Formula E | Valencia E-Prix – Perché i piloti sono rimasti senza energia?

Gli ultimi giri dell’E-Prix di Valencia di Formula E ci hanno ricordato quanto la gestione dell’energia sia importante nella serie.

Formula E - da Costa - Techeetah
Foto: DS Techeetah Twitter

Sappiamo quanto una buona gestione dell’energia in Formula E sia importante e a Valencia ne abbiamo avuto la conferma. L’E-Prix, decisamente movimentato viste le quattro Safety Car, ha avuto un finale inimmaginabile. Solo 12 piloti su 24 sono arrivati al traguardo con alcuni di questi ancora sotto investigazione.

Ma cosa è successo?

A 5:38 minuti dal termine André Lotterer finisce nella ghiaia e la FIA fa uscire, per la quarta volta, la Safety Car. A quel punto, come normale che sia, tutte le auto si ricompattano dietro la vettura di sicurezza nell’attesa che la Porsche del tedesco venga rimossa. Ora, in Formula E esiste una regola, la stessa che aveva portato alla squalifica di Nato nella seconda gara di Roma. Secondo il punto 37.9 del regolamento sportivo, per ogni minuto di Full Course Yellow o di Safety Car deve essere sottratto 1 kWh. A 1:27 minuti la FIA comunica che la Safety Car rientrerà alla fine del giro. A quasi 20 secondi dalla fine esce invece la comunicazione che, per questo periodo di Safety Car devono essere scalati 5 kWh, per un totale di 19 kWh, calcolando tutte le SC precedenti. Ricordiamo che la capacità di una batteria è di 52kWh, ciò significa che più di ¼ è stato sottratto per regolamento.

. Formula E Valencia energia

Appena da Costa passa sul traguardo, vediamo la grafica cambiare mostrando la nuova energia residua di ogni pilota. Il portoghese passa da un 18% ad un 5%, i piloti dietro di lui invece tutti tra 4% e 8%, esclusi Nato e Muller che passano rispettivamente al 2% e al 9%. L’energia è quindi sufficiente a, quasi tutti, per completare un solo giro di gara. Infatti, abbiamo visto come i piloti consumassero mediamente un 4-5% per giro.

Ed è qui che la gara cambia. Abbiamo detto infatti che con quell’energia residua i piloti avrebbero potuto completare solo un giro ma da Costa passa il traguardo quando il tempo non è ancora arrivato alla fine. Ciò significa che mancano ancora due giri, non uno solo. In Formula E abbiamo già visto come i piloti rallentassero per evitare di fare un giro in più ed è stato molto strano non vedere da Costa fare la stessa cosa. Nel momento in cui il campione in carica passa il traguardo a 0:15 secondi dal termine firma la sua condanna. Con un solo 5% di energia residua sarà impossibile per lui, e per i piloti nella stessa situazione, completare i due giri di corsa rimanenti tenendo il ritmo di gara. Da Costa arriva infatti all’ultimo giro con 1% rimanente.

Quello che è successo quindi è stato soltanto un errore di valutazione. Errore che può essere però perfettamente compreso. Le cinque Safety Car, il fatto che da Costa non abbia tagliato il traguardo alla scadenza del tempo e il pochissimo tempo trascorso tra l’ultima SC e la fine della corsa hanno reso estremamente complicato il lavoro degli ingegneri. Una serie di sfortunati eventi.

Qualcosa deve cambiare?

Per da Costa, sì. Alla fine della corsa il portoghese ha chiesto dei cambiamenti alla regola attuale per evitare che una situazione come questa di Valencia possa ripetersi. La regola della riduzione di energia sotto Full Course Yellow e Safety Car non è stata introdotta in questa stagione ma nella 2019/20, la Season 6. Questa è stata fortemente voluta dai team e dai piloti per evitare che la gestione dell’energia smettesse di avere importanza. Infatti, è capitato molto spesso che la Safety Car permettesse ai piloti di poter quasi smettere di gestire e concludere la gara senza preoccupazioni. Era stata introdotta quindi per evitare che le gare diventassero meno imprevedibili. Vedremo se dopo gli ultimi giri di oggi la FIA apporterà dei cambiamenti.

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Giada Di Somma

Appassionata di motori da sempre. Studio comunicazione a Roma e spero di poter rendere la mia passione un lavoro.