Giovinazzi è un pilota sottovalutato

Nel corso della due giorni di test a Montmelò, Antonio Giovinazzi ha guidato sia per la Sauber (il martedì) che per la Ferrari (il Mercoledì), fornendo prestazioni convincenti senza commettere errori.

Il vice campione di GP2 del 2016, al momento, è terzo pilota della Ferrari e lavora per il team di Maranello al simulatore.

Il suo lavoro, l’anno scorso, è stato determinante per risolvere problemi di bilanciamento che le SF70H di Vettel e di Raikkonen avevano in prove libere o in qualifica.

Foto Ferrari

Il pilota italiano viene tanto sottovalutato da molti appassionati, specialmente da quando ha commesso quegli errori in Cina, lo scorso anno sia in qualifica che in gara.

In quell’occasione Giovinazzi ha dovuto sostituire all’ultimo Pascal Wehrlein, il quale ancora non aveva superato l’infortunio accusato durante la Race of Champions.

Non è semplice, in quelle circostanze, adattarsi alla macchina costruita su un diverso pilota; inoltre non è facile comprendere il limite della monoposto.

Quell’occasione sarebbe potuta essere un trampolino di lancio dell’italiano; infatti se avesse ottenuto un buona prestazione, Giovinazzi avrebbe avuto una stagione ben diversa.

La tensione e il voler fare bene sono stati due fattori che hanno inciso negativamente sulla prestazione di Giovinazzi durante quel fine settimana. Di fatti il pilota italiano andò a muro con la sua Sauber sia in qualifica che in gara.

Aggiungiamo, inoltre, che la Sauber del 2017 era molto difficile da guidare e da gestire, e le condizioni della pista non erano certamente ottimali, poiché era abbastanza umida. Per i piloti ben più esperti di Formula;1 una situazione del genere non è mai semplice da gestire, perché è molto semplice perdere aderenza e andare a muro.

Nonostante gli errori di inesperienza, Giovinazzi ha svolto un lavoro egregio sulla Sauber, anche se il suo rendimento non è stato apprezzato dai dirigenti del team elvetico.

Questo è evidente col proseguo della scorsa stagione, poiché l’italiano ha potuto solo partecipare con il team Haas ad alcune prove libere, senza neanche poter mai utilizzare le gomme più prestazionali.

In tutta questa situazione, però, bisogna sottolineare la positività di Giovinazzi, poiché era consapevole che tutte quelle prove libere gli sarebbero state utili come esperienza futura.

Questa esperienza si è proprio vista durante i test a Montmelò, specialmente con la Ferrari. Il pilota italiano ha concluso la sessione a soli 68 millesimi da Bottas, anche se il suo giro è stato fatto con una mescola di vantaggio;(HyperSoft contro SuperSoft).

Ma perché ancora non ha trovato posto nei sedili ufficiali?

Come ben noto agli “addetti ai lavori”, per salire su un sedile ufficiale di F1 sono necessari gli sponsors.

Per tutto l’inverno, Giovinazzi è stato molto vicino ad ottenere un sedile in Sauber.

Questa ipotesi era stata rafforzata da quando c’è stata la decisione della partnership tra Sauber ed Alfa;Romeo, inoltre Ferrari ha deciso di dare al team elvetico i motori della stagioni in corso, e non di quelli della stagione precedente.

Alla fine, però, il compagno di Charles Leclerc è Marcus Ericsson, poiché porta tanti sponsor.

Situazione molto simile era quella di Pascal Wehrlein, poiché lui è dovuto andare via dal circus per tornare in DTM,;perché per la sua riconferma ci volevano 15 milioni di euro.

Si puo’ così intuire come nei team piccoli, alle volte prevalgano i piloti sponsorizzati rispetto a quelli talentuosi, e questo è un’errore grosso per uno sport che incentiva il talento.

Credo però che Giovinazzi si sia tolto diversi sassolini dalle scarpe in questi test, specialmente verso coloro che non l’hanno preso a tempo debito.

 

 

 

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Nicoletta Floris

***NON COLLABORA PIÙ CON F1inGenerale*** Studentessa di economia appassionata al mondo del motorsport (specialmente Formula 1 e MotoGP). Blogger della pagina Instagram (laragazzadelmotorsport).