I Gran Premi che non ci sono più | Michael Schumacher è il kaiser del circuito di Aida

La nostra rubrica invernale sui gran premi che non ci sono più si apre con un omaggio a Michael Schumacher che compirà 50 anni fra un paio di settimane. Il Kaiser di Kerpen è il dominatore di entrambe le edizioni del Gran Premio del Pacifico.

Gran premi che non ci sono più
Foto: f1neltempo.it

Il Gran Premio si è disputato per sole due edizioni, nel 1994 e nel 1995, sul circuito di Aida. Un tracciato piuttosto breve che misurava 3703 metri e che prendeva il nome da uno dei distretti della prefettura di Okayama, Aida per l’appunto.

Già nel 1993 si era tentato di realizzare una seconda gara in Giappone da disputare all’Autopolis, tant’è che i promotori del circuito decisero di sponsorizzare le vetture del team Benetton. Ma la società che gestiva i diritti dell’Autopolis fallì e il progetto naufragò.





Per realizzare una seconda gara nel paese del Sol levante si dovette aspettare però solo un anno.

Le due edizioni del Gran Premio del Pacifico si sono disputate in due fasi della stagione completamente diverse. Nel 1994 fu la seconda gara della stagione, nel 1995 la terz’ultima. In realtà anche nel 1995 il Gran Premio era stato collocato nella parte iniziale del calendario, come terzo appuntamento, dopo le gare in Brasile ed Argentina. Ma a gannaio si verificò il terribile terremoto di Kobe che causò oltre seimila vittime ed anche alcuni danni alle infrastrutture del circuito. Per questo motivo fu posticipato nella parte finale della stagione.

Nonostante si siano disputate soltanto due edizioni, il Gran Premio del Pacifico è entrato di diritto nella storia della Formula 1.

Nel 1994 ha infatti potuto godere della prima fila più illustre della storia, quella formata da Ayrton Senna su Williams-Renault e da Michael Schumacher su Benetton-Ford. Il campione brasiliano realizzò ad Aida la sua sessantaquattresima e penultima pole position della carriera. Due settimane dopo infatti perderà la vita ad Imola nell’incidente alla curva del Tamburello.

Ayrton Senna (Williams) e Nicola Larini (Ferrari) insabbiati alla prima curva dell’edizione 1994 – Foto: crash.net

Nell’edizione del 1995, Michael Schumacher divenne matematicamente campione del mondo per la seconda volta, con due gare d’anticipo

Quello del kaiser di Kerpen è l’unico nome registrato sull’albo d’oro del Gran Premio del Pacifico, visto che vi ha vinto entrambe le edizioni al volante della Benetton. Nel 1994 su una vettura motorizzata dal V8 Ford-Cosworth mentre l’anno seguente dal V10 Renault. Stesso epilogo dunque, ma svolgimenti molto diversi.

Nel 1994 la preannunciata battaglia tra Senna e Schumacher dura il breve volgere di pochi metri. Al via infatti il tedesco, dalla seconda casella, brucia il rivale e va in testa alla prima curva. Il Gran Premio del Pacifico di Ayrton Senna dura invece appena 300 metri. Alla staccata della prima curva infatti la McLaren di Mika Hakkinen lo tampona e la Williams del brasiliano si gira finendo nella sabbia. Per lui la gara è già finita.

Gran premi che non ci sono più
Il Podio del Gran Premio del Pacifico 1994: Schumacher (Benetton) vince davanti a Berger (Ferrari) e Barrichello (Jordan)

La corsa diventa così una cavalcata solitaria per Michael Schumacher. Il tedesco vince con oltre un minuto di vantaggio sulla Ferrari di Gerhard Berger. Tutti gli altri finiscono invece doppiati, ad iniziare dalla Jordan di Barrichello, terzo ed al primo podio della carriera.

Nel 1995 invece la vittoria arriva grazie alla tattica di gara impostatagli dalla Benetton su tre soste, contro le due di tutti gli altri. Strategia che gli permette di viaggiare a ritmo di qualifica e di superare così le vetture che lo precedono.

Le Williams-Renault monopolizzano la prima fila: pole position di David Coulthard davanti al compagno di squadra Damon Hill. Schumacher parte terzo davanti alle due Ferrari di Alesi e Berger. Il tedesco si è presentato a questo appuntamento con 27 punti di vantaggio su Damon Hill e ciò significa che gli basterà arrivare quarto per vincere il titolo con due gare d’anticipo. Ma un campione della sua stoffa non corre certamente per il quarto posto.

Michael Schumacher esulta assieme a Flavio Briatore per la conquista del secondo titolo mondiale – Foto:f1grandprix.motorionline.com

Al via Coulthard parte bene e mantiene la testa. Dietro Schumacher attacca Hill che lo chiude all’esterno, permettendo alle due Ferrari di passare. Schumacher scivola così in quinta posizione. Per poco, perchè al quinto giro la Benetton del tedesco attacca e supera la Ferrari di Berger per prendersi la quarta posizione.

Coulthard vola via. Alle sue spalle Alesi fa da tappo ad Hill e Schumacher. I tre procedono a trenino fino al diciottesimo giro quando avviene la svolta della gara. Tutti e tre si fermano contemporaneamente ai box: la sosta della Benetton dura poco più di 6 secondi e ciò permette a Schumacher di superare sia Alesi che Hill e di non rientrare alle spalle della Jordan di Irvine e della Sauber di Frentzen. Cosa che accade invece ad Alesi ed Hill che si ritrovano così imbottigliati nel traffico.

A questo punto il tedesco inizia a viaggiare con un ritmo nettamente superiore a quello degli avversari e al trentatreesimo giro è già nei tubi di scarico della Williams di Coulthard. Dopo cinque giri di attacchi vani la Benetton decide di richiamarlo ai box per farlo girare con pista libera. Quando lo scozzese effettua la seconda sosta al cinquantesimo giro, rientra in pista a 14 secondi da Schumacher che, a questo punto, deve guadagnare una decina di secondi per rientrare davanti a Coulthard dopo la sua ultima sosta. Detto fatto!

Al sessantesimo giro Schumacher effettua la sua ultima sosta e quando esce dai box è davanti alla Williams dello scozzese.

Gli ultimi 23 giri si trasformano in una vera e propria cavalcata trionfale verso la vittoria della gara e del suo secondo titolo mondiale. A podio vanno le Williams di Coulthard ed Hill, seguite dalle Ferrari di Berger ed Alesi.

Si conclude così la storia del Gran Premio del Pacifico di Formula 1. Una storia breve, ma alquanto ricca di contenuti.

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