Gli eventi del 2018 che passeranno alla storia

Un altro anno di motorsport giunge al termine. E’ stata una stagione intensa, fatta di duelli, strategie, novità, rivoluzioni, grandi addii, stelle emergenti, gioie e dolori. In mezzo a così tanti eventi, di quali si parlerà ancora negli anni a venire e quali hanno segnato una svolta storica per il motorsport? Formula 1 Eventi Motorsport 2018

Foto: SkySport

Dai 5 titoli mondiali di Lewis Hamilton al 7° sigillo di Marc Marquez, dal ritorno delle corse in Svizzera dopo 64 anni al nuovo record del Nurburgring Nordschleife, dalla prima gara di Formula E tra le strade di Roma fino all’avvento della nuova generazione di monoposto elettriche: gli avvenimenti storici del 2018 sono davvero numerosi. Segue quindi un’analisi dei vari campionati motoristici internazionali e delle pietre miliari che essi hanno lasciato ai posteri.

Formula 1: un anno emozionante

Lewis Hamialton ha colto il suo quinto titolo mondiale, eguagliando Juan Manuel Fangio e avvicinandosi sempre di più al record di Michael Schumacher.
Diverse sono le gare emozionanti che hanno segnato il 2018. Il Gran Premio dell’Azerbaijan è stato incerto fino agli ultimissimi giri, grazie anche al duello e all’incidente tra le due Red Bull, che ha aumentato la frattura tra Daniel Ricciardo e la squadra. A Silverstone la Ferrari è tornata a vincere dopo 8 anni, al termine di una gara combattutissima. All’appuntamento successivo in Germania l’arrivo della pioggia invece ha indotto Vettel all’errore, spianando la vittoria per Lewis Hamilton dopo una grande rimonta dal 14° posto.

Foto: Automoto

Al Gran Premio degli Stati Uniti, Kimi Raikkonen ha colto la sua ultima vittoria in Ferrari e probabilmente in Formula 1, dopo che il finlandese aveva già siglato il giro più veloce nella storia della Formula 1 grazie alla Pole Position di Monza. La gara in Brasile infine resterà nella memoria degli appassionati come quella in cui un doppiato ha speronato il leader della gara, Verstappen, compromettendo le sue possibilità di vittoria.

Formula 1: la fine di un’era

Nonostante il 5° mondiale costruttori, la Mercedes ha visto terminare il proprio dominio incontrastato sul fronte motoristico. Oltre a essere stata avvicinata in termini di potenza, se non addirittura superata, dalla power unit Ferrari, il Gran Premio d’Austria passerà alla storia come il primo doppio ritiro per cause tecniche della Mercedes nell’era turboibrida.

Nel 2018 inoltre l’aspetto delle monoposto è cambiato in maniera radicale grazie all’introduzione dell’Halo, che già nella gara in Belgio ha dato prova della sua utilità proteggendo la testa di Charles Leclerc. Proprio il pilota monegasco sarà il nuovo pilota Ferrari, andando a sostituire Kimi Raikkonen che invece passerà alla Sauber. La squadra svizzera ha reso possibile anche il ritorno in Formula 1 dell’Alfa Romeo e di un pilota italiano dopo anni di assenza, in particolare Antonio Giovinazzi.

Foto: AlVolante

L’anno appena trascorso è stato un anno di addii, tra cui quello di Fernando Alonso. L’immagine della sua Mclaren scortata dai sue due più grandi rivali ancora in attività, Vettel e Hamilton, in occasione della sua ultima gara, costituirà sicuramente un’icona della Formula 1 contemporanea. L’addio più difficile da digerire in questo 2018 resta però la tragica scomparsa del presidente Sergio Marchionne. Un grandissimo uomo a cui vanno riconosciuti i meriti di aver riportato l’Alfa Romeo in Formula 1 e aver posto le basi per la rinascita della Ferrari.

MotoGP

Marc Marquez ha dominato il campionato di MotoGP, conquistato il suo 7° titolo mondiale. Il suo compagno di squadra Dani Pedrosa si è ritirato al termine del campionato, permettendo l’arrivo di Lorenzo in Honda nel 2019. Marc Marquez inoltre ha continuato a segnare record su record, vincendo per la sesta volta consecutiva ad Austin e al Sachsering.

