Formula Student: la palestra per gli ingegneri di Formula 1

Non solo Formula 2 e Formula 3: esiste un campionato propedeutico anche per i futuri ingegneri di Formula 1. E’ la Formula Student, dove le soluzioni tecniche più innovative e originali si fondono con lo spirito romantico degno degli anni d’oro della Formula 1.

Foto: AMZ Zurich

La Formula Student è un campionato dove ogni anno le squadre delle università di tutto il mondo si sfidano con le monoposto progettate e costruite direttamente dagli studenti.
Per regolamento il team è composto esclusivamente dagli studenti dell’ateneo di rappresentanza. Ogni anno sono loro a doversi occupare della progettazione, realizzazione e gestione di una monoposto da corsa.
Non sono rari i casi di ragazzi che si trovano a fare contemporaneamente il progettista, il meccanico e il pilota.

Al campionato prendono parte ogni anni circa 700 università di tutto il mondo,  divise in tre categorie: combustion, riservata alle tradizionali macchine con motore a combustione; elettriche e driverless, per quelle a guida autonoma.
Lo svolgimento del campionato è simile a quello del circuito internazionale di tennis: vi sono una serie di gare in tutto il mondo a cui i team possono partecipare. Le gare sono organizzate sui circuiti più prestigiosi  del mondo quali Hockeneim, Barcellona, Spielberg o Silverstone. A fine stagione, sulla base del numero di gare a cui si è preso parte e dei risultati ottenuti viene stilato un ranking mondiale.

Foto: Rennteam Stuttgart

IL WEEKEND DI GARA

Il weekend di gara è suddiviso in tre fasi: ispezioni tecniche, prove statiche e prove dinamiche.
Le “tech inspection” servono ai giudici per controllare che la vettura rispetti ogni singola voce del regolamento, garantendo così la sicurezza dei piloti. Non è una fase scontata, in quanto spesso il team è costretto a tornare al box e modificare la macchina a tempo di record per assecondare le obiezioni dei giudici. Spesso il 50% dei team iscritti a una gara non partecipa alle prove dinamiche per non aver passato le ispezioni tecniche! Non mancano poi i controlli in regime di parco chiuso, dove un’inadempienza al regolamento comporta la squalifica  dall’evento.

Nelle prove statiche i membri del team illustrano ai giudici la vettura dal punto di vista economico, imprenditoriale e progettuale, ricevendo un punteggio proporzionale alla loro prova.

Infine per chi ha superato le verifiche tecniche vi sono le prove dinamiche in pista. Per motivi di sicurezza ed economici, in quanto il budget ridotto non permetterebbe di riparare la vettura in seguito a un incidente, le macchine si sfidano a tempo su percorsi a coni.
Le prove consistono in:

  • Acceleration, un’accelerazione di 75 metri;
  • Skidpad, basata su un percorso a 8;
  • Autocross, il giro secco da qualifica;
  • Endurance, la prova da 22 km con cambio pilota.

 

Foto: Formula Student Spain

Sulla base dei risultati delle singole prove vengono assegnati altri punti, tenendo in conto anche un punteggio sull’efficienza attribuito durante la prova di endurance.
La somma dei punteggi di tutte le prove statiche e dinamiche determina la classifica finale della gara.

 

LE VETTURE

Ad un primo sguardo le piccole monoposto di Formula Student potrebbero sembrare estremamente semplici, ma la realtà è ben più complessa di quanto sembri.
Le dimensioni ridotte e le prestazioni limitate sono dovute al fatto che le monoposto sono progettate per competere su tracciati estremamente tortuosi  e delimitati dai coni.

Ecco quindi che sebbene le velocità non superino i 150 km/h e la potenza sia limitata agli 80 kW, dall’altra parte posseggono una reattività estrema nei cambi di direzione e un’accelerazione mostruosa. E’ sufficiente guardare l’on board del team TU Fast di Monaco durante l’Autocross di Barcellona per farsi un’idea.

Il regolamento non prevede un peso minimo, motivo per cui alcuni team più competitivi sono riusciti a spingersi fino a 150 kg di peso, garantendo quindi un rapporto peso potenza molto basso.
In questo modo  il team AMZ di Zurigo, campione del mondo della categoria elettrica, è riuscito a stabilire il primato mondiale di accelerazione: da 0-100 km/h in 1,513 secondi!

Contrariamente alle stringenti limitazioni della Formula 1, il regolamento della Formula Student permette di spaziare con la creatività e di conseguenza di vedere alle gare monoposto molto diverse tra di loro, sulla base delle disponibilità economiche e delle scelte progettuali.
Si va da macchine con il telaio tubulare a quelle in fibra di carbonio, da quelle senza pacchetto aerodinamico ad altre con l’aerodinamica attiva,;dalla scelta o meno di utilizzare il turbo nelle combustion fino a svariate configurazioni possibili sul numero e sulla disposizione dei motori nelle vetture elettriche.
Non mancano poi i colpi di genio, come le “Unsprung wings”, ossia gli alettoni attaccati direttamente allo schema sospensivo per cambiare automaticamente incidenza in curva!

Foto: TU Graz Racing Team

La competizione non vede coinvolte solo le università, in quanto alcuni dei team più prestigiosi sono supportati da grandi colossi industriali.
Sembra di assistere a una seconda Formula 1 quando scendono in pista la vettura di Stoccarda sponsorizzata Mercedes, il team di Graz con livrea Red Bull o la macchina rossa di Torino targata FCA.

 

IL FASCINO DELLA FORMULA STUDENT

Il fascino della Formula Student non risiede solo nella tecnologia e nelle soluzioni tecniche non visibili altrove.
Assistere a un weekend di gara è come rivivere l’atmosfera romantica della Formula 1 degli anni ’60-’70.
Se da una parte si vedono squadre che dispongono di un camion personale di squadra e budget faraonici, dall’altra vi sono anche team che con un furgone a noleggio;e pochissimo a loro disposizione riescono comunque a gareggiare, ottenendo anche dei buoni risultati.
L’atmosfera che si respira nel paddock è intrisa di cordialità,;in quanto i vari team si aiutano a vicenda qualora qualcuno necessitasse di un pezzo o un attrezzo da lui sprovvisto. Infine una volta terminata la gara si festeggia tutti insieme, chiaro esempio di come la competizione possa anche unire oltre che dividere.

I TEAM ITALIANI

Anche l’Italia organizza il proprio evento, ed è la Formula SAE Italy sul circuito di Varano de’ Melegari.
Il nostro paese può contare su numerose squadre che tentano di arginare lo strapotere degli atenei tedeschi. Per citarne alcuni ci sono Padova, Bologna, Trento, Milano, Torino, Brescia, Modena, Parma, Roma, Calabria, Napoli, Bari, Salento, Perugia e Marche.

Foto: Squadra Corse Polito

Chiunque può provare a entrare in un team di Formula Student: basta essere iscritti a una delle università che partecipano al campionato e presentare la propria candidatura.
La speranza per questi giovani studenti è che un giorno possano progettare anche una vettura di Formula 1.

Formula Student: la palestra per gli ingegneri di Formula 1
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Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Lavoro nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.