Gli autodromi abbandonati

Autodromi abbandonati non sono solo pezzi d’asfalto sparsi in giro per il mondo, ma luoghi mistici che hanno ancora una storia da raccontare. E da conoscere.

L’autodromo è il luogo di culto di ogni appassionato di motori, parco giochi per bambini e adulti di ogni età. Dai gloriosi palcoscenici mondiali fino a piccoli autodromi abbandonati in provincia, il destino che li colpisce è talvolta il medesimo e perfido.

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Autodromo di Morano sul Po

Autodromi abbandonati
foto: nise.org

L’autodromo di Morano sul Po si trova in provincia di Alessandria. La costruzione risale all’inizio degli anni ’70 ed è lungo complessivamente 2460 metri. Già dall’inaugurazione ebbe grande risonanza, grazie all’esibizione di Arturo Merzario a bordo della Ferrari con la quale disputò il mondiale di Formula 1 del 1971. Autodromi abbandonati. Autodromi abbandonati
La storia del circuito però, sarà piuttosto breve. Quattro stagioni motoristiche di medio livello, con diversi campionati nazionali italiani e svizzeri.

Le proteste degli abitanti della zona per i rumori si fecero via via sempre più insistenti, costringendo i gestori a chiudere definitivamente il circuito già nel 1978. Oggi rimane solo un luogo abbandonato a se stesso e sommerso dalla vegetazione, idoneo più per un set fotografico wild che per corse automobilistiche.

Valencia Street Circuit

Il progetto di un circuito cittadino per portare la Formula 1 a Valencia risale al 2007. La prima edizione del GP si disputa già l’anno successivo. Il tracciato si caratterizzava per le tante curve, ben 25, e l’attraversamento di un ponte mobile.

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Nel 2012, nonostante un contratto valido anche per le successive due stagioni, si disputò l’ultima edizione del Gran Premio d’Europa a Valencia. Le perdite economiche derivanti dall’organizzazione della gara si stimano in 38 milioni di euro annui. L’amministrazione della città decise così di rinunciare al circus. Da quel momento, il tracciato è caduto in abbandono, dato che parte delle strade sono inutilizzate per la viabilità ordinaria. Ciò che rimane del circuito che fu, dai cordoli alle barriere, è frequentemente oggetto di atti di vandalismo.

Autodromo internazionale di Siracusa

autodromi abbandonati
fonte: siracusaoggi.it

Dal 1951 e per sedici edizioni totali si disputò nella città siciliana il Gran Premio di Siracusa di Formula 1, non valido per il mondiale. Il tracciato, non permanente, nel corso del tempo divenne obsoleto e venne sostituito da un circuito permanente di nuova costruzione. L’ Autodromo Internazionale di Siracusa è stato praticamento ultimato, salvo alcune strutture e rifiniture necessarie ad accogliere gare di livello internazionale. Oggi versa in uno stato di abbandono ed è utilizzato come deposito di pneumatici, che ne fanno luogo di frequenti atti di vandalismo.

Rouen – Les Essarts

Il tracciato francese, situato nell’Alta Normandia, venne inaugurato nel 1950. Fu sede del Gran Premio di Francia di Formula 1 per cinque volte e ospitò per due volte anche il motomondiale. La pericolosità della pista era ben nota nell’ambiente, con paurose discese e curve secche ad alta velocità e che lo resero un incubo per i piloti.
Dopo un incidente mortale in Formula 1, l’autodromo ha ospitato categorie minori fino al 1993, quando i problemi di sicurezza imposero la chiusura dell’impianto. Nel 1999 furono abbattute molte delle strutture del tracciato, mentre altre sopravvissero e sono ben visibili ancora oggi dalle strade utilizzate per la viabilità ordinaria.

AVUS

Il tracciato dell’AVUS (acronimo di Automobil Verkehrs und Übungs-Straße) si trovava nei pressi di Berlino, in Germania, e ha ospitato gare di Formula 1 e DTM. La pista in gran parte utilizzava alcuni chilometri della rete autostradale tedesca, chiusa temporaneamente per i weekend di gara. Quattro curve collegavano i due lunghissimi rettilinei (l’autostrada, per l’appunto). Una di queste, la Nordkurve, venne sopraelevata nel 1936 con una paurosa pendenza del 43.6%. Nel corso degli anni il tracciato è stato più volte modificato per motivi di sicurezza, ma a causa dei disagi alla viabilità autostradale, l’utilizzo dell’Avus fu sempre più sporadico. Nel 1998 chiuse definitivamente ogni attività.

Oggi i due rettilinei sono totalmente parte dell’autostrada tedesca A115, mentre rimangono in vita le tribune in legno, ben visibili percorrendo l’Autobahn. Della Nordkurve invece rimane un nastro d’asfalto che, seppur non più sopraelevato, rimane comunque tra i simboli indelebili di questo tracciato.

Nivelles

Il circuito belga di Nivelles ospitò per due volte un Gran Premio di Formula 1 negli anni 70.
Data la conformazione semplice, nè piloti nè spettatori apprezzarono il layout. I problemi economici e legati alla sicurezza del tracciato portarono all’addio della Formula 1, ma l’autodromo sopravvisse grazie a gare motociclistiche fino agli anni 80′.

Negli anni ’90, la struttura ormai abbandonata divenne il luogo ideale per gare clandestine. Oggi gran parte dell’area è stata riqualificata e destinata ad attività commerciali. L’ultimo settore del tracciato invece, è stato sommerso dalla vegetazione, ad eccezione di parte del rettilineo del traguardo, che presenta ancora la sede stradale in asfalto, seppur in pessimo stato di conservazione.

Autódromo de Sitges-Terramar

Autodromi abbandonati
fonte: Pinterest

Il circuito situato nei pressi di Barcellona fu il primo autodromo permanente costruito in Spagna. Inaugurato nel 1923, presenta una conformazione ovoidale di 2 chilometri, con le due curve che vantano una pendenza di ben 60 gradi.

Non molti anni dopo l’innaugurazione, la società proprietaria dell’autodromo entrò in una crisi finanziaria che portò il circuito in breve tempo ad essere inutilizzato e persino abbandonato. Le ultime gare che risalgono ormai agli anni ’50.

Oggi l’area attorno al tracciato è perlopiù destinata ad uso agricolo, ma il circuito, nonostante l’assenza di manutenzione abbia causato alcuni dissestamenti, è ancora percorribile in auto o a piedi.

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Andrea Curatolo

1997, studente di giurisprudenza, appassionato di fotografia e di motorsport.