Valentino Rossi ha chiuso la stagione senza vittorie, un evento che non si era mai verificato con l’italiano in sella ad una Yamaha.  Il pilota di Tauvilla ci è comunque andato vicino in diverse occasioni, tra cui il Gran Premio d’Olanda. La gara di Assen è stata senza dubbio una delle più combattute degli ultimi anni, con tanti piloti ad alternarsi al comando.

Resterà iconica anche l’immagine della partenza del Gran Premio di Argentina. Miller si trova in Pole Position, ma tutti gli altri concorrenti sono schierati parecchie file più indietro, penalizzati per aver sostituito le gomme oltre il tempo consentito.

Foto: Corsedimoto

Motomondiale

Nelle categorie minori, oltre al successo di Bagnaia in Moto 2, c’è da segnalare la vittoria a Valencia in Moto 3 di Oncu a soli 15 anni di età!

Verrà sicuramente riproposta a lungo anche l’immagine che ritrae Fenati premere la leva del freno di Manzi nella gara di Moto 2 a Misano. Un gesto estremamente pericoloso e senza precedenti, che si spera possa servire da monito alle generazioni future.

La notizia più bella per l’Italia motociclistica resta però l’annuncio del ritorno di MV Augusta. La casa italiana tornerà nel motomondiale in Moto 2 nel 2019, dopo la sua ultima apparizione datata 1974.
Un altro annuncio del 2018 è stato quello della nascita della Moto E, la categoria riservata alle moto elettriche.

Formula E

Il 2018 ha segnato un anno di svolta per la Formula E e per tutto il motorsport.
Il 15 dicembre si è disputato il primo e-prix con le monoposto di seconda generazione, le nuove vetture elettriche in grado di completare l’intera distanza di gara senza un cambio auto.  L’e-prix di Ad Diriyah è coinciso anche con l’ingresso nella serie in forma ufficiale della BMW, che è andata a vincere la sua gara d’esordio.

Anche con le precedenti monoposto la Formula E è stata in grado di segnare la storia. Il 2018 infatti è stato l’anno in cui si è disputato il primo e-prix in Italia. La Svizzera inoltre è tornata ad ospitare una competizione automobilistica dopo 64 anni, grazie all’appuntamento di Zurigo.

Foto: Traveladdict

La Techeetah ha conquistato la prima doppietta nella storia della categoria nell’e-prix di Santiago del Cile. La scuderia cinese ha anche vinto il titolo piloti con Jean Eric Vergne, scrivendo una bellissima pagina di sport in cui un team privato è stato in grado di battere colossi industriali quali Renault, Audi e Jaguar. Un miracolo sportivo che richiama alla mente quello della Brawn GP in Formula 1 nel 2009.


WEC: una stagione di transizione

Il mondiale Endurance sta vivendo un periodo di transizione. Il 2018 è stato l’inizio della Superseason. Nella classe regina, la LMP1, la Toyota ha dominato in ogni gara, correndo praticamente da sola, dato che i prototipi privati endotermici non sono in grado di competere con la vettura giapponese. Questo non toglie valore però alla prima storica vittoria della Toyota alla 24 ore di Le Mans, un traguardo che iniziava ad assomigliare ad una chimera dopo i tanti tentativi.

Foto: Autocar

Dell’equipaggio vincitore faceva parte anche Fernando Alonso, capace di disputare nello stesso anno il mondiale endurance e quello di Formula 1. Adesso al campionissimo americano manca solo la 500 miglia di Indianapolis per coronare il sogno della Triple Crown, un obiettivo che potrebbe concretizzarsi già nel 2019.

WEC: tra passato e futuro

Intanto l’Aco ha iniziato a rendere noti i futuri regolamenti tecnici per la categoria. Dal 2020 la classe regina non sarà più costituita dalle LMP1, bensì da nuove vetture che potranno montare un powertrain ibrido derivato dalle vetture stradali. I costi ridotti e il grande legame con le vetture di serie hanno già richiamato l’attenzione di tanti costruttori, tra i quali spiccano Mclaren e Ferrari.
La federazione tuttavia guarda ancora più avanti. In occasione dell’appuntamento dell’ELMS a Spa, si è esibito un prototipo a idrogeno con il quale dovrebbe disputarsi la 24 ore di Le Mans del 2024.

