal modo si va a lavorare sull’efficienza del powertrain, il che si traduce in una gestione della carica residua.

Questo quindi permette ai team di ridurre i costi per lo sviluppo in casa delle batterie e la Formula E ha introdotto un freno agli sviluppo di 25 milioni di euro per due stagioni. Non tutti però sono convinti che avere un componente standard possa abbattere le spese; infatti il capo di Porsche Thomas Laudenbach vorrebbe una apertura da parte della FIA e della Formula E nel lasciare la sola cella standard e permettere lo sviluppo ai team.

 


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Sviluppo in casa delle batterie, quali sarebbero le conseguenze per la Formula E?

Il responsabile tecnico di NIO 333 Formula E Team Duncan Laycock approva la scelta della Formula E del componente standard per tutti.

“Al momento credo che sia la scelta migliore. Noi siamo un piccolo team e, qualora fossimo costretti allo sviluppo delle batterie, dovremmo coinvolgere NIO. Porsche invece può sfruttare lo sviluppo della Formula E sulla vasta gamma di auto stradali. Quindi sarebbe un cambiamento radicale sia tecnico ma soprattutto commerciale. Inoltre molti costruttori hanno già delle partnership con vari produttori di batterie.”

Da parte di NIO si è espresso anche Russell O’Hagan, team principal del team il quale pone l’attenzione sui risvolti economici:

“Con lo sviluppo delle batterie credo che solo quattro o cinque costruttori potrebbero gareggiare. Quindi il mondiale non sarebbe più sostenibile con divari enormi tra i team. Ovvio che se si vuol far diventare la Formula E una Formula 1 elettrica, chiaramente bisogna andare verso uno sviluppo aperto su ciascun componente.”

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