La Porsche ha abbandonato il WEC nel 2017, ma continua a far parlare di sé. La squadra tedesca ha modificato il prototipo 919 senza vincoli di regolamento ed è andata a caccia di nuovi record.
La Porsche 919 EVO ha stabilito il nuovo record del Nurburgring Nodschleife, in 5’19’’546’’. Il precedente record detenuto da Stefan Bellof e dalla sua Porsche 956 resisteva dal 1983. Erano decenni che un costruttore non si cimentava con un prototipo sul circuito più pericoloso al mondo. Per questo motivo i 5 minuti e 19 secondi del nuovo tempo fatto segnare da Timo Bernhard sono numeri che sanno di leggenda e che solleticano i sogni di migliaia di appassionati in tutto il mondo.

Foto: Omniauto

WRC e DTM

Nel WRC Ogier ha conquistato il suo 6° titolo, al termine di un mondiale che ha visto tre piloti contendersi il titolo all’ultima gara.  La Toyota invece ha vinto il mondiale costruttori dopo 20 anni di attesa. La leggenda Sebastian Loeb infine è tornata per disputare tre rally, vincendo il rally di Catalogna e dimostrando ancora una volta la sua classe immensa nonostante i suoi xx anni.

Per il DTM il 2018 è stata la fine di un’era, poiché la Mercedes ha lasciato la categoria dopo ben 30 anni per dedicarsi alla nuova avventura in Formula E. L’Aston Martin ha comunque annunciato di partecipare al campionato a partire dal 2019.
Gary Paffett ha conquistato il titolo piloti regalando un’ultima gioia alla casa della stella a tre punte. Renè Rast ha comunque provato a insidiare Paffett per il titolo fino all’ultima gara, grazie alla sua lunghissima e storica striscia di 6 vittorie consecutive.

Il DTM è tornato anche a fare visita in Italia, a Misano. L’appuntamento italiano ha visto tra i partecipanti il grandissimo Alex Zanardi, che nonostante i suoi 52 anni e l’invalidità è riuscito a conquistare uno straordinario 5° posto!  Sebastien Ogier invece ha disputato le gare al Red Bull Ring, ma il francese non è andato oltre il 12° posto.

Altre categorie

Il mondiale turismo ha aderito al regolamento tecnico TCR. Gabriele Tarquini ha vinto il campionato, che ha conquistato il titolo per soli 3 punti all’ultimo appuntamento contro altri 6 papabili campioni. Ma il mondiale turismo ha riservato altre gioie per i colori italiani. L’Alfa Romeo infatti è tornata a correre dopo 12 anni grazie al team Romeo Ferraris, cogliendo anche la vittoria nella gara a Suzuka.

L’edizione 2018 della Dakar è stata l’ultima per la Peugeot, che ha comunque potuto gioire ancora una volta grazie al successo dell’inossidabile Carlos Sainz.

Dopo il record del Nurburgring Nordschleife, è stato abbattuto anche quello della Pikes Peak. La Wolksvagen infatti ha fatto sua l’ultima edizione con il prototipo interamente elettrico I.D.R, che ha stabilito il nuovo record della competizione in 7’57’’148’’’. Restando in America, Will Power ha conquistato la 500 Miglia di Indianapolis.
Il 2018 verrà ricordato anche come l’anno di annuncio della nuova W Series, un campionato in monoposto interamente riservato alle donne.

L’avanzata dei giovani

Tra le categorie giovanili vanno ricordati il trionfo in Formula 2 di George Russel e quello in Formula 3 di Mick Schumacher. Il figlio del kaiser sembra ripercorrere le orme del padre e il paragone è rinforzato maggiormente dalla prima vittoria nella categoria di Mick a Spa.
L’anno passato è stato anche l’ultimo per la moderna Formula 3. Dal 2019 infatti il campionato si disputerà con nuove vetture e seguirà il circus della Formula 1 negli appuntamenti europei. La fine della vecchia Formula 3 getta dubbi anche sul futuro dello storico GP di Macau.

Foto: Motorinolimits

Tanti sono stati gli eventi storici di questo 2018, ma la storia non si ferma. Come in un Gran Premio i partecipanti percorrono infinite volte lo stesso giro, così la vita si ripete di anno in anno e ogni volta non si può sapere cosa può accadere. Non resta dunque che attendere il 2019, per scoprire cosa la prossima stagione di motori abbia in serbo per gli appassionati.


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Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Ho lavorato nